Pubblicato da: paroleingiaccablu | 14/06/2015

Sul petto il “Grande Fratello” – A Milano arrivano le “BodyCam”


Innovazione, tecnologia, professionalità queste sono le nuove sfide che le forze dell’ordine dovranno affrontare oltre a quelle già note di ordine pubblico dove, come ben assistiamo, di certo non mancano.
Nel recente passato la sola Polizia di Stato ha avviato tutta una serie di novità che la vedono proiettata nel futuro, verso nuove sfide, e certamente verso nuove consapevolezze.
Dalla divisa operativa allo spray antiaggressione gli operatori del controllo del territorio della  Polizia di Stato di Milano dalla settimana prossima avranno in dotazione personale il “Grande Fratello”.
Arrivano infatti sui petti delle giacche blu le “BodyCam” che per sei mesi, così almeno prevede la sperimentazione, forniranno uno strumento in più a garanzia dell’operato delle volanti meneghine.
Uno strumento necessario che nel mondo è usato da tempo, specie le “Dashboard”, le telecamere sui cruscotti delle pattuglie americane, che da anni ci regalano immagini mozzafiato, dalle più tragiche alle più spettacolari documentando con oggettività il vissuto degli operatori di polizia americani.
Ed è di oggettività che abbiamo bisogno per tornare a far credere e a dimostrare a questo popolo che per tante ragioni non crede più a nessuno quanto siano spesso difficili le condizioni lavorative di chi sulle strade cerca con ogni mezzo di mantenere le regole.
La telecamera sul petto sarà infatti uno strumento prezioso e allo stesso tempo pericoloso non solo per i criminali che, alla fine, non potranno inventarsi nulla che non sia stato effettivamente filmato ma anche per quei poliziotti che durante l’attività lavorativa esagerano nel concepire il lavoro a loro affidato.
La deterrenza della “Bodycam” è già chiara oltreoceano dove sia gli abusi di polizia che quelli effettivamente perpetrati e denunciati sono largamente diminuiti sintomo che la telecamera aiuta a mantenere elevato lo standard di deontologia professionale disincentivando anche chi decide che se la vuole giocare di fronte a un giudice.
Professionalità che a questo punto diventa elemento imprescindibile per ogni operatore di polizia, non che prima non lo fosse ma che oggi diventa più stringente, dove le regole diventano ancora più ferree e ciascuno ancor più di prima dovrà assumersi la responsabilità di ciò che l’occhio elettronico avrà filmato.
Che sia la volta buona quindi che anche in Italia si cominci a ragionare su fatti concreti, su filmati, suoni, condizioni, esperienze oggettivamente documentate dove i verbali potranno assumere ancor di più la forma della reale verità quella che spesso i giudici agognano e che non riescono per tante ragioni effettivamente a fornire dovendosi accontentare delle verità processuali.
Perché la “Bodycam” non sarà solo uno strumento di denuncia ma anche di prevenzione, di dissuasione, di disincentivo per quei delinquenti troppo facili allo sproloquio, all’insulto e all’oltraggio a pubblico ufficiale.
Non solo, questa telecamera sarà anche lo stimolo a lavorare meglio, per tendere a una maggiore capacità operativa fornendo anche filmati da rivedere e analizzare per migliorare l’addestramento dei nostri poliziotti che, proprio perché filmati, probabilmente dovranno diventare anche più bravi.
Non ci potranno essere più scuse per saltare le ore di addestramento in un mondo che sempre di più ci vuole consapevoli professionisti.
Per non parlare di chi, ritenendo l’accessorio uno scomodo compagno, deciderà di mollare tutto, magari di cambiare incarico perché incapace di gestire la pressione psicologica di uno strumento davvero idoneo a mettere in discussione un pessimo operato e che magari senza la “BodyCam” si sarebbe in qualche modo potuto mascherare.
Tragici fatti come quelli di Aldrovandi, Cucchi, Ferulli, Rasman sarebbero potuti essere molto diversi se questi strumenti fossero stati forniti prima.
Sono e devono finire i tempi dove la verità rimaneva un concetto astratto e se a questo non ci si vuole rassegnare ben venga il “Grande Fratello”, strumento moderno, capace, se lo vorremo, a farci diventare tutti dei professionisti migliori.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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