Pubblicato da: paroleingiaccablu | 10/08/2015

Quanto è facile morire tra le braccia dello sbirro?

Morire di TSO sembra facile, così come sembra sempre più facile che una colluttazione tra forza pubblica e persone esagitate possa poi concludersi con la morte dell’individuo da contenere.
Da Aldrovandi a Magherini, da Ferulli a Guerra, da Cucchi a Uva i nomi e i volti di coloro morti tra le mani di agenti della forza pubblica aumenta a dismisura.
Il motivo di tutto questo è noto ma nessuno, a nessun livello vuole prendersi la responsabilità di agire a tutela degli attori in campo come se vi fosse una sorta di inconfessabile volontà di diminuire grandemente le capacità tecnico operative delle forze dell’ordine.
Un TSO, Trattamento Sanitario Obbligatorio, certe volte non è tanto diverso dal dover affrontare un criminale che resiste all’arresto, in fondo cambia solo la motivazione giuridica ma le dinamiche pratiche sono spesso similari.
Un individuo in preda ai fumi dell’alcol o della droga, che sia una assunzione patologica o occasionale non è tanto diverso da un malato psichiatrico che non si vuole sottoporre alle cure così come gli strumenti in dotazione alle forze dell’ordine che devono operare, solitamente uno sfollagente, quando c’è, un paio di manette e un’arma da fuoco che forse sarebbe meglio non avere.
A Padova infatti la morte di Mauro Guerra è divenuta tragica proprio perché non si è mai voluto adottare sistemi di difesa intermedi tra lo sfollagente e la pistola in una escalation dell’assurdo dove qualcuno sostiene che le manette non si possano applicare su una persona violenta che non ha commesso reati.
Non passa molto e a Torino, da una panchina, l’ennesimo dramma dell’impreparazione del sistema nella gestione di determinate criticità, questa volta la vittima, Andrea Soldi, l’ultimo degli ennesimi esagitati da accompagnare coattivamente all’ospedale, muore, perché, si dice, sia stato strangolato dagli agenti della polizia municipale intervenuti a svolgere l’ingrata operazione.
Chissà se basterà un’autopsia, di cui sono stati da poco diffusi gli esiti, che esclude la morte violenta e la responsabilità degli agenti intervenuti, quest’ultimi senza tanti complimenti già rimossi dal loro incarico ancor prima di sapere i risultati di un così risolutivo esame clinico.
Si può comprendere l’imbarazzo del sistema nel non voler affrontare l’inaffrontabile, io comprendo che sia difficile far ricadere il tutto sul piano della tragica fatalità, comprendo anche che nonostante le evoluzioni tecniche sia più semplice rimuovere i due vigili intervenuti che cominciare ad investire in armi non letali e maggiore addestramento degli operatori, capisco anche che ammettere queste carenze significhi far ricadere la responsabilità di questi fallimenti sul piano politico  ma non si può continuare a utilizzare le divise come teste da far rotolare in caso di esito infausto.
Che si prenda coraggio, che si evitino le speculazioni, posso facilmente capire che sia così semplice prendersela con quei “Bastardi” dei vigili che non stanno simpatici a nessuno ma se quei “Bastardi” così come tanti altri con altre uniformi, a furia di essere quelle teste da far rotolare sul selciato della pubblica opinione cominciano a spostare le responsabilità di azione su determinati interventi sempre a più alti livelli chi ci difenderà da questa società sempre più cattiva e furiosa?
A furia di interpellare più alti livelli si perde tempo e perdere tempo spesso porta la violenza a più gravi conseguenze.
Ci si vuole rendere conto di quanto si stia sempre di più alzando la paura delle uniformi nell’affrontare i pericoli della strada e della società ?
Siete sicuri, signori della pubblica opinione, che le vostre famiglie saranno sempre più importanti di quelle di quei sbirri che vivono l’emergenza del pronto intervento non pensando alle conseguenze di un sistema che non li tutela?
Per quanto tempo ancora dobbiamo subire la volontà di essere considerati dalla popolazione tutta degli inutili incapaci e assassini perché è più facile mettere alla gogna coloro i quali vengono inviati sempre di più e sempre più spesso allo sbaraglio?
Chi insulta le divise, chi non protesta in maniera sana preferendo il turpiloquio all’analisi dei fatti e delle condizioni finirà per non poter più uscire liberamente di casa…e la colpa, alla fine, sarà sempre delle inutili divise!!!
Un cane che si morde la coda insomma, un paese e un sistema che ha voglia di distruggere se stesso.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

Annunci

Responses

  1. Parole sante amico mio, sono anni che predico la tua stessa tesi, ma è sempre lettera morta, chissà quando i politici ed il popolino stesso non capiranno che chi veste una divisa è allo sbaraglio e abbandonato da tutti?


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: