Pubblicato da: paroleingiaccablu | 19/07/2017

… non ci resta che riderci su…!

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Non ci resta che ridere, a crepa pelle e di gusto perché le lacrime e anche le speranze, forse, sono finite.
E’ infatti già stato scarcerato lo straniero del centro Africa che nei giorni scorsi ha accoltellato, ferendolo a una spalla, un Poliziotto delle Volanti di Milano salvato, secondo le cronache, dal giubbotto antiproiettile che nel momento dell’aggressione la nostra Giacca Blu indossava.
http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/07/19/news/accoltella_poliziotto_stazione_centrale_milano_scarcerato-171166452/ )
Ci tocca così ridere, protestare, indignarci, gridare allarme, cercare di far comprendere quanto sia sempre più pericoloso il contesto storico che stiamo vivendo, non può servire oggettivamente a niente.
Non è infatti con tono di protesta ciò che in questo momento state leggendo ma semplicemente il punto di un poliziotto, un operatore, un individuo ma sopratutto una persona che vorrebbe sentire il peso dello Stato, vorrebbe poter rappresentare a tutti, Italiani, stranieri, concittadini che accoltellare un Poliziotto è un gesto grave che non può e non deve essere liquidato con un “obbligo di firma” che, ricordiamolo, in base a come ragiona il nostro ordinamento, è sicuramente commisurato alla pericolosità sociale che il soggetto ha espresso in quel frangente criminale….perché forse la vita di un poliziotto, la sua incolumità, i suoi affetti contano, per questo sistema, evidentemente molto poco.
E parlo del sistema, sia chiaro, non parlo del signor Giudice a cui va la mia personale comprensione per le difficoltà applicative delle leggi e dei provvedimenti che può materialmente comminare nelle udienze perché è troppo semplice prendersela con chi le leggi le applica, chiediamo piuttosto alla politica di provvedere a fare in modo che questi situazioni non si verifichino.
Con 3000 sbarchi al giorno e cronache locali che da nord a sud del paese ci regalano ogni giorno espressioni di violenza a carico di immigrati più o meno appena sbarcati far capire loro che in Italia accoltellare “Lo Stato”  vale un obbligo di firma, una pacca sulla spalla, una marachella, è pericolosissimo per la tenuta dell’ordine pubblico dei prossimi mesi (non anni, sia chiaro, mesi se questi sono i numeri che sbarcano e che in Italia rimangono).
Ogni giorno sale sempre di più il tarlo de “chi ce lo fa fare?”, ogni giorno le nostre famiglie aumentano l’asticella della preoccupazione, di quello che un normale turno di volante può nascondere, pur consci del pericolo del lavoro che abbiamo scelto, è difficile accettare la reazione blanda di un sistema che attaccato, perché un Poliziotto e un Carabiniere, un Militare, un Agente di Polizia Locale, non sono Michele, Giovanni, Giacomo o Maria ma rappresentanti di uno Stato che in quel momento viene aggredito, fa quasi spallucce.
Auguri di pronta guarigione al collega ferito a Milano, a noi che su quelle pattuglie scendiamo in strada ogni giorno, l’augurio di poterla sempre raccontare e di avere ogni giorno la forza di riuscire a superare le consapevolezze del tempo che passa….e di quel “chi me lo fa fare?” che quotidianamente diventa sempre più pesante.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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