Preghiamo con gli Alpini con l’orgoglio di essere ITALIANI

Viviamo in un tempo dalle strane negazioni, viviamo in un tempo che nega se stesso, rifugge dal passato in una continua voglia di inutile purificazione che rischia di essere peggiore del male che si vorrebbe curare.
In una ennesima strana notizia che, ad andarla a leggere si assaggia il principio negazionista che da anni imperversa, mi ritrovo a dovermi ancora e per l’ennesima volta chiedere il perché non riusciamo a essere sereni con il nostro passato.
Un prete di Treviso pare abbia negato la lettura della preghiera dell’Alpino durante una celebrazione, il motivo assolutamente opinabile, è un passaggio della stessa che recita “Rendi forti le nostre armi contro chiunque minacci la nostra patria, la nostra bandiera, la nostra millenaria civiltà cristiana”.
(http://www.repubblica.it/politica/2015/08/17/news/veneto_prete_censura_preghiera_alpini-121135255/ )
L’inopportunità a quanto pare viene ravvisata nella presenza delle armi, di un certo mondo che gira intorno al famigerato Stato Islamico in una mancata voglia di contrapposizione ideologico culturale che da sempre caratterizza il mondo e forse, a ben vedere, ne determina i giusti equilibri.
Bisogna però smettere di avere paura, di negare l’esistenza del nostro esistere e del nostro essere con questo genere di censure perchè da che mondo è mondo se la mia patria, il mio esistere, il mio modo di vedere le questioni e il mio Dio viene minacciato, aggredito, avvilito per quale motivo se vengo attaccato non dovrei rispondere anche con le armi nei casi peggiori ?
Perché quello stesso Dio, che tutti ci vorrebbe unire ma che l’uomo ha scelto di dividere per sua pura convenienza, non dovrebbe aiutare chi vuole essere annientato?
Non è in fondo quello stesso Dio che ha dato l’arbitrio di chiamarci Cristiani, Ebrei o Musulmani ?
Ma davvero dobbiamo farci dei problemi nel ribadire il concetto di Stato, di Patria e di legittima difesa anche con le armi se questa viene aggredita da chi è diverso da noi?
Negare l’essenza, l’esistenza, non essere fermi nel ribadire che siamo quello che siamo e faremo di tutto per avere il nostro spazio di diversità significa dare libertà a chi certi problemi non se li pone minimamente e con la violenza ha inteso decidere le sorti del mondo…o almeno per come meglio lo intende lui.
Se in questo paese tante cose non vanno è perché la logica del sopruso, del sopravvento, supportato da quello strano buonismo al contrario ormai non ha più freno.
Il diverso che si impone con la forza non può essere contrastato con altrettanta violenza  per non fare la figura di chi prevarica a sua volta come se il primo, di fatto, non lo avesse fatto di principio.
Così si innescano la paura delle nostre radici, la paura ad affermare la nostra cultura, il nostro credo e a questo punto, forse, anche la nostra millenaria e meravigliosa religione e quando parlo di religione parlo del solo credo e non di chi umanamente lo gestisce.
Dobbiamo dire basta a questa logica di sopruso, dobbiamo dire basta a queste imposizioni ideologiche dove è giusto imporre solo quello che viene dall’esterno, è ora di rimarcare che quello che siamo e quello che eravamo non sono concetti da distruggere a favore di chi, ormai sempre più con la forza, ha deciso che dobbiamo soccombere.
Dobbiamo finirla di non essere orgogliosi della nostra civiltà, della nostra società e se anche i ministri del culto si piegano a queste logiche di buonismo bislacco c’è rimasto davvero poco su cui sperare, su cui credere su cui contare.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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