VIOLENZA&BIGLIETTI

Da tempo si sente parlare di violenza sui treni, la lombardia peraltro sembra essere al primo posto in termini di aggressioni a quella categoria comunemente definita dei controllori.
Potrebbe non essere effettivamente una emergenza ma le tragiche cronache che prendono vita sui convogli delle nostre ferrovie sono sempre più frequenti e sempre più violente.
La genesi di questi atti di ribellione verso ciò che può essere banale, come pagare un biglietto per una tratta ferroviaria ad esempio, ci pone di fronte all’evidenza che troppi individui, uomini, donne, italiani, stranieri, percepiscono come normalità non pagare per usufruire di un servizio.
Peraltro è diventato così normale che il diritto non sembra essere quello di imporre una giusta ammenda a chi contravviene, anzi, il diritto è, o sembra essere, che il sistema debba subire il sopruso di chi non vuole pagare.
È evidente che in termini di deterrente l’ordinario esercizio di controlleria non basta, il problema vero è cosa fare.
Si invoca l’esercito sui treni, come se l’esibizione di muscolarità armata possa bastare semplicemente ad arrestare questa onda violenta, senza la giusta punizione, senza la certezza di una pena effettiva e congrua, delle armi semplicemente esibite, a nulla possono servire. Davvero credete che qualcuno, in Italia, potrebbe usare legittimamente armi durante un semplice controllo biglietti? Dai, su, siamo seri!
Laddove quindi il problema non sia il pazzo scatenato la questione va posta in termini sociali e culturali, perché è pur vero che lo straniero non è figlio della cultura del “si può tutto perché siamo democratici” ma è vero anche che appena capito come non funzionano certe cose troppo facile diventa per lui aderire a ciò che abbiamo creato, un sistema che non riesce a imporre regole!
Perché vanno bene gli eserciti, i militari, la polizia sui treni, anche se mi devono spiegare come, visto che i posti Polfer continuano a chiudere, ma senza un adeguato sistema che sanzioni davvero la violenza verso tutti coloro i quali vogliono imporre regole come, ad esempio, pagare un biglietto ferroviario, non potrà che aumentare.
Ed è così quindi che se non cambia la mentalità sociale in relazione al rispetto delle regole e se non cambia il sistema che le impone il risultato non potrà che essere una banale escalation della violenza che, a ben vedere, nemmeno solo quella viene adeguatamente sanzionata.
…. e siamo solo all’inizio e il problema non saranno certo solo i treni….

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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