Pubblicato da: paroleingiaccablu | 24/10/2016

Uniti civilmente in Giacca Blu!

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Buona vita ispettore, senza ipocrisia, senza retorica, aver sublimato l’amore per il proprio compagno in termini legali credo sia il giusto coronamento di un sentimento e di una realtà che ormai non può oggettivamente più essere stupidamente contrastata.
Tralasciando i vecchi cliché o le facili battute aver visto l’unione civile celebrata con l’uniforme, inevitabilmente, porta a dividere gli umori di chi quel drappo lo indossa tutti i giorni come simbolo di una certa sacra marzialità.
In queste ore di “sconcerto” (che non è il mio) si leggono piccate critiche al collega per aver scelto l’opzione delle nozze in divisa, non è difficile leggere commenti piccati,”che necessità aveva?”,”Con quella divisa ci sono morti dei colleghi!”, “Chi ha autorizzato questa situazione?”(il Capo della Polizia Gabrielli – NDR)…. insomma l’orgoglio di essere poliziotto e la condizione umana e largamente accettata di essere omosessuale divide fortemente e non aiuta quel processo di maturazione culturale che in molti vivono come una imposizione.
Non possiamo nascondere che alcuni cambiamenti culturali siano stati rapidissimi e non tutti siamo stati  capaci di comprenderli, tra questi certamente la condizione dei gay, il veganesimo e il vegetarianesimo ma nella storia tante questioni culturali sono state imposte, dai precetti religiosi alle mode, tante per fare stupidi esempi.
Ma i poliziotti sono omofobi?
Non meno di tante altre categorie di cittadini, sono uomini con loro idee che spesso risentono di retaggi culturali che non si possono azzerare dall’oggi a domani. Non è che una persona vestendo una divisa può cambiare, in base agli ordini, la visione del mondo e la scala dei propri valori, saremmo macchine non saremmo uomini.
Siamo però figli dell’omossessualità derisa e contrastata, intrisa di quei film trash anni ’70 dove il gay era una figura da ghettizzare, da prendere come esempio antitetico dell’essere uomo, del maschio virile, chi di voi, per rimanere in tema poliziesco, non ricorda la scanzonata interpretazione del grande Lino Banfi all’ingresso del ristorante insieme a improbabili poliziotti “un po’ FRI FRI?”… oggi quella scanzonatura finirebbe in tribunale! ( https://www.youtube.com/watch?v=W0aHeeSJQp0 )
Ideali culturali che non si possono cancellare con un colpo di spugna, che possono risentire di accelerazioni sociali, di imposizioni proveniente dal web, dai media, da chi è capace di generare cultura ma non si pretenda che tutti riescano ad accettare, senza critiche, l’accostamento di una uniforme al modello omosessuale.
La scelta del Signor Capo della Polizia di concedere la divisa è indubbiamente il giusto riconoscimento di un’istituzione che capisce l’evoluzione dei tempi ma che non può imporre ai suoi appartenenti di non sentirsi a disagio, di respingere certi cambiamenti, perché laddove la società avanza non sempre la cultura riesce ad evolvere pari passo.
Per questo, al di là delle polemiche, è giusto rispettare la scelta di chi ha chiesto di potersi unire civilmente indossando l’uniforme così come è giusto, senza scadere nel becero insulto, rispettare coloro i quali non condividono, per le più disparate ragioni, l’aver associato all’essere omosessuale un’uniforme che ancora per alcuni evoca, in termini ritenuti negativi, un eccessivo machismo che la società, da tempo, ha deciso di respingere.
Auguri quindi al coraggioso collega in Giacca Blu Raffaele Brusca.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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Responses

  1. E’ da molto che e’ stato scritto questo articolo, lo so. Ma non posso fare a meno di esprimere il mio sdegno verso tutti coloro che hanno fatto commenti assurdi, per essere gentili, nei confronti di questo Poliziotto che ha fatto la sacrosanta scelta di unirsi civilmente al suo compagno con addosso la divisa. Che differenza fa? Perché se avesse sposato una donna nessuno avrebbe detto nulla? Perché è una cosa da evitare ? Perché un poliziotto non è libero di unirsi civilmente scegliendo di portare la sua uniforme? Io non lo capisco proprio. Bravo Raffaele a complimenti per il tuo coraggio….e sì, sembra assurdo, ma ci vuole coraggio per fronteggiare l’ignoranza. Buona vita, di Cuore.


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