Pubblicato da: paroleingiaccablu | 04/04/2015

Bullismo è quell’incapacità al rispetto

Si sente parlare spesso di bullismo, una scazzottata tra giovani, uno scherno effettivamente esagerato, tutto ciò che secondo un certo modo di intendere il giornalismo e il sensazionalismo che riguarda i teenager può assumere senza filtro tale aggettivo.
La mia generazione, ormai sempre più vicina agli “anta” si interroga spesse volte su cosa sia effettivamente il bullismo e prova a rapportarlo a ciò che alla medesima età faceva con amici e compagni di avventure.
E quello che oggi viene chiamato bullismo beneficia semplicemente di quella cassa di risonanza che sono i social, le fotocamere ovunque, i video condivisi perché molti gesti, forse meno clamorosi, erano in certi ambienti anche ai miei tempi all’ordine del giorno.
Anche le istituzioni corrono al riparo per evitare gesti eclatanti, in una sorta di sostituto educativo che una volta non si poteva nemmeno lontanamente immaginare perché esistevano altri modi per contenere certe mancanze di rispetto in quell’età caotica e delicatissima qual è l’adolescenza.
Non di rado le famiglie di ragazzini vessati si rivolgono alle istituzioni e una volta ottenuto gli onori della cronaca diventano vittime della barbarie della società , quella che abbiamo costruito noi, quella che è stata così rapida da non consentirci di prendere le dovute contromisure ( o forse semplicemente eravamo impegnati a pensare ad altro).
Se c’è una cosa che probabilmente ha favorito questa recrudescenza di atti che oggi definiamo di bullismo è, probabilmente, aver alzato troppo l’asticella nel ritenere tutto lecito, abbassando irrimediabilmente il normale concetto di rispetto.
Ed è forse tutto qui.
Abbiamo depauperato la capacità educativa dei genitori, quella delle maestre, dei professori, quelle delle istituzioni in genere.
Non è accettabile che un genitore difenda sempre e comunque a spada tratta una persona che ha indubbiamente sbagliato e derogato troppo al concetto del rispetto delle persone.
Perché nel rispetto dei ruoli si sottende necessariamente anche il rispetto delle persone, di chi al nostro fianco esiste per avere un ruolo diverso che non può essere censurato, esiste un ordine delle cose e lo abbiamo sovvertito in nome del progresso.
Troppo pericoloso è ad esempio opporsi a sospensioni a scuola o andare a contestare persino i voti che una professoressa assegna allo studente a meno che non ci si trovi di fronte a una mancanza di rispetto al contrario.
Il bullismo non nasce a mio avviso da una mania, da un imbarbarimento naturale e inarrestabile della società ma dalla progressiva perdita di carisma anche del ruolo genitoriale, persone in difficoltà che poi ricorrono alle istituzioni per sanare quel vuoto che si è creato.
Perché essere genitori è un lavoro pazzesco, forse il più bello del mondo ma richiede impegno ed è gratis, non è monetizzabile ed è per questo che forse, per colpa di quella società che ci costringe ad essere prima di tutto produttivi e economicamente solidi che è difficile, specie al nord Italia, sottrarre tempo e danaro per darlo, gratuitamente, all’esempio necessario da fornire ai propri figli.
Nord più vittima dei bulli rispetto al sud perché al sud le famiglie non sono solo semplicemente più solide, non c’è la costrizione in tante zone di avere i genitori entrambi lavoratori, sopratutto non si è ancora derogato a quei ruoli che non possono essere messi in discussione o forse certe violenze sono ritenute semplicemente normali.
Al sud Italia la società mantiene equilibri e rispetto verso i ruoli anche fossero solo quelli legati alla malavita, anche la divisa che indosso è più rispettata, può non piacere ma così è.
Se vogliamo curare la piaga del bullismo molto probabilmente dobbiamo curare la piaga che affligge la famiglia, del poco tempo che spesso si può dedicare per far tornare i genitori ad essere quella guida, quell’esempio solido da rispettare, perché senza riferimenti, senza censure, senza un faticoso esempio da parte di noi adulti, se tutto è diventato lecito, essere bulli diventa la normalità.
Il bullissmo non è né più e né meno quella mancanza di rispetto che manca tra tutti noi e che noi adulti ormai abbiamo sdoganato ad ogni livello anche agli occhi dei nostri figli.

In Giacca Blu – Rinelli Michele

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: