Pubblicato da: paroleingiaccablu | 02/07/2017

Omicidi-Suicidi: Parola d’ordine PREVENZIONE!

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Non è giusto chiamarli morti di stato, non è del tutto proprio chiamarla strage, di certo morire suicida con una divisa indosso continua a essere liquidato come un NON problema, sicuri che qualsiasi siano i motivi dovranno ricercarsi nella vita privata e non in quella lavorativa.
È chiaro, non tutti i suicidi in divisa possono essere ricondotti a vessazioni o elementi rintracciabili nell’alveo del contrasti sul lavoro,di certo però qualcosa di poco sereno ci doveva essere al comando di polizia locale di San Donato Milanese, l’ultimo Omicidio-Suicidio in divisa che la cronaca ci ha tristemente riportato. ( http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/06/29/news/sparatoria_al_comando_di_polizia_locale_di_san_donato_due_agenti_morti-169505004/ )
Divise che uccidono Divise e si suicidano, non sono casi isolati, anzi, a volere scorrere la cronaca le caserme dove si sono consumati drammi di tale portata ci sono già stati e, nemmeno a dirlo, negli ultimi anni i più colpiti sembrano essere purtroppo gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri.
Non un’emergenza, non una ecatombe ma sommate alle decine di suicidi singoli che coinvolgono ogni anno  in particolar modo le uniformi delle nostre forze dell’ordine fanno assumere al fenomeno dei suicidi in divisa una portata superiore che non si capisce ancora e per quanto tempo si vuole ignorare.

Ma ripercorriamoli i recenti episodi di omicidi/suicidi in divisa:

21 Giugno 2012, Caserta, caserma dei Carabinieri di Mignano Monte Lungo, due Marescialli (comandante e vice) litigano, si dice per questioni di contabilità carburanti, la situazione degenera e il vice comandante spare e uccide il suo superiore per poi rivolgersi l’arma contro per mettere fine alla sua stessa vita. Non sappiamo gli esiti dell’inchiesta scaturita da questa vicenda, due persone sono morte e probabilmente non sapremo mai perché. ( http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-21/sparatoria-caserma-casertano-morti-112334.shtml?uuid=AbODjtvF&refresh_ce=1)

2 Ottobre 2012, Rovigo, caserma dei Carabinieri di Porto Viro, un appuntato dei Carabinieri spara al suo Maresciallo Comandante uccidendo anche la moglie dello stesso, anche qui verrà aperta un’indagine che non porterà a nulla e che ha stretto nel massimo riserbo tutti coloro che a vario titolo conoscevano gli attori tragicamente coinvolti ( http://www.polesineonline.com/notizie-polesane/medio-polesine/rovigo/234-omicidio-suicidio-in-caserma-verso-l-archiviazione?jjj=1499016998588 )

Fatti che come è facile comprendere sono difficili da investigare a posteriori il cui unico contrasto è raggiungibile solo attraverso la prevenzione che, per la mentalità e per le questioni che spesso si pongono di fronte, diventa quasi impossibile da attuare.
Ricorrere alle cure di uno psicologo o di uno psichiatra, anche per banali insonnie da stress può costare caro a chi indossa una uniforme e che deve necessariamente ricorrere a strutture “private” per poter godere di maggiore protezione anche se, sappiamo bene, un medico privato di fronte a una divisa gravemente e pericolosamente depressa non può esimersi dal segnalare la questione alle autorità competenti.
Ciò premesso è ora che tutte le persone che fanno parte del sistema sicurezza, dalla Guardia Particolare Giurata all’ultimo degli Agenti di Polizia, devono essere messi nella condizione di potersi curare psicologicamente e serenamente senza incorrere in questioni legate alla possibilità di poter essere messo fuori dai ranghi….perché questa è la paura di chi, con una divisa indosso, ricorre alle cure di uno “strizza cervelli”.
Non si può non considerare le difficoltà psicologiche degli uomini in uniforme, non si possono preferire i suicidi alla prevenzione, non si può liquidare sempre il tutto con “aveva dei problemi personali” perchè non esiste mestiere più identitario, che si intreccia sempre  con le difficoltà della vita privata, di chi indossa una qualsiasi divisa delle nostre forze dell’ordine.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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Responses

  1. Molto è dovuto allo stress che queste professioni comporta


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