Pubblicato da: paroleingiaccablu | 31/07/2015

Il problema vero ? Non è morto lo sbirro!

La polemica, la triste e terribile polemica, in fondo, è che a Padova non è morto lo sbirro.
Quando muore lo sbirro è tutto più semplice, al limite c’è una vedova da indennizzare con una pensione, ci sono i funerali di stato, le belle parole, la passerella delle autorità e poca roba su cui speculare.
Il problema a questo punto è che quella “merda dello sbirro” non è morto e allora se muore l’altro, quello che non può essere un cattivo, se pur in quel momento pericoloso, salta il banco, salta tutto il sistema come se, su certi interventi di ordine pubblico, quando non hai scelta è lo sbirro che deve morire.
E’ lo sbirro che deve lasciare moglie, figli, famiglia, per quella inaccettabile cultura che prevede il dovere di esposizione al pericolo equivalere alla morte del pubblico ufficiale.
Io come tanti altri colleghi non usciamo di pattuglia con l’intenzione di fare da “salva vita” del sistema, una sorta di “fusibile”, non ci passa nemmeno per l’anticamera del cervello di tutelare le incapacità della struttura sociale sacrificando gratuitamente la nostra vita.
La vita si può mettere in discussione per salvarne un’altra inerme, un bambino o un anziano in vero pericolo non certo per un esagitato il cui unico canale di comunicazione in quel momento ha i tratti tipici della gratuita violenza rivolta verso chi sta semplicemente facendo il proprio lavoro.
Ed ecco allora che se lo sbirro non muore o semplicemente ci arriva vicino come raccontato in questo articolo ( http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2015/07/31/news/ho-visto-la-morte-in-faccia-dopo-7-colpi-sono-svenuto-1.11862474 ) , succede che tutto il mondo si rivolta perché per l’ennesima volta abbiamo avuto la conferma che lo sbirro buono è solo quello morto.
Nessun però dei media inquadra il problema nella sua giusta dimensione, tutti a incriminare lo sparatore, nessuno a capire perché si è arrivati a una morte ingiusta che non doveva accadere.
Così come nessuno ci racconta, ad esempio, perché con un omone qual’era Mauro Guerra (nella foto sopra) vi erano solo due carabinieri, in una inferiorità tattico numerica inaccettabile in contesti così delicati e imprevedibili.
Nessuno a chiedersi perchè contro un malato non ci sia stata l’opportunità di usare altri strumenti di coazione fisica tipo taser, spray o fascette di velcro, nessuno a farsi domande intelligenti ma solo inutile e speculabile scandalo.
Perché la polemica del povero cittadino morto senza capire cosa ci possa essere a monte di tale inaccettabile conclusione anima il dibattito e aumenta il ritorno pubblicitario delle testate giornalistiche per non parlare di quanto sia più facile strumentalizzare  politicamente su quella sfortunata vita e su una famiglia che piange un proprio caro.
Queste morti dividono, angosciano, aiutano a formare schieramenti quelli che ormai difficilmente si riescono nettamente a individuare.
Diverso o forse meno importanti sarebbero state le lacrime delle famiglie di quei carabinieri se non fossero tornati a casa, nessuna domanda, nessuna speculazione sarebbe valsa la pena, finiti i funerali di stato tutti avrebbero taciuto.
Gli sbirri quindi devono solo morire ma, mi spiace per voi speculatori sociali, gli sbirri sempre di più, se questo è il sistema, rimarranno a guardare inermi e impotenti le storture di questa società capace solo di distruggere il prezioso lavoro quotidiano di tutte le divise.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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Responses

  1. Qui non si tratta di codificare una morte di serie A o di serie B. Sta di fatto che un giovane con problemi psichici è morto e, fino a prova contraria, non era armato… Forse, dico forse, chi ha autorizzato l’assistenza sanitaria obbligatoria doveva prevedere una reazione del ragazzo e tanto più l’adeguata collaborazione di un team medico e paramedico esperto capace di gestire pazienti così complessi. Rigurdo il comportamento dei carabinieri, non mi esprimo e attendo l’esito dell’inchiesta.

    • Io non so quale sia la sua professione ma quando si ha a che fare con certi soggetti non si gioca alla morra cinese, sasso vince contro forbice, armato o non armato c’è un carabiniere con la teca cranica fratturata e il soggetto violento non era armato…quindi torniamo sempre li, meglio lo sbirro morto o paralitico che il cittadino violento in una bara….chiedete piuttosto che vengano dati più mezzi o più addestramento al posto di venire qui a ridurre il tutto a una partita di morra cinese.

    • Da medico che lavora di notte e spesso di trova in queste poco simpatiche situazioni: vieni a darci una mano almeno tu. Vedrai come cambi idea…..

  2. anche usando un taser puo’ benissimo scappare il morto,visto che non spara acqua di rose ma un voltaggio di corrente che ti stende.
    e’ impossibile spiegare ai non addetti che non si puo’ fermare una persona esagitata senza fare uso a una forza anche se pur minima,ti rispondono che non e’ affare loro,siamo noi quelli che addestrano,siamo noi quelli che sono pagati per fermarli.
    ma l’Italia questo e’,un paese dove se brucia un prato si ferma l’aereoporto della capitale,dove se viene ucciso un pazzo nudo con solo una maschera indosso reo di aver decapitato una donna ti crocifiggono perche’ lo potevi solo ferire,dove giudici decidono di non ritirare patenti a chi guida mezzo ubriaco.
    un paese dove la maggior parte dei politici ha carichi pendenti o indagini in corso,dove un senatore a vita percepisce un reddito minimo di 15.000 euro mensili e gira con auto blindate e il servizio di tutela….
    welcome to Italy!

    • Il morto può scapparci anche con lo sfollagente o sempici manovre maldestre, il caso di Ferrara ormai è di scuola. Il problema è che le armi non letali abbassano il rischio di lesione grave involontaria, possono spostare l’asse della polemica e responsabilizzano chi quelle armi le fornisce in dotazione alleggerendo la responsabilità dell’operatore….forse è questo che non vogliono?

      • colto nel segno,e’ questo quello che non vogliono.
        le telecamere potrebbero ledere la privacy del fermato,potrebbero inquadrare erroneamente un bambino,lo spray potrebbe essere contrario alla religione del fermato se magari e’ vegano,pastasafariano o chi piu ne ha piu ne metta…lo sfollagente potrebbe assumere un riferimento sessuale,se ci fosse un numero sul casco tipo 88 potrebbe contrastare con la legge Mancino…e via cosi..mestiere difficile ormai,meglio fare altro,magari l’imbonitore di piazza o il comico,piano piano si puo’ arrivare agli scranni alti.

  3. io non chiamerei mai e poi mai amici delle forze dellordine sbirri,,,mai,,e,,poi,,,mai,,,,,,,il resto e retorica allitaliana ,,,un,,,cittadino…che..ama..le..forze,,,dellordine,,,chiunque..essi..siano…..compreso,,mio..figlio….primo..caporal..maggiore,,,scelto………punto

    • La sua è una sensibilità di altri tempi, è un po’ come quella querelle che vede più educato chiamare uno spazzino “operatore ecologico”…finezze da politicanti. Ormai la dicitura sbirro non significa più nulla se non accompagnato da altro aggettivo qualificativo.

  4. Se invece di spendere denaro pubblico per la scorta di certe persone che o non la meritano, o non ne hanno bisogno…
    E così via, solo ad esempio dello sperpero di pubbliche finanze, perchè laddove non c’è un Titolare, regna anarchia e disinteresse.
    E allora, ci viene raccontato che le Forze dell’ordine sono sotto organico, che non ci sono fondi per addestrarle a certi casi limite, che una qualsiasi mente normale potrebbe prevedere, operando nel settore sicurezza.
    Però no, si mandano agenti di contrasto e a mantenere l’ordine Pubblico (in maiuscolo, perchè ancora provo rispetto verso il bene comune), senza averli adeguatamente preparati, e armati solo di frustrazione e senso di inutilità, forti solo delle armi che portano addosso, ma fragili nei metodi e nella consapevolezza di cosa stiano realmente facendo.
    E allora con fragili premesse, ogni conclusione è incerta, e un morto ci può scappare. Gradito no, voluto nemmeno (non ci voglio nemmeno pensare), soltanto puro e fortuito evento.
    Quindi è facile gridare e inveirsi contro chi ha danneggiato e/o sparato, non pensando a chi ha armato il braccio e istruito a sparare, perchè altro (o poco altro) viene insegnato a fare.
    E ancora una volta i Detti insegnano, e mai come in questo caso, mi vien da pensare che “quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito”.

    Tutto ha un prezzo, ma questa volta (e purtroppo tante altre ne abbiamo viste), la moneta di scambio ha un’altra faccia, un lato oscuro che non ci vogliono raccontare, perchè quando una persona è affetta da disturbi del comportamento, sembra già che la società lo abbia condannato.
    Non fosse altro che alla sua sfortuna, questo dovremmo innanzitutto pensare.
    Prima sventura la malattia, seconda e purtroppo fatale, l’incompetenza e l’incuria di chi lo doveva rendere mansueto, perchè più della malattia. questo deficit sociale è stato la causa della sua morte.

  5. È il sistema italiano che fa acqua da tutte le parti. In America come in ogni altro Stato se aggredisci un pubblico ufficiale, il pubblico ufficiale è autorizzato anche ad uccidere, vedi tutti i casi americani dove basta impugnare un coltello e sono autorizzati a fare fuoco. È giusto perché se sei un criminale meriti di pagare i tuoi gesti, anche con la vita perché non hai diritto alcuno a toglierla agli altri.

    • Quanta verità. Non abbiamo alcun mezzo per bloccare un esagitato salvo la pistola o le mani. Nello specifico poi si trattava di un nerboruto energumeno buttafuori di lap dance che ha quasi sfondato il cranio e un carabiniere. Non lo hanno distratto dal suo intento neanche i colpi sparati in aria e, per esperienza personale, a niente poteva servire sparargli magari su un braccio …. con quell’adrenalina in corpo non se ne sarebbe neanche accorto anche a causa della conformazione del proiettile quasi privo di potere d’arresto. La triste verità Italiana é che doveva morire il carabiniere

  6. Io dico sempre: Morte tua, vita mea. Meglio un processo da vivo che un funerale da morto. Complimenti al Carabiniere.

  7. Troppa gente che Gode di una sucurezza che non merita. Troppa gente che parla perché ha la bocca. Troppa gente che non ha mai assistito ad un tso e che non capisce che l’essere in mutande può essere pericoloso come un ROM armato.

  8. Già svincolare la Polizia dalla magistratura e rendere indipendenti I ruoli ed esclusivi I poteri…sarebbe UNA RINASCITA PER LA CIVILTÀ ITALIANA

  9. Se ci fosse il rispetto delle regole queste cose non succederebbero….

  10. Possibile che ogni volta che un poliziotto uccide qualcuno, tutti gli altri poliziotti lo difendano a prescindere ? Ad esempio anche nel caso Aldrovandi, in cui le colpe della polizia sono chiare, ma anche in altri casi…..la colpa non è mai della polizia in pratica

    • Infatti Marco, ha ragione, noi altri si sta difendendo uno che è uscito di casa per andare a uccidere la gente, a fare rapine, ad aumentare la lista di reati della cronaca, è un vero peccato che non ci siano più quei bravi ragazzi della uno bianca, quelli si che stavano dalla parte giusta per alimentare un certo pensiero. Verranno stabilite colpe e responsabilità a prescindere da quelle che lei ritiene difese e se chiedere migliori dotazioni al personale di polizia significa difendere quei operatori sempre più mi faccio persuaso che questo paese non merita nessuno a difendere i cittadini, specie quelli che credono che queste righe siano a difesa delle divise a prescindere!

      • Colpa delle leggi, colpa dei giudici e soprattutto colpa dei giornalisti che falsano le notizie per fare più odiens, credo sia proprio il sistema che non voglia difendere i cittadini.
        Se il cittadino si difende da solo va in galera, se è lo “sbirro” a difenderti va in galera lui!


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