Pubblicato da: paroleingiaccablu | 21/03/2016

“Perchè mi spari? Io sono solo un ladro, tu un assassino!”

Burglar

“Perchè mi spari?” con queste parole, dopo ben 8 furti subiti da chi ha fatto fuoco, si è conclusa la carriera criminale di uno dei tanti predoni del nostro paese, l’epilogo nel casertano si è consumato all’ospedale civile di Caserta dove un uomo è stato abbandonato dai suoi complici già cadavere.
Lo sparatore, un meccanico che svegliato dai rumori e dalla figlia appena rincasata nel cuore della notte, esausto, impaurito, esasperato ha imbracciato un fucile legittimamente detenuto e ha sparato uccidendo chi, evidentemente, è conscio che non si può reagire in quel modo a un semplice ladro.
“Perchè mi spari?”, la domanda semplice e banale, ma in un ipotetico e immaginario scambio di battute il dialogo sarebbe potuto continuare “Perchè mi spari  ? Non mi puoi sparare, io sto rubando le tue cose, i tuoi affetti la tua serenità, tu mi spari, mi togli la vita, la mia vita, quella di delinquente ma lo sai che non puoi, quindi, perchè lo fai? Io sono solo un ladro, se mi prendono mi assumerò le responsabilità che la legge prescrive, tu invece diventerai un assassino”…anche se assassino non è….
Ed è all’interno di queste immaginarie parole che forse dovremo cercare il modo, il significato, il termine in cui agire e concepire una legittima difesa, una difesa che non sia criminale, che non sia assassina, che non si riduca a un principio dove la morte di un uomo diventi necessaria al ripristino dello stupro che le famiglie subiscono a seguito di atti criminali come questi.
Di notte, nelle nostre case, tra i nostri affetti, a difesa di ciò che più caro abbiamo non si può non pensare che sia umano, atavico difendere se stessi e i propri cari  con ogni mezzo, provate ad entrare in una qualsiasi tana di un qualsiasi animale nel momento in cui è più vulnerabile, mentre dorme e aspettatevi una reazione estremamente violenta specie laddove ci sono i suoi cuccioli.
Non siamo bestie, è vero, ci definiamo esseri senzienti, civilizzati che si sono dati delle regole per vivere in maniera tale che il nostro agire si discosti il più possibile dal reagire come animali al quale, non ce lo dimentichiamo, in particolare nei momenti di maggiore paura, inconsciamente ci riferiamo.
Ed è nelle regole e nell’organizzazione  di queste che ci ostiniamo però a non cambiare nulla, lasciando le leggi per quelle che sono, mettendo le nostre case, i nostri affetti, la nostra serenità come è giusto sia dopo la vita umana dei ladri, di qui delinquenti che però stuprano la nostra necessaria serenità.
Cosa cambiare quindi? Genericamente potremmo dire le leggi, ma forse non basta, di sicuro è necessario non banalizzare, rendere le nostre norme più sbilanciate verso le vittime e non verso i delinquenti che non si aspettano certo gli si spari proprio per l’abitudine a quella inerzia a cui ormai sono avvezzi, non avendo paura di nulla, perchè nulla spesso subiscono ma non è nel calore delle canne delle armi da fuoco che dobbiamo ricercare la soluzione.
Abbandoniamo i facili slogan, quelli della politica che quando andrà al potere nulla potrà fare. Non si cancellano anni e anni di mentalità e giurisprudenza con la modifica di un singolo articolo perché nessuno può volere davvero la licenza di uccidere.
Chiediamo piuttosto che si investa nella detenzione carceraria, nella magistratura inquirente, nelle forze di polizia e nei loro presidi ma sopratutto che si elimini quel senso di impunità che ogni delinquente da troppi anni conosce molto bene.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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Responses

  1. Già, non è bello togliere la vita a qualcuno, ma era l’ottava volta che la villetta era stata presa di mira dai delinquenti.
    In piena notte poi anche la visione delle cose è ottenebrata, non si ragiona lucidamente. Pietà per il morto, ma anche per “l’assassino” che ha solo difeso la sua proprietà, pensando forse che pure la vita sua e dei suoi cari fosse in pericolo.

  2. Riflessione piena di buon senso, e che condivido in pieno.


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