… C’È CHI NON SCAPPA!

Provo un certo disgusto a vedere le immagini della stazione centrale di Milano, lo schifo che si riserva ai codardi, ai vigliacchi, agli irresponsabili, aggettivi che quelli che scappano dalla Lombardia, per anticipare il blocco a zona rossa, provano per quei politici spesso incapaci di fare il loro dovere.

Così che Schettino, il comandante della Costa Concordia naufragata all’isola del Giglio, è solo un italiano tra i tanti italiani che stiamo vedendo e scoprendo in queste ore.

Così sembra non bastare la tecnica legislativa degli “inviti e raccomandazioni” , quella che chiede al senso civico dei cittadini di non muoversi di casa, dovremmo forse applicare quella più efficace e disumana delle dittature?

Si rendono conto certi irresponsabili che se in Cina con misure dittatoriali hanno fermato i contagi in due mesi in Italia ce ne vorranno almeno il doppio se si continua a ignorare il problema?

Vogliono queste persone tornare quanto prima a una vita normale o vogliono solo, come al solito, salvaguardare il proprio orticello? Dobbiamo quindi, per colpa di scellerati, perdere ulteriore tempo? Quello che si è preso la Cina per farlo circolare, la Germania nel non svelare l’arrivo, l’Europa nel non imporre a tutti i paesi serie misure di prevenzione lasciando al virus più di 40 giorni di vantaggio?

Cosa vogliamo quindi? Fuggire tutti dalle nostre responsabilità? E se cominciassero a fuggire medici e infermieri? Gli agenti della forza pubblica, i militari?

Cosa dite? Sono pagati per rimanere? Per ora, perchè se tutti scappano, se tutti, cittadini compresi non rimangono al loro posto, l’economia non riparte e i soldi finiranno anche per chi è pagato per rimanere dove dovrebbe stare!

Continuate pure a scappare ma queste fughe molto più facilmente le pagheranno i vostri anziani, i vostri ammalati, le persone fisicamente deboli e che con il vostro agire, forse, nemmeno troveranno un posto per essere curati adeguatamente.

Così che approfitto per ringraziare Alessandro (nella foto in alto sulla destra), in servizio in un grande ospedale dell’Emilia Romagna, uno che rimane, che non scappa, e che finisce il suo turno dopo 37 ore di lavoro continuato, a lui e a quell’Italia responsabile come lui GRAZIE.

In Giacca Blu – Michele Rinelli