Pubblicato da: paroleingiaccablu | 09/06/2015

Il solito scandalo: “Dove sono le forze dell’ordine?”

Città sempre più cattive, cronache locali che evidenziano ogni giorno una marcata sofferenza delle pace sociale, delinquenza spiccia che avanza in maniera sempre più aggressiva, cittadini che cercano conforto nella facile xenofobia seguendo quell’onda populista e inconcludente degli ultimi anni.
Da operatore della forza pubblica la leggo e la osservo da un privilegiato punto di vista non negando critiche all’operato delle divise ma nemmeno a quello dei cittadini che vorrebbero un sistema sicurezza vicino e distante allo stesso tempo, fedele alla logica “Lavoro, pago le tasse, pretendo”.
Sarebbe bello poterlo fornire in questi termini ma il servizio pubblico, attualmente, non riesce a garantire un prodotto al pari di quello che i cittadini pretendono, anzi a ben vedere, pur a seguito di immani sforzi i risultati, alla fine, appaiono scarsi.
Così mi rammarica fortemente leggere dei virgolettati di questo tipo:  «Ho sporto denuncia in Questura – racconta – ma il seguito della vicenda resta come sempre sospeso nell’irrisolutezza, nella passività, nell’impotenza di quelle forze che dovrebbero intervenire a tutela del cittadino. Mi chiedo: cosa stanno facendo le forze dell’ordine per far cessare questa fiumana di violenza che in modo quasi sistematico si ripete quasi ogni giorno nella zona più trafficata dagli universitari, covo arcinoto di trafficanti di bici, spacciatori e rapinatori, non uomini ma bestie, visto ciò che è successo a me e tante altre persone di cui ho saputo dopo e che mi hanno portato la loro solidarietà?».
Parole non certo pacate verso quelle persone in divisa che rischiano la pelle, di essere feriti, di contrarre malattie per portare soccorso a chi come questa cittadina si pone tantissime domande, un attacco che scarica la responsabilità e l’inerzia verso coloro i quali che di certo, di fronte a reati più o meno gravi, non si tirano mai indietro.
La sicurezza non cala dall’alto, non arriva “Superman” o “Batman” ma individui che agiscono in base a delle regole che spesse volte si ritorcono contro loro stessi e che molte altre volte ancora li distruggono come uomini e come poliziotti aumentando quel sentimento così diffuso e devastante del “chi me lo fa fare? In ufficio si sta meglio!!”.
Senza cittadini che collaborano con le forze dell’ordine non ci sarebbero centinaia di arresti ogni anno, senza una certa protezione sociale fatta dai cittadini stessi non riusciremmo mai a rallentare alcuni fenomeni criminosi ma soprattutto deve essere la politica a stabilire un nuovo modo di concepire le regole affinché questa signora non abbia a porsi così gravi domande.
Ogni giorno, in ogni città, anche in quella da cui questa signora scrive, non importa dove essa si trovi, ci sono cittadini/poliziotti che vigilano e provano a contrastare ciò che questa donna ha subito, con mezzi esigui, con risorse inadeguate, con leggi che andrebbero fortemente riviste ma se questa donna, come decine lungo lo stivale, crede che la sicurezza debba essere un elemento quasi divino, purtroppo, si sbaglia di grosso.
La sicurezza è un patrimonio di tutti, non di una sola parte politica, la sicurezza è anche la capacità del cittadino di imporre il proprio pensiero a chi esercita l’arte della politica, magari lontano da speculazioni e populismi, magari informandosi a dovere su come davvero funziona il sistema, perché la frustrazione che questa cittadina vive nel corpo e nell’anima è la stessa che ogni giorno vivono gli appartenenti alle forze dell’ordine in tutta Italia,
Perché quella donna, ferita e deturpata nel suo diritto di essere sicura sotto casa sua potrebbe essere una qualsiasi nostra amica, sorella, moglie o figlia e tanto ci basta per correre e soccorrere, nel rispetto della legge e delle regole, persone come lei.
Ed è per questo che tutti noi, persone in divisa, vorremmo semplicemente che certi discorsi non venissero liquidati con un urlato e ormai abusato “Dove sono le forze dell’ordine ??”

In GIacca Blu – Michele Rinelli

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