Dalle nuove uniformi allo spray antiaggressione…è tutto così lento!


In un momento di grave crisi dove di certo è in atto un vero e proprio smantellamento di un certo concetto di servizi al cittadino riuscire a scorgere delle innovazioni in seno alla pubblica amministrazione non è cosa da poco.
Così che in questi giorni di una strana estate dove più che il sole sembrano essere gli acquazzoni a essere protagonisti la Polizia di Stato sfoggia le nuove divise operative.
Uno sforzo importante se si pensa che le prime sperimentazioni effettive risalgono al 2006 e che tante sono  state evidentemente  le difficoltà se per partorire un progetto di questo genere ci sono voluti più di sette anni.
Problemi che peraltro continuano purtroppo ad esserci poiché la presenza di questo innovativo capo di vestiario non si riesce ad apprezzare su tutto il territorio nazionale.
Così solo a Milano, Roma, Brindisi, Lecce, per citarne alcuni, gli agenti di polizia possono indossare la novità mentre molte altre province difficilmente potranno vedere nell’estate 2014 l’adozione della nuova uniforme.
Le forniture infatti sembra siano state sufficienti solo  per alcune sedi e carenti per altre, del resto se sono uniformi è giusto che le abbiano tutti in tutta Italia…o almeno così dovrebbe essere!!!
Nessuna polemica, per carità, in un momento  di grave carenza come questo già è tantissimo che siano arrivate delle nuove dotazioni ma in un’ ottica di razionalizzazione delle risorse e delle forniture  sarebbe interessante capire perché un’ uniforme non riesca ad essere davvero tale.
Di innovazione in innovazione pare sia finita anche la sperimentazione degli spray anti aggressione, quelli al peperoncino tanto per intenderci, già adottati da qualche lustro in tutta Europa.
L’Italia  come al solito è fanalino di coda nell’adozione di tali presidi, speriamo che anche per questa nuova importante innovazione non si abbia a vedere poliziotti dotati per primi  e altri invece lasciati senza, le condizioni lavorative sono sempre più difficili per tutti e nessun agente lungo lo stivale merita di rimanere indietro a causa di quei meandri burocratici che il sistema Italia da sempre ci ha abituato.
Ci sono cose, è evidente, nella gestione logistica dei mezzi e delle dotazioni che deve cambiare, che deve essere migliorata, sono tanti 7 anni per provare, sperimentare e distribuire una divisa operativa così come l’adozione di uno spray anti aggressione, legale per molti corpi di polizia europei e che nonostante questo trova forti resistenze politiche e culturali qui da noi.
Perché ?
Moltissimi appartenenti alla forza pubblica, compreso il sottoscritto, percepisce un mondo velocissimo che si muove oltre un certo confine mentre i corpi di polizia italiani  arrancano su problemi già ampiamente risolti da altri autorevoli organismi di caratura europea; per quale motivo ?
“Cui prodest”  ?  – dicevano  i latini …
Se non si comincia a far guadagnare semplicemente il cittadino dalle innovazioni della pubblica amministrazione non usciremo mai da schemi che hanno caratterizzato la prima, la seconda e forse anche questa  “terza” Repubblica.

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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