NESSUNO TOCCHI LE DIVISE….PER ORA!

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Ho quasi 20 anni di servizio, gran parte passati a bordo di veicoli di polizia dedicati al controllo del territorio e in tutti questi anni ho visto da un osservatorio privilegiato vizi e virtù della società contemporanea, i suoi affanni, le sue storture, i suoi malanni portando quanta più umanità e professionalità possibile laddove ve ne fosse bisogno.
In questi anni di servizio ho sempre visto feroci attacchi da parte della pubblica opinione verso coloro i quali svolgono il pronto intervento di polizia, sempre poca comprensione, severe accuse, fotocamere levate a difesa di chi doveva essere accompagnato legittimamente in qualche ufficio di polizia.
Da un paio di anni a questa parte lo scenario è cambiato, un voltafaccia quasi repentino, non sono più le forze dell’ordine a finire sul banco degli imputati ma il sistema in cui sono confinate e ad ogni video che viene pubblicato, che sino a qualche tempo fa avrebbe suscitato critiche ferocissime verso le uniformi, sempre di più si leggono voci a sostegno delle stesse, anche nelle situazioni apparentemente più grottesche e infelici.
Il pugno ricevuto a Pisa da un Carabiniere, costretto a una rapida ritirata, che gli costeranno 30 giorni di prognosi, nonché la fuga roccambolesca vista a Verona dove un immigrato in preda agli eccessi delle sostanze stupefacenti, si fa beffe degli agenti intervenuti, comunque, nonostante le situazioni apparentemente non edificanti, ricevono dai moderni tribunali del popolo un inaspettato sostegno.
Come dicevo il paradigma è cambiato assai velocemente, questa nuova fase istituzionale, peraltro, pare favorire questo moto di comprensione perché, ancora, anche noi uomini appartenenti alle forze dell’ordine ci attendiamo effetti positivi dalle ultime elezioni politiche.
Questo ritrovato appoggio alle delle divise però non deve indurre chi svolge servizi di pronto intervento di polizia ad abbassare la guardia, anzi, la fame di immagini, di persone che puntano il telefonino alla ricerca di “Like”, al posto, laddove possibile, di aiutare le forze dell’ordine a svolgere il proprio lavoro, non potranno che aumentare, inalzando di conseguenza la tensione che una telecamera puntata inevitabilmente genera negli operatori di polizia ripresi durante il loro lavoro.
Dovremmo ormai esserci abituati a lavorare come fossimo sempre davanti a un “Grande Fratello”, il problema è che non sempre quelle immagini saranno giustificate come stiamo assistendo in queste ultime settimane.
Quando questo accadrà l’unica arma che ci proteggerà sarà solo la professionalità evidenziata in quelle sfortunate riprese.
Chi conosce il lavoro dell’operatore di polizia comprende non solo quanto sia difficile ma quanto sia “sporco” perché maneggia tante volte i rifiuti della società in cui vive, dove le leggi, spesso,  sono solo fogli di carta da compilare, perché tante volte le vere armi a disposizione del poliziotto  sono solo buon senso, esperienza e umanità….
Godiamoci quindi questo momento di “Luna di Miele” con i nostri concittadini, con la pubblica opinione, con quei giornali che spesso fanno fatica a riportare le notizie quasi costrette a sostenerci,  ricordandoci però che questa società dopata, proprio per questo, ci rivolterà le spalle molto, molto presto.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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