Pubblicato da: paroleingiaccablu | 22/06/2015

Allarme violenza nelle nostre città e per quanti denari costi si preferiscono gli “inutili” militari

Si susseguono in questi giorni, in una interminabile escalation, gli allarmi sicurezza in tutta Italia.
Rapine, furti, scippi, violenze di ogni genere vengono enfatizzate dalla stampa oppure, effettivamente, la situazione si aggrava ogni giorno.
L’episodio però che attrae più polemiche è sicuramente quello dell’aggressione al capotreno nei pressi di Milano dove un gruppo di “latinos” hanno quasi amputato un braccio del ferroviere per  avere fatto il suo lavoro.
Una polemica che monta con associazioni di categoria e sindacali che tuonano la mancata sicurezza sui convogli locali tanto che Trenitalia annuncia di voler sopprimere alcune tratte proprio per l’incapacità di riuscire a  garantire sicurezza ai propri dipendenti.
Il cittadino indignato inonda il web delle peggiori sciocchezze, ciascuno propinando la soluzione che più si avvicina al suo pensiero politico.
Si passa così da reazionario il cui unico obbiettivo rimane la legge del taglione a coloro i quali per estrazione culturale preferiscono il già fallito “recupero del reo” così come prevede la nostra costituzione.
Per non parlare di chi vuole mettere in campo l’esercito volendo così trasformare le nostre stazioni in un ibrido tra un luogo di viaggio e magari di piacere a una sorta di caserma sotto assedio il cui unico risultato non può che essere quello di essere un ulteriore costo per la collettività.
Perché, ed è bene dirlo, la sicurezza costa, e anche tanto ma le soluzioni devono far fruttare al massimo l’investimento e non costituire un mezzo di propaganda capace solo di mettere a tacere chi nell’ignoranza più becera crede che basti una divisa a disincentivare la commissione anche di gravi reati.
Potrei fare infatti un lungo elenco di eventi delittuosi perpetrati nei pressi di caserme, ad esempio, così’ da far capire quanto ormai sia tutto il sistema sanzionatorio a non essere visto da chi delinque  come una minaccia.
Si chiedono più divise sui treni, nelle piazze, nelle strade, in un momento dove raccogliamo i frutti di politiche di tagli indiscriminato a tutto il sistema giudiziario sia in termini operativi che in termini sanzionatori, del resto caserme e presidi chiudono, le vetture mancano, le divise si fanno comprare ai singoli operatori, più fortunati coloro che organizzano manifestazioni collettive di supporto come sta accadendo a Padova dove i commercianti si sono inventati una lotteria di beneficenza  per finanziare le uniformi degli agenti della questura. (  http://www.ilgiornale.it/news/cronache/polizia-non-ha-pi-divise-ora-rivestire-agenti-c-lotteria-ben-1143366.html )
Un paese che ha disinvestito fortemente nella sicurezza pubblica non incrementando ad esempio  le carceri a fronte di una fortissima immigrazione che, come sappiamo, porta miseria, disperazione e di conseguenza tanta delinquenza.
I treni così come le nostre strade sono solo la naturale conseguenza della scellerata politica di togliere denari al sistema sicurezza considerato probabilmente un enorme pachiderma, costoso e senza alcun tipo di ritorno economico, aderendo forse a quel concetto per cui non possiamo più permetterci il “Servizio Universale” ossia quello a cui tutti i cittadini possono accedere ma tendere verso il servizio a pagamento dove anche la sicurezza piano piano sta diventando un lusso per chi se la può permettere.
Se vogliamo restituire alle nostre città sicurezza vera ed effettiva dobbiamo tornare a investire nelle carceri, nei giudici, nelle dotazioni di uomini e mezzi per le forze dell’ordine e non per i militari delle “Strade Sicure”  il cui primario scopo dovrebbe essere quello di mantenere la pace sugli scenari internazionali e non di andare  fare gli “spaventapasseri” sulle nostre strade al solo scopo di fare finta di produrre sicurezza, così come spesso accade per le forze dell’ordine.
Diversa è la vigilanza di un obbiettivo fisso istituzionale ma, per quelli probabilmente, già spingono fortemente le agenzie di vigilanza privata che non vedono l’ora di abbeverarsi alla fonte delle spesa pubblica a cui di certo non bastano banche, aeroporti e alcuni settori delle nostre stazioni ferroviarie.
Perché un ladro, un rapinatore, un violentatore non deve solo essere denunciato, processato e scarcerato ma deve permanere per un congruo tempo in un luogo dove non possa più fare ciò per cui è stato arrestato.
Tutto il resto sono solo chiacchiere capaci di aggravare ancora di più la già difficile situazione della sicurezza delle nostre città.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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Responses

  1. avete ragione ormai siamo allo sbando,anche se voi arrestate chi delinque il magistrato di turno lo manda subito fuori,non le dà nemmeno una pena che lo può perlomeno spaventare, la cittadinanza è esasperata


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