Pubblicato da: paroleingiaccablu | 06/08/2016

Poliziotte ferite in Belgio: consentiteci di difendervi!

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Non mi piacciono i toni allarmistici, voglio essere oggettivo e pragmatico e valutare le questioni per quelle che effettivamente sono ma, a quanto si evidenzia, la strategia della tensione rivolta verso le forze dell’ordine europee comincia ad essere un fatto concreto che non può essere sottovalutato.
Oggi a Charleroi in Belgio due poliziotte sono state prese a colpi di accetta al grido di “Dio è Grande”, una delle agenti versa in gravi condizioni mentre l’altra fortunatamente pare essere stata ferita più lievemente.
L’assalitore è stato spedito al cospetto di Dio da un collega che ha reagito uccidendo l’attentatore con la propria arma da fuoco. (http://www.repubblica.it/esteri/2016/08/06/news/belgio_ferisce_due_poliziotti_a_colpi_di_machete-145494019/ )
Ripercorrendo a ritroso la nuova strategia della tensione, che probabilmente non esclude nessuno ma che di certo predilige necessariamente i simboli, non possiamo dimenticare l’attacco dello stesso tenore in Francia.
Questa volta due colleghi erano dentro la loro casa, lo scorso 14 giugno e uno straniero, guidato sempre dallo stesso “Dio”, irrompe nell’appartamento e li uccide, fortunatamente il figlio riesce ad essere salvato dall’intervento delle forze speciali che annientano l’assalitore. (http://www.repubblica.it/esteri/2016/06/14/news/parigi_poliziotto_ucciso-141974158/ )
Jean Battiste e Jessica erano tranquillamente tra le mura di casa loro, non erano al lavoro, era evidentemente nota la loro condizione lavorativa e un vigliacco assassino ha pensato bene di ucciderli in maniera gratuita.
Così come gratuitamente venne ucciso Ahmed, il tristemente noto poliziotto parigino in bicicletta freddato durante la strage di Charlie Hebdo, un altro contesto, certo ma se il livello della gratuità continua a salire così come abbiamo visto nella strage di Nizza è necessario leggere attentamente quanto sta accadendo ed essere pronti a non sottovalutare quello che potrebbe essere il prossimo futuro anche nel belpaese.
Nessuna divisa, in Italia, vuole tornare ai tempi in cui non si poteva tornare a casa in uniforme perché i brigatisti, negli anni passati alla storia come quelli di piombo, anch’essi gratuitamente, colpivano i singoli agenti ma è ormai evidente che a gran voce noi che quella divisa la indossiamo dobbiamo sensibilizzare la politica a fornirci idonei strumenti di autotutela al fine non solo di difendere noi stessi ma anche  le nostre famiglie e la serenità di tutti gli italiani.
Ai Ministri, al Governo, a tutti coloro i quali dovranno gestire i prossimi mesi, anni, chiedo una seria, oculata, responsabile disamina della situazione mettendo da parte le questioni di bilancio per garantire quanta più serenità possibile a un paese davvero crocevia di tanti jihadisti che ancora, grazie all’eccellente lavoro della nostra intelligence, non hanno colpito.
Noi che la divisa la indossiamo con passione e rispetto tutti i giorni chiediamo solo di non essere ignorati in questo momento di timore, di attenzione, di allarme magari approntando scelte politiche e di stanziamenti tali da non gravare eccessivamente sui già magri bilanci dello stato.
Da giorni parlo pubblicamente delle difficoltà di indossare, liberi dal servizio la “Beretta 9mm” d’ordinanza, come vorrebbe il Ministro degli Interni, ma non meno importanti sono altre dotazioni di sicurezza come i giubbotti antiproiettile, un serio spray al peperoncino, una pistola taser a dardi, questioni che non si vogliono affrontare con celerità, dove vi sono timidi segnali di apertura ma che denunciano sempre una certa diffidenza verso coloro i quali esistono per difendere tutti, anche e soprattutto le democratiche istituzioni.
Non possiamo certo ignorare l’addestramento da potenziare e migliorare così come non possiamo negare che certe leggi debbano essere modificate per lavorare più serenamente e non con le dita puntate sempre contro così da consentire alla magistratura e ai suoi apparati maggiore incisività.
Diamo fiducia alle divise, consentiamo agli agenti di pubblica sicurezza, così come spetta agli ufficiali, il porto di una qualsiasi semiautomatica, magari più piccola e comoda con cui andare a fare la spesa, in questo modo guadagneremmo tempo per reperire fondi e valutare l’acquisto di dotazioni più performanti al nuovo scenario internazionale.
Consentiteci di difenderci, consentici, così, di difendervi!

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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