NON DITECI BUGIE, NON LE DITE A NOI!

Non ci sono più sorrisi, anche quando si abbozzano non si vedono.

Celati sotto quelle mascherine vi chiediamo documenti, racconti, pezzi della vostra vita in maniera asettica, distaccata, lontana perchè, come tutti, abbiamo timore e famiglie da proteggere.

In questo scenario apocalittico vi chiediamo conto di pezzi della vostra vita, i genitori malati da assistere, il figlio gravemente disabile, il campo da irrigare, il bestiame da curare, in tanti ci prendete in giro, ci raccontate fesserie, spesso lasciamo stare, ci crediamo, ma non crediate che fate del male a noi ma a chi sta morendo negli ospedali, ai medici, agli infermieri, senza abbracci, senza baci, senza carezze… Ma solo di Covid!

Quando con spocchia ci sfidate sul piano della legge, sul livello sanzionatorio, sul concetto di “stato di necessità” non siete furbi, siete solo egoisti, i soliti individualisti che pensano alle regole come uno squallido ostacolo che devono riguardare solo gli altri.

Oggi è morto Giorgio, Sostituto Commissario in Giacca Blu, fedele servitore dello Stato, un uomo il cui compito al servizio delle istituzioni, così vicino al “potere”, non è bastato a salvarlo, per lui, Capo Scorta del Presidente Conte, la morte è passata comunque, uguale, dolorosa, impetuosa, senza abbracci, senza funerali, senza l’umano raccoglimento che tutti meriteremmo.

Quando uscite di casa senza reale motivo non prendete in giro chi vi controlla ma darete solo qualche occasione in più al dolore, al virus, a questa balorda malattia, di portare via a qualcuno un affetto, un amico, un familiare, perchè a me, che vi chiedo l’autocertificazione potete raccontare tante scuse, tante sciocchezze…. Ma non alla morte…. alla morte le vostre scuse non bastano!

Buon Viaggio Giorgio Guastamacchia Sostituto Commissario della Polizia di Stato. ❤️🇮🇹❤️

In Giacca Blu – Michele Rinelli

LA GIUSTA QUARANTENA NON SUICIDI L’UMANITÀ

Scorro le chat di settore, molto attive in questi giorni di quarantena, discussioni infinite sui provvedimenti, sulle interpretazioni, sulle necessità di capire le indicazioni più generiche sulla attività fisica, solo per ammalati cronici o, l’ultima, che riguarda i bambini a cui è consentita “l’ora d’aria” .

Le domande sono tante, le risposte poche, nel turbinio mi soffermo su un video, mi dicono registrato nella provincia di Salerno, da lontano le grida disperate di una donna che urla, non resiste, si lamenta di non farcela più….. A un certo punto si ode l’urlo di chi precipita e il tonfo, sordo, di chi ha concluso la sua vita.

A Salerno due suicidi in poche ore, un problema su cui riflettere ad ogni livello, da chi decide politicamente cosa vietare a chi materialmente è chiamato a giudicare la validità delle autocertificazioni e relative sanzioni. ( https://www.anteprima24.it/salerno/salerno-secondo-suicidio/)

Non abbiano a pensare, chi indossa una divisa, che sia solo una multa, potrebbe esserlo per chi ha un reddito certo, non ha problemi di risorse economiche ma nelle prossime settimane in tanti vedranno, o già lo vedono, svanire ogni certezza, ogni tranquillità e quei giochi di equilibrio, che la politica sembra alle volte ignorare, saranno a maggior ragione in carico a chi in queste ore sta difendendo sulle strade medici e infermieri impegnati nella lotta al Covid, sanzionando chi non rispetta le necessarie regole.

Non possono essere i 400 euro il problema, non devono esserlo, il problema per tutti deve essere la vita delle persone, dentro e fuori le terapie intensive, la possibilità di poterle aiutare, anche economicamente, di organizzarci, di capire che domani le divise, tutte, saranno il simbolo del fallimento economico, di chi ha abbandonato e non sostenuto le persone e questo, come uomini, non come appartenenti alle istituzioni, dobbiamo contrastarlo.

Guardiamole quindi in faccia quelle persone, andiamo oltre la sanzione, oltre la norma, valutiamo bene cosa fare e cosa ottenere, nel rispetto delle indicazioni di legge ma anche nel rispetto di quell’essere umano sempre più in sofferenza che nella divisa comunque dovrà vedere sempre un aiuto, un sostegno, un punto di riferimento.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

PAPÀ HAI ARRESTATO IL CORONA VIRUS?

“PAPÀ HAI ARRESTATO IL CORONA VIRUS?”

Mia figlia, 4 anni, da qualche giorno mi fa questa domanda ogni volta che torno a casa dal servizio, dispensando consigli su come catturarlo, forse perché stanca di rimanere in casa senza poter vedere i suoi amichetti.

Così che ogni giorno, ad ogni controllo di persona, penso a quale parte dei suoi suggerimenti mettere in atto per ridarle la libertà di una passeggiata, di una corsa con gli amici, di un’altalena al sole, libera di potersi rotolare in un prato.

Non potrò raccontarle che non possiamo arrestarlo senza mascherina, senza protezioni per le mani, per il viso, per il naso, non le racconterò che non ci sono abbastanza mascherine negli ospedali, che ci sono bambini come lei che non potranno abbracciare o vedere i genitori per mesi perché, si, loro lo possono arrestare davvero il virus, al costo della loro stessa vita.

Medici e infermieri assunti d’urgenza, anzi no, raccattati a suon di vitto, alloggio e rimborso spese e che forse, per davvero, moriranno per tutti noi.

Non le racconterò delle scuse della gente, dei cani diventati maratoneti, di chi fa un giro in farmacia quattro volte al giorno e che all’improvviso sono diventate cultrici delle creme mani e viso o chi si tiene una scatola di antibiotici nel cruscotto per dimostrare il proprio stato di necessità.

Non le racconterò di chi ci sputa addosso, di chi non capisce che tante colpe le dobbiamo purtroppo sopportare noi, stando in casa, isolandoci, rinunciando a baci, abbracci, a strette di mano, a quella umanità latina che lei stessa, quando torno a casa, esprime in ogni singola manifestazione di affetto, tanti baci e abbracci a profusione.

Domani, forse, all’ennesima scusa di qualche cittadino egoista, ma giustamente stanco, farò vedere con il mio telefonino i volti con le piaghe dei medici e degli infermieri, di chi sto difendendo davvero quando li controllo, di quei sanitari che stanno morendo o che sono già morti o forse farò vedere il video di mia figlia che mi chiede

“PAPÀ HAI ARRESTATO IL CORONA VIRUS?”

…. e chissà che qualcuno non decida davvero di aiutarmi a poterle risponderle:

“SI TESORO, DOMANI SI TORNA A SCUOLA”

In Giacca Blu – Michele Rinelli

SE POTETE DIFFERIRE, RIMANDATE: STIAMO IN CASA!

Anche se i numeri dopo due settimane di restrizioni stanno calando non dobbiamo mollare, la battaglia è ancora lunga così come la guerra.

In questi giorni ricevo le richieste e le domande più assurde in merito alla liceità degli spostamenti, le casistiche sono varie e qualche problema di interpretazione ci può essere.

Voglio essere estremamente chiaro, qualsiasi tipo di spostamento rimandabile deve essere evitato.

Ci sono situazioni lampanti dove per lavoro o salute potete andare praticamente dove volete ma esiste una fascia grigia di situazioni legate al lavoro e alla vita privata che lasciano spazi enormi alla discrezione di chi vi controllerà.

Il miglior modo per non essere sanzionati è quello di attenersi con una interpretazione stringente alle regole emanate dal governo, la discrezionalità con cui le norme sono scritte lascia spazio, troppo spazio ai singoli che in un momento come questo, in buona fede e per convinzione, potrebbero complicarci la vita.

Io stesso evito di compiere gesti leciti, dalla corsetta sotto casa, che per qualcuno potrebbe essere troppo lontano, all’andare a fare rifornimento di gas per autotrazione in un comune limitrofo a dove vivo, il più vicino in zona, per evitare che qualcuno pensi che per andare al lavoro basti la benzina del benzinaio sotto casa… anche se mi costa di più.

Tutto questo per dirvi che non possiamo non riflettere su aspetti assurdi che nella situazione di emergenza che stiamo vivendo qualcuno potrebbe ritenere non aderenti allo spirito delle norme attualmente in vigore.

Dobbiamo stare in casa per la nostra salute, per la vita dei nostri familiari più deboli, perchè solo così potremo dare una mano ai nostri medici e ai nostri infermieri….

Più saremo lontani, oggi, prima saremo vicini domani… non mollate!

In Giacca Blu – Michele Rinelli

…. RIPARTIAMO DAL RISPETTO!

È UNA SPLENDIDA GIORNATA DI SOLE E OGGI, COME TUTTI VOI SONO CONFINATO IN CASA…..

Oggi non andrò in giro a chiedere la giustificazione, come si faceva a scuola, che fa molto liceale, non sentirò scuse banali, questioni puerili, inutili preghiere, da riservare ai malati e ai morti, oggi farò come tutti voi, starò in casa, seguirò le cronache, i numeri, intratterrò mia figlia, guarderò e spererò di poter ritornare ad abbracciare presto gli amici e i parenti.

Nel mio turno serale di ieri sera le strade erano deserte, le poche macchine fermate quelle di lavoratori; di giorno ancora tanto movimento, certo, qualcuno deve ancora capire che dobbiamo stare in casa ora, oggi, affinché finisca presto.

Le immagini del paese che affronta l’emergenza scorrono lente e impetuose, timide e cattive, in un crescendo di consapevolezza: che normalità ci attende dopo?

Medici e infermieri continuano a morire, senza camici monouso e mascherine adeguate, contagiati e morti, dopo una salita costante, sembra comincino a calare ma la malattia si avvicina sempre di più ovunque, non sono più solo le zone della Lombardia a far sentire alla popolazione che il virus esiste davvero, che non si scherza, che non si muore per forza, anzi, ma la preoccupazione per i tuoi vecchi aumenta, per loro l’incubo finirà solo all’arrivo del vaccino.

Stanno morendo tanti nonni, un anello importante di questa società, i babysitter naturali e gratuiti, il sostegno economico dei precari, padri, madri, ziii prima di tutto affetti se non veri e propri ammortizzatori sociali, per la mente e per il bilancio familiare.

Per migliaia di persone il dopo non sarà solo aver perso un padre o una madre ma non aver più un conforto, un sostegno umano, in una società già dura, già difficile che, inevitabilmente, cambierà ancor di più, radicalmente, il suo volto.

Ma dovremo fare i conti con chi, in questa guerra, non è riuscito a fornirci un rifugio, a darci a tutti e subito un modo per proteggerci chiedendoci solo di chiuderci in casa, distruggendo l’economia, la società, facendo diventare gli ospedali la prima fonte di contagio dove persino i medici di famiglia non possono più assolvere ai loro doveri perché primo veicolo di infezione…. non certo per colpa loro.

Non auspico rivoluzioni, forche, che ci saranno, anche un cretino lo capisce, chiedo però che domani si pretenda capacità e competenza vera, che al comando ci sia preparazione, che siano i “baroni” a “morire” con il virus, quelli che mettevano gli amici nei posti di comando e non quelli esperti, quelli bravi, quelli che dovevano andare fuori dall’italia per essere considerati capaci.

Perché questo virus, se deve servire a qualcosa, almeno ci lasci la speranza per una società nuova, dove poter credere davvero nel futuro, nelle competenze, nell’intelligenza delle persone messe nei posti giusti perchè professionisti veri.

Oggi vorrei andare a correre, potrei, ma non lo farò, perchè tutti dobbiamo rinunciare a qualcosa ma chi verrà dopo non solo dovrà avere rispetto per queste “rinunce” ma dovrà averne per tutti quei sanitari che in questo momento stanno sudando dietro camici fatti da buste di plastica per la spesa,come quella in foto, con mascherine senza filtro, se pur necessarie e che da settimane non vedono figli e genitori per non compromettere la loro salute…e che forse moriranno per noi!

Ecco, il rispetto per tutto questo, per chi si è sacrificato per coprire le evidenti incapacità di chi c’era prima…. di questo avremo bisogno dopo.

Rispetto per quei “Partigiani” ai tempi del virus che non uccidono nessuno ma salverebbero la vita anche a chi gli ha tolto la sicurezza di tornare a casa vivi.

Quando il virus sarà passato da quel rispetto dovremo ripartire…..

In Giacca Blu – Michele Rinelli

GLI EGOISTI NON CANTINO L’INNO AL TRICOLORE

Domande, telefonate, messaggi privati, chiarimenti spesso provenienti da persone che vogliono trovare semplicemente una qualche scusa per uscire di casa.

Farmacisti, tabaccai, commessi di supermercato, ogni giorno ci raccontano la grande fuga di chi va a fare la spesa più volte al giorno, da chi riunisce la famiglia al banco frigo, a dove il marito compra la tachipirina e la moglie l’aulin, in un crescendo di irresponsabilità il cui risultato sarà solo aumentare i giorni di guerra.

Domani tornerò a denunciare chissà quante altre persone ma la frustrazione peggiore è pensare a quanti contagi avremo tra 15 giorni e di quante proiezioni a 15 giorni avremo ancora bisogno per decretare la fine di questa guerra.

Ogni giorno saliamo sulle nostre pattuglie con la speranza di vedere davvero poche persone in giro, che gli assembramenti siano pochi, che i contagi e i morti diminuiscano ma non possiamo denunciare tutti, non possiamo credere solo nella repressione, dobbiamo sperare nella coscienza di quei cittadini che davvero vogliono guardare al futuro il più presto possibile.

Non prendete in giro il sistema, non giustificate voi stessi con frasi fatte o luoghi comuni, non siete criminali ma state rubando il futuro al negozio del vostro amico, all’azienda del vostro vicino di casa, al bar dietro l’angolo, a tutti gli italiani che vogliono e devono ricominciare a vivere e sperare che passi tutto e presto.

Una denuncia non fa di voi dei delinquenti, una denuncia fa di voi degli stupidi egoisti ed è inutile che vi accalcate a mettete bandiere tricolore sui balconi o a cantare l’inno di Mameli perché con il vostro individualismo state solo condannando questo paese a una atroce e più lunga agonia…..

State a casa, non prendete in giro chi vi controlla ma, soprattutto, chi spera nel buon senso e in una rapida resurrezione di una nazione che più passa il tempo, immobile, più sarà irriconoscibile dopo.

Il problema non è andare a correre, svagarsi in qualche modo, il problema rimane sempre e solo il vostro individualismo e il vostro egoismo.

Uscite, ma con intelligenza perché la battaglia non la vinceranno gli eserciti in strada ma i cittadini che riusciranno a stare in casa nel rispetto delle regole di distanziamento sociale.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

NON CHIEDETE SCUSA A NOI!

“VADO SUBITO A CASA” – “PUÒ CHIUDERE UN OCCHIO PER FAVORE ? ” – “STAVO SOLO ACCOMPAGNANDO MIO MARITO, IO SONO RIMASTA IN AUTO! ”

Sono giorni di grandi giustificazioni e, non lo nascondo, non è affatto semplice denunciare lavoratori precari, casalinghe, persone che con il codice penale non hanno mai avuto a che fare.

Comincia a esserci rabbia e incertezza nelle persone, è difficile credere di dover vivere in un coprifuoco tipici della guerra guerreggiata ma la cosa che gli italiani sembrano non capire è quale sia davvero il problema.

La cosa che mi fa bollire il sangue è il sentirmi chiedere scusa!

Scusa a chi? Alla mia divisa? Alla mia persona? Per quelle mascherine che non ci sono perché la priorità deve essere data ai sanitari e che ci espongono tutti, compreso chi scrive, al pericolo se pur più ridotto di altri, di essere contagiato?

Parole di scusa, di perdono le dovreste rivolgere alle decine di persone in terapia intensiva, attaccate a un ventilatore polmonare, scusa la dovreste chiedere ai medici e agli infermieri che ogni giorno vi implorano di stare in casa perchè loro potrebbero morire per voi lasciando al mondo figli piccoli, scusa la dovreste chiedere a tutte quelle persone che non hanno potuto avere nemmeno un funerale e che hanno salutato i loro cari via Skype dalla terapia intensiva e che, forse, sono stati costretti alla cremazione per distruggere il virus….

Perché non è una risposta, non ci si lava la coscienza con “ha ragione, basta mi faccia la multa… “, che multa non è ma una sanzione penale a tutti gli effetti, perché evidentemente non si è capito quale sia la responsabilità in gioco.

Non si può continuare a credere che il problema sarà la “multa” e non i contagiati, i morti, la sofferenza di chi dovrà misurarsi malamente con questo virus.

Ma poi mi fermo e penso che in fondo cosa possiamo pretendere da un popolo che da decenni sminuisce qualunque responsabilità, ha fatto di tutto per depenalizzare reati, ha cercato di giustificare con la politica del “so’ ragazzi” qualsiasi cosa, ha esautorato ogni figura che rappresentasse una organizzazione o un sistema di gestione? Genitori, Poliziotti, Insegnanti…. Tutto ciò che significava regole e ordine da tempo non hanno più senso!

Così che, nonostante le centinaia di morti in un giorno, oggi se ne contano circa 400, quale giustificazione ancora volete avere, cari concittadini, per non stare in casa? Per non mettere a rischio la nostra vita, di chi è costretto a controllarvi o di chi è costretto a curarvi?

Ancora volete chiedere scusa o volete continuare a non stare in casa credendo che, in fondo, che sarà mai una “multa”…. come l’ha definita oggi Repubblica?

In Giacca Blu – Michele Rinelli