Pubblicato da: paroleingiaccablu | 21/10/2016

….e se “STRISCIA” non avesse sempre ragione?

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L’abbiamo visto tutti, e diciamocelo, ci siamo decisamente indignati.
Parliamo del video dove Luca Abete, simpaticissimo e famosissimo tele-inviato di “Striscia La Notizia”, si arrampica sopra un cordone di poliziotti per intervistare il Ministro dell’Istruzione Giannini.
L’inviato del giornale satirico effettivamente è stato  malamente respinto dal servizio d’ordine e questo ha  suscitato un coro di polemiche la cui eco, quasi certamente, si riverbererà sulla carriera di un funzionario di polizia.
Non è certamente onorevole da parte di un esponente delle forze dell’ordine abbandonarsi a determinati epiteti e non solo (li abbiamo purtroppo ascoltati)  così come non è educativo né edificante vedere un giornalista che, nonostante il divieto già più volte imposto,  si arrampica su chi, certamente tra tanti errori, doveva garantire l’incolumità di un Ministro della Repubblica.
Non a caso parlo di educazione, quella della quale persone come i giornalisti, o pseudo tali, sono loro malgrado responsabili così come, in talune circostanze, lo sono i poliziotti.
I messaggi che passano attraverso quelle immagini impressionano in particolar modo i più giovani (che si nutrono di questi video)  quelli che, di fronte a un banale controllo di polizia, e successivo accompagnamento presso gli uffici, ti guardano con aria di sfida chiedendoti “Perché mi volete picchiare??” solo per il fatto di dove procedere a ulteriori e più approfonditi accertamenti all’interno di un posto di Polizia (andare in ufficio con dei poliziotti significa essere picchiati! SIC. 😦   )
Da padre, da persona sempre più vicina agli “anta”, questa cultura intrisa di pregiudizio verso chi come me  si spende per aumentare la propria professionalità, è un pesante pugno allo stomaco.
Perché quelle immagini che Luca Abete ci ha regalato accostate all’evento “Scuola Diaz” di Genova 2001 sono la speculativa espressione di chi, pur non avendo argomenti, li vuole a tutti i costi trovare.
Certo, non possiamo applaudire l’atteggiamento e il comportamento del funzionario di polizia, un UOMO, e diciamolo, un UOMO con pregi e difetti che il giorno dopo su tutte le testate nazionali ha fatto pubblica ammenda, per aver esagerato, per essersi lasciato prendere troppo la mano da una situazione assolutamente gestibile in maniera differente. ( http://www.avellinotoday.it/cronaca/caso-abete-intervista-vice-questore-elio-iannuzzi.html )
Chiedere scusa non è un gesto facile ma è un gesto da UOMINI e non da bestie come il servizio di “Striscia la Notizia” ha a tutti i costi cercato di dimostrare.
E se il nostro funzionario si è assunto, anche con pubbliche scuse, la responsabilità di un comportamento sbagliato e inaccettabile invito i soliti noti del teatrino mediatico a riflettere sul diritto di cronaca e sul diritto di intervista.
Il Ministro Giannini non solo era già stata intervistata, aveva risposto, forse in maniera insoddisfacente, ma lo aveva fatto, aveva anche replicato un’ennesima volta, per quale motivo un chicchessia, per quanto simpatico e famoso, con un potere mediatico elevatissimo avrebbe dovuto addirittura scavalcare il cordone di sicurezza? A quale  scopo? Per fare odience? Per rendere un servizio ai cittadini o solo per creare clamore?
Dove finisce il giornalismo e inizia il clamore?
Il “Giornalismo denuncia” è educazione alla ribellione?
Fermo restando gli errori operativi posti in essere da chi doveva tutelare la sicurezza del Ministro (ammesso e non concesso ci siano stati visto quanto il giornalista è stato capace di fare), censurando comunque le intemperanze di chi rappresentava lo Stato, ma davvero vogliamo credere che l’atteggiamento di Luca Abete sia stato corretto dopo aver più volte avvicinato il Ministro e ottenuto risposta ?
Non può essere che un inviato di “Striscia” ha sempre ragione perché va in onda alle 20.30, è famoso,  e lo vedono milioni di Italiani!!!
….e torniamo all’educazione…possiamo dimostrare a piccoli e grandi, ad adulti e bambini, a tutti i cittadini che in questo paese tutto si può fare perché, alla fine, è colpa della polizia violenta e censuratrice e guai fermare chi vuole fare come cavolo gli pare?

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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Responses

  1. L’irriguardosità e il libero arbitrio, di contrapporsi smodatamente, a qualunque forma di potere e ordine costituito. Questa è oramai la linea sensazionalistica e imperterrita, di tanti cittadini convinti della loro disobbedienza. Purtroppo però, dall’alto non arrivano buoni esempi da diversi anni. Autorevolezza e dignità del potere, si scontrano da tempo immemorabile con interessi privati e lascismo. E il caos domina le menti.

  2. Alessandro condivido la tua analisi, tuttavia non può essere alibi per chi l’ordine non lo rispetta. Non rispettare l’ordine è semplicemente dettato dal fatto di ritenersi al di sopra degli altri….sono 3 giorni che chiedo a Luca Abete il perché, rivolgendosi alla ministra, mentre lui era circuito vicino al cancello, abbia definito “BESTIE” i funzionari intorno a lui. Certamente questo non può in alcun modo giustificare la reazione di Elio Iannuzzi, però mi piacere sapere perché Abete abbia usato quel termine

    • `per me e una stronzata quello che dici ha definito bestie i funzionari perche’ lo hanno trasportato fuori di peso stai sicuro che se ti trasportano fuori di peso non credo gli dici ciao come va ma comes ei bello.I giornalisti saranno anche aggressivi ma ti pare normale nel 2016 dopo che un ministro ti conta palle a profusione e continua a farlo davanti alle telecamere il comportamento di quelli che gli stanno a torno. Iannuzzi e stato comandato dall alto e si sentiva le spalle coperte per quello che ha fatto.

  3. Non sono d’accordo perché il funzionario non si è scusato ma si è giustificato dicendo bugie. Da appartenente alle forze dell’ordine sono indignato perché anche se abete ha insistito nell’avvicinarsi al ministro non sono quelli i modi per fermare una persona che comunque non rappresenta un pericolo. Quindi niente e nessuno può giustificare il comportamento del funzionario.

    • “Una persona che comunque non rappresenta un pericolo…” nessuno puo’ escludere il fatto che possa rappresentare un pericolo!! Se io sono di scorta a una personalita’ e vedo “chiunque” avvicinarsi rapidamente a detta personalita’ lo blocco! E se Luca Abete (cosa molto improbabile ma non impossibile) avesse colpito con il microfono o con la pigna il Ministro? A quest’ ora staremmo parlando di giornalista impazzito/aggressivo e di dispositivo di scorta inefficiente. Rimane il fatto che utilizzare il termine “mongoloide” come offesa non e’ l’atteggiamento che ci si aspetta da un Funzionario di Polizia.
      Una giacchetta blu 😉

  4. Purtroppo, ormai la ragione la ottiene chi più ha potere mediatico…e qui la battaglia è persa in partenza…ci vorrebbe qualche giornalista che portasse le considerazioni che a fatto lei almeno una volta sola in tv…così…come controprova…e sono sicuro che già qualcuno comincerebbe a vedere la cosa in maniera diversa…io trovo vergognoso …che un paladino dei diritti..così come si erge Abete ,debba poi calpestare il lavoro degli altri, e qui , di che se ne dica,non parliamo di in lavoro qualunque . Solo per aumentare audience e autocompiacimento

  5. come non essere d’accordo…poi l’accostamento alla Diaz fatto subito mi sembra eccessivo. Si credo che questa volta striscia abbia esagerato passando dalla ragione presunta ad un torto certificato. Inoltre credo che il Sig. Abete abbia sbagliato a cercare di superare il cordone di sicurezza ma mi domando e chiedo quando la finiremo di garantire la sicurezza dei politici che la meritano quanto la una busta di sabbia nel deserto?

  6. Il primo commemto sensato e oggettivo che ho letto sulla vicenda. Nessuno ha detto una sola parola sul comportamento del giornalista o se tale si può definire Luca Abete,oltraggioso e irriverente nei confronti delle forze dell’ordine comportamento che è stato esaltato ogni sera sui midia.

  7. Nessuna comprensione per qull’uomo che indossa la divisa. La indossa solamente..perché essere un poliziotto é vivere come tale nel rispetto della dignità e libertà altrui. Spero nn si generalizzi perché ci sono tanti poliziotto che sono esempio di etica e professionalità

  8. Luca Abete,comunque, non è un giornalista iscritto all’ordine nazionale.

  9. Buongiorno.
    Un funzionario di polizia cessa di essere un uomo quando gli si conferisce l’incarico. Il suo ruolo deve essere privo di difettti, perche un suo errore puo’ costare ad una persona dalla liberta’ alla vita., colpevole o innocente che fossea.
    Questo se si vuole considerare lo stato di diritto.
    Cio non vuol dire che non capisca il suo stato d’animo, ma si presume sia formato per le mansioni che occupa ed il potere che si trova a gestire. Altrimenti la diaz è dietro l’angolo davvero.

  10. Striscia non ha sempre ragione, siamo uomini e come tali sbagliamo, ma in questo caso, cerchiamo di non irrigidire le nostre vedute, ma allarghiamole. Davvero era necessaria quella violenza verso un UOMO che voleva solo fare domande, a una persona che per di più (ricordo che la parola ministro significa Dal lat. minister ‘servitore’) dovrebbe “lavorare” per noi. E’ vero che l’ufficiale ha sbagliato, come possiamo sbagliare tutti, ma quando si sbaglia bisogna intervenire, e non dire “eh vabbè sbagliare è normale”, perchè si rischia di sfociare nelle fatalità più gravi perseguendo queste vie di pensiero.
    Credo sia giusto che il poliziotto subisca le conseguenze delle sue azioni, e diciamo che questa è una delle poche occasioni documentate in cui un ufficiale abusa del suo potere, io metterei una telecamera su ogni agente durante le ore di servizio, non perchè non mi fido della polizia ma per facilitare quello che dovrebbe essere il loro scopo primario: perseguire la giustizia.

  11. Condivido l’analisi relativa alla violenza propria anche dell’inviato che, protetto dalla notorietà, porta all’estremo le attenzioni che dovrebbero essere riservate per eventuali emergenze e non certo per un’intervista. Purtroppo il mondo dell’immagine e del profitto porta la gente a questo, a osare pur di prendersi qualche minuto di notorietà. Per questo non ho mai amato quel tipo di trasmissioni.
    DISSENTO dal dipingere QUEL funzionario come uomo perché è nella sua FUNZIONE di controllore e protettore non scadere in certe azioni che aberrano l’umanità e negano il suo SERVIZIO stesso.
    Molti “militari” hanno una concezione distorta accettando per primi la contrapposizione in blocchi tra “sbirri” e “delinquenti”, contrapposizione stupida e becera e infruttuosa per un consorzio sociale sia se proveniente da imbecilli antimilitari per “moda” e sia se viene da uomini in divisa.
    Questo avviene perché è semplice, in genere, seguire più un “codice” che provare a vivere liberi nel rispetto degli altri. Nel mio mondo non ci sarebbe bisogno di poliziotti perché saremmo tutti intelligenti da non pestarci i piedi… Purtroppo sono necessari e benedico per tutti quegli uomini in divisa che hanno capacità di discernimento, comprendendo il senso essenziale del loro servizio, della loro quotidiana missione.
    Il funzionario aveva i mezzi necessari da PROTOCOLLO per fermare quel giornalista, e così assolvere al suo compito.
    Cert’è, in ultimo, che il sistema, oggi, si nasconde dietro ad alcuni paradossi per cui, il ministro, per alcuni versi, meriterebbe ben più male parole. Al di fuori di ogni qualunquismo, anche molti politici lo meriterebbero!
    Continuare a prendere un sussidio per un incarico svolto dal genitore o dal nonno, sin dal lontano 1949 fa rivoltare le budella e l’anima!

  12. Questa analisi mi sembra come “lo spargere segatura sull’olio versato”!!
    Garantire la sicurezza di un Ministro non vuole assolutamente dire impedire ad un giornalista di fare domande anche se ripetute. Non mina la sicurezza il fare 10 domande. Vergognati per cercare di giustificare una prepotenza che spesso i “tutori” dell’ordine operano sui cittadini :SPESSO!!!!! E FARE TANTE DOMANDE NON SIGNIFICA ESSERE MALEDUCATI SE A FARLE È UN RISPETTABILISSIMO GIORNALISTA. SOMARO!!!! Chiedete scusa e non aggiungete altro e soprattutto assumetevi le responsabilità quando dimostrate palesemente a tutta l’italia di essere incapaci di indossare una divisa con onore. Dignità zero.

  13. Paolo, il tuo commento rispecchia il classico ragionamento da due soldi del “rivoluzionario” pecorone. Le 10/100/1000 domande le fai nel contesto in cui è concesso, come Abete aveva già fatto, ma se poi le forze dell’ordine ti fermano e ti dicono che da lì non puoi passare, ti fermi ed eventualmente aspetti un altra occasione propizia, non dribbli gli agenti, perchè è lì che passi dalla parte del torto. Se tutti seguissero l’esempio di Abete e il tuo modo di ragionare chiunque si sentirebbe autorizzato a dribblare un posto di blocco, a rifiutarsi di fornire i documenti quando richiesti o a non accettare una multa quando si sbaglia in macchina e così via su tutto quello che viene “imposto” nella vita quotidiana per rispetto ed educazione nei confronti degli altri. Poi personalmente questi abusi che SPESSO i cittadini devono sopportare da parte delle forze dell’ordine io non li ho mai subiti in vita mia, così come la maggior parte delle persone che conosco, anzi, ho sempre avuto a che fare con tutori dell’ordine magari un po’ “duri” negli atteggiamenti, ma sempre educati ed equilibrati nel trattare le persone fermate. Gli unici che sento lamentarsi di questi abusi sono proprio quelli che normalmente ragionano come te e che di base hanno quotidianamente comportamenti al limite della delinquenza, perchè di base il loro ragionamento è “faccio come voglio io”. Detto questo, sicuramente il funzionario di polizia ha sbagliato ed è giusto che paghi, ma ricordiamoci che divisa o no, parliamo di un uomo che in quanto tale può sbagliare come tutti nella vita.Troppo facile e limitativo dire “Ha scelto di indossare una divisa e quindi non può sbagliare”…parliamo di uomini e non di macchine. E non tiriamo fuori la Diaz, Cucchi e compagnia bella, perchè questo episodio non può nemmeno essere accostato a episodi del genere. E quando tirate fuori questi nomi e vi riempite la bocca di opinioni diffamanti nei confronti delle forze dell’ordine in toto, ricordatevi anche della lunghissima lista di tutori dell’ordine uccisi o comunque morti per difendere l’incolumità vostra e di tutti quelli che vi stanno a cuore.

  14. In un paese libero e democratico ciascuno può pensarla come meglio crede, in un paese come il nostro la polizia non può fare niente a meno che non metta d’accordo un certo modo di gestire il mondo. Il mio mondo, che dovrebbe essere quello di tutti, rispetta il lavoro delle forze dell’ordine, non le sovrasta, non cerca di abbatterle, non specula su un servizio al cittadino a solo scopo propagandistico, speculativo e strumentale. Il mio è un mondo che non esiste purtroppo, quello che esiste è che Luca Abete poteva e doveva fare quello che ha fatto perchè è di “Striscia la Notizia”, paladina della verità e della giustizia (per chi ci crede così come le “Iene” e altri bellissimi programmi utili semplicemente a fare clamore), la polizia invece becera serva del potere, doveva rimanere li a far passare per l’ennesima volta un Luca Abete che già per due volte aveva ricevuto udienza e risposta. Quindi, per parallelismo, è giusto che un ladro, preso nella flagranza del reato venga rimesso immediatamente in libertà N-Volte perchè, in fondo, rubare, non è poi chissà cosa…magari lo fermiamo definitivamente fino a quando nel suo delirio del “tanto in Italia si fa come cavolo ci pare” non ammazza qualcuno in una rapina. Oppure cavalchiamo il principio per cui chi sbaglia deve pagare ma dipende chi è….quindi Luca Abete, detentore del potere di “Striscia La Notizia” , deve essere lasciato passare come dove e quando vuole per la logica del Marchese del Grillo tanto cara agli italiani “Perchè io sono io e voi non siete un cazzo” (scusate il “francesismo”) . Poi che il funzionario di Polizia si sia espresso in termini pessimi, che sia stato il massimo della non professionalità possibile, che poteva usare metodi più urbani credo sia fuori discussione ma che vogliamo fare??? Lo mettiamo a testa in giù a piazzale Loreto o lo facciamo giudicare dai giudici della Repubblica Italiana? O forse, vista la situazione, meglio il tribunale mediatico vista la lentezza dei nostri processi? Verrà giudicato e molto più duramente di chi non ha rispettato un ordine della polizia. Credo che molti cittadini dovrebbero cominciare ad avere come giudice naturale non più quello individuato dalla legge ma quel magma informe che si annida tra i social network….chissà che non comincino a chiedere a gran voce il ripristino di un certo modo di intendere lo stato di diritto!

  15. Nell’articolo, dici bene chiaramente che la polizia doveva garantire l’incolumità di un Ministro della Repubblica.
    Bene, non credo che la stampa abbia mai aggredito un politico e in questo caso il ministro. Abete voleva solo ricevere una dichiarazione, come è accaduto altre volte, se il ministro non aveva intenzione di parlare, avrebbe desistito.
    Va rimosso il dirigente per quello che ha detto e il Questore per il resto.
    Elia Sanna (Unione Sarda)


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