Pubblicato da: paroleingiaccablu | 26/01/2015

Bruciamoli tutti….di quei giornalisti ignoranti

Comunicare è oggi quanto mai importante, nell’epoca dell’informazione globale dove in “Real Time” qualsiasi fatto diventa immediatamente notizia (basta un profilo social), il flusso delle “News” e la loro effettiva realtà diventa una delle sfide che il mondo dei media  non può non raccogliere.
L’abbiamo visto qualche giorno fa a seguito della tragica morte di Pino Daniele, nella nottata nessuna agenzia è stata in grado di battere la notizia ufficialmente mentre sui social network  noti cantautori già esprimevano il loro cordoglio.
Verificare le notizie, stare al passo della verità reale o presunta diventa sempre più un problema quando tutti possono fare notizia, di certo purtroppo non verrà mai risolto un certo livello di puerile ignoranza, probabilmente sistemica, all’interno di qualsiasi canale di informazione.
Di sicuro non possiamo pretendere che tutti conoscano tutto, specie tra i giornalisti che sono pur sempre persone, ma non so se sia più opportuno sorridere alla didascalia della foto di cui sopra o se sarebbe il caso di indignarsi per quanta pericolosa  ignoranza certa  stampa riesce a veicolare.
In quella foto, probabilmente di un giornale locale della provincia di Cremona, si spera non un falso, si evidenzia la presenza di un “Lanciafiamme” imbracciato da un poliziotto del Reparto Mobile.
Considerato l’elevatissimo livello di ignoranza, pregiudizio, contrapposizione che una certa parte di paese esprime verso le forze dell’ordine tale e pericolosa descrizione alla foto non può che generare timore e paura nella popolazione.
Qualcuno, facile all’indignazione e che magari le piazze le vive semplicemente attraverso la lettura dei quotidiani, potrebbe pensare che i reparti di polizia sono stati attrezzati nemmeno fossero le truppe impiegate nel Vietnam: caschi, scudi e sfollagente e magari una bomboletta di napalm.
La gravità della questione non è tanto la didascalia in se ma il messaggio che passa, se questo paese conoscesse davvero le forze dell’ordine e le dotazioni delle stesse, se così fosse, ci si potrebbe fare tutti una grassa risata, il problema è che il livello di ignoranza è tale che se anche i giornali alimentano certe leggende decretiamo la fine di quel poco di buono a livello di informazione che ancora questo paese riesce ad esprimere.
Senza fare catastrofismi mediatici o aggravare una situazione che forse ai più può apparire simpatica, ciò su cui bisogna riflettere è che se vuoi fare il giornalista, o comunque un certo tipo di informazione certificata, non ti puoi permettere certe sciocchezze considerati anche i forti contrasti che attualmente il paese sta vivendo.
Sono certo esservi una buona parte di giornalisti capaci, preparati e competenti ma non si può non richiamare queste persone al loro primario e principale ruolo che non è solo quello di informare le persone secondo verità ma veicolare una giusta, esatta e puntuale informazione perché sono proprio loro per primi, i giornalisti, a indirizzare la cultura di un popolo (credulone) come quello italiano.
A scanso di equivoci nella foto è ritratto il Franchi modello GL 40/90, il lanciatore di artifizi lacrimogeni la cui istantanea è spettacolare ma non ha nulla a che vedere con un lanciafiamme.
Perché se è vero che a Cremona è stata “guerra” è altrettanto vero che la polizia italiana, fortunatamente, in piazza non ha mai bruciato nessuno.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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Responses

  1. avete ragione non tutti i giornalisti sono intelligenti e preparati, diffondono notizie come vuole il direttore per vendere più giornali, che di questi tempi scarseggia

  2. il punto è che i giornalisti non vengono tutelati,i giornali fanno gli interessi degli sponsor, e al posto del giornalista ti ritrovi ciuciacaxxi, ma non prendendocela con i giornalisti possiamo cambiare, iniziamo invece a prendecerla con gli imprenditori che con le loro tangenti si son appropriati dei beni pubblici e della politica dei governi


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