Pubblicato da: paroleingiaccablu | 17/05/2015

Morire in caserma per una inconsapevole cartuccia……

Lo chiamano “Colpo Accidentale” ma sarebbe più opportuno definirlo “Inconsapevole esplosione di una cartuccia”.
Così è morto l’ennesimo appartenente all’Arma dei Carabinieri: la tragedia questa volta a Foligno dove l’Appuntato Scelto 50enne, Emanuele Lucentini originario di Tolentino, è deceduto per un proiettile esploso senza consapevolezza.
L’arma incriminata è una Pistola Mitragliatrice Beretta M12 in dotazione già da tanti anni, forse troppi, alle nostre forze dell’ordine.
La dinamica riportata dai giornali denuncia la cronaca dell’assurdo, di un colpo partito per sbaglio a causa di una caduta, quella si davvero accidentale, che ha innescato una tragica sequenza di morte e che di certo si poteva e doveva evitare.
Perché non sono le armi il problema ma chi le maneggia, le utilizza e che forse non è proprio assolutamente ben preparato a tale scopo.
Potrà sembrare un assurdo ma i continui tagli si sono abbattuti anche sull’addestramento al tiro, sulle ore dedicate non solo alle sessioni a fuoco ma anche su quelle teoriche che in casi come quelli di Foligno potrebbero fare la differenza nel consuntivo dei caduti per colpo inconsapevole.
Conoscere bene uno strumento, che sia una pistola mitragliatrice, un forno a microonde o una banale bicicletta determina che l’utilizzatore possa evitare di farsi male così da prevenire il disastro.
Ed è questo che si pretende dai vertici istituzionali ossia che vengano somministrate lezioni, aggiornamenti, addestramenti tali che persone come l’Appuntato Lucentini o come quel Brigadiere Capo di Triggiano che nel settembre 2014 è rimasto “solo” gravemente ferito in un caso analogo (http://www.baritoday.it/cronaca/triggiano-carabiniere-ferito-da-arma-ordinanza-ricoverato-di-venere.html ) possano tornare a casa nello stato di salute con cui sono usciti per andare in servizio.
E non si faccia il solito processo alla pericolosità delle armi o che si dica semplicemente che dovrebbero sparire perché le autovetture uccidono molto di più delle armi ma anche per esse le istituzioni hanno da tempo rinunciato a fare formazione verso chi per servizio le utilizza quotidianamente.
Che si eviti anche di dire che le dotazioni sono vetuste, tecnologicamente ferme agli anni ‘60, del resto il progetto Beretta della PM 12 risale al 1959 ed è giusto dire che la tecnologia in termini di sicurezza delle armi ha fatto passi da gigante ma è comunque un altro discorso.
Ci si chieda piuttosto perché l’ultimo caduto certificato dell’istituzione di cui faccio parte, la Polizia di Stato, risale al 2000, il Sovrintendente Lippiello Antonio che morì, oltretutto, durante una tragica operazione di polizia ( http://www.cadutipolizia.it/Fonti/Polizia1981/2000lippiello.htm ) e non durante le procedure di avvicendamento su un cambio turno dove il rischio dovrebbe essere assolutamente minimo.
Se quell’inconsapevole sparatore oggi non riesce a capacitarsi di quanto accaduto chiediamoci il perché.
A lui che in questo momento vive nell’inferno del rimorso non può che andare la mia massima umana comprensione nonché sostegno per un’assurda morte che non deve essere vana.
La morte di Emanuele Lucentini deve essere l’ultimo e l’ennesimo motivo capace di spingere l’Arma dei Carabinieri a intraprendere un consapevole percorso di revisione degli addestramenti del personale atti a colmare l’inevitabile fattore umano.
Perché gli uomini sbagliano e di un errore di maneggio dell’arma dobbiamo parlare, l’unico forse davvero irreparabile, perché un colpo una volta partito non lo puoi più fermare!
Per evitare gli errori serve addestramento, consapevolezza, volontà di evitarli.
Una buona istituzione, moderna e che vuole professionalità per i suoi uomini, non li lascia soli su un piazzale con la speranza che nessuno si faccia male durante il cambio turno ma li mette nella condizione di poter gestire l’imponderabile così come il lavoro del Carabiniere, fuori dalle caserme, spesso impone.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

Annunci

Responses

  1. Questo è vero manca il maneggio dell’arma e manca da parte delle istituzioni il dare alle forze dell’ordine armi che siano all’avanguardia perché ci sono, a me veramente fanno dispiacere vedere quelle povere creature che ogni giorno rischiano la vita e nessuno fa niente e poi quello che è peggio e che c’è tanta gente che ci odia a noi che adoperiamo le armi, io invito tutti coloro che pensano male di venire nei campi di tiro a vedere con i propri occhi una gara di tiro dinamico e vedere la gioia e l’ armonia che c’è con tutti, siamo tutti amici la sicurezza che noi mettiamo


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: