Pubblicato da: paroleingiaccablu | 18/01/2015

La verità vale ben più di quei milioni di euro

Imperversano su internet feroci critiche, insulti, battute e satire di ogni tipo sulla vicenda di Vanessa e Greta le due cooperanti rapite in Siria e da qualche giorno libere grazie alla mediazione delle autorità italiane. Di queste ragazze, il cui aspetto, a vedere le immagini, non mi è sembrato personalmente quello tipico di due rapite , si può dire e pensare tante cose, nel rispetto della loro persona, ma di certo non si può negare alla pubblica opinione di avere una idea propria sulla questione.
Così come non si può non leggere alcuni articoli di stampa che associano queste due cooperanti a persone che per fare le volontarie hanno trovato dei canali discutibili su cui di certo si addensano più di qualche ombra.
Tra le indagini dei Ros dei Carabinieri e qualche testata che è andata a spulciare i profili dei social network delle due ragazze, il quadro che emerge è decisamente ambiguo, una di quelle ambiguità che, vista la situazione, anche fosse costata solo il lavoro delle autorità diplomatiche, deve ricevere delle giuste e sacrosante risposte.
Così che forse vorremmo sapere come e perché queste ragazze sono entrate in Siria, un paese che, a quel che si legge, non è certo percorribile come andare da Roma a Parigi.
Chissà che non sia giusto dirci quale fosse davvero il loro compito in quelle lontane terre, in mezzo a guerre non proprie, a quale signore della pace o della guerra si sono associate per riuscire a stare in un luogo praticamente inaccessibile alla popolazione civile occidentale.
Quanto il loro comportamento è stato degno dell’essere cittadine italiane, che ripudiano, o almeno dovrebbero, ripudiare la guerra e quanto invece in quella guerra ci sono volute entrare a piedi pari ritenendo di appoggiare una causa giusta su cui, peraltro, bisognerebbe discutere ampiamente.
Perché poi, se volontarie lo erano davvero, non accudire i nostri anziani, i nostri malati, i nostri disadattati invece di andare a cercare di sostenere una rivoluzione di cui forse nemmeno loro sanno davvero di cosa si tratta?
E’ troppo noioso forse questo paese per queste due ragazze di buona famiglia che certamente in Italia avrebbero potuto far fruttare meglio il loro impegno nel sociale?
Forse nemmeno mi interessa sapere se è stato pagato un riscatto, se davvero, come si dice, le autorità italiane hanno sborsato qualche milione di euro, forse ciò che mi interessa più di tutti e sapere chi abbiamo salvato e perché.
Se queste donne di fatto sono andate a sostenere una causa di umano soccorso o invece una guerra di tipo terroristico che al posto di preservare tout court la vita umana ha deciso di preservarne alcune per distruggerne altre.
Perché qui non è una questione di soldi, qui gli Italiani vogliono sapere chi abbiamo salvato, come le abbiamo salvate e perché sono state salvate.
Questo paese è stanco di queste situazioni ambigue dove si dice tutto e il suo contrario, questo paese ha bisogno di verità e non ancora, e per l’ennesima volta, avere il dubbio di aver pagato fior di milioni a terroristi che reinvestiranno capitali nostri nelle peggiori guerre che il pianeta sta attualmente affrontando. Perché la verità per gli Italiani, probabilmente, vale molto di più di quei 12 milioni di euro.

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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Responses

  1. c’è poco di ambiguo. Le guerre moderne non sono come quelle che andava a combattere Garibaldi. Non esiste una popolazione civile pura al 100%. Di certo andavano ad aiutare donne e bambini. Però in ogni famiglia c’è qualcuno che combatte contro Assad . Quello non è terrorismo. E’ resistenza. Tanto è vero che non in maniera ufficiale anche noi assieme agli alleati li sosteniamo. Diamo cibo, medicine, armi e li addestriamo. Il terrorismo si sviluppa dopo. Quando quelli che vanno a combattere tornano come i francesi di Hebdo dall’Iraq e dallo Yemen. Chi continua a montare la campagna contro le ragazze non vuole che si discuta questo che è il vero problema. Come combattiamo in guerre non nostre .

    • Il dovere di chi serve il Paese in divisa comprende anche la tutela degli assassini, io personalmente non avrei esitato un attimo a rischiare la mia vita per riportare a casa due persone che voler definire sprovvedute appare riduttivo, pertanto non avrei nulla da dire se si fosse ottenuta la liberazione manu militari.
      Ma le modalità con cui sono tornate a casa, mi danno la certezza che le loro scelte avranno pesanti ripercussioni su molti, anzi troppi innocenti, perché indipendentemente dal fatto che sia o meno stato pagato un riscatto, la loro liberazione non è stata certamente gratuita, fornendo così ai “resistenti” nuovi mezzi di morte, tali da poter massacrare i figli di molti padri come quello che ha pubblicamente e con arroganza dichiarato “MIA FIGLIA NON HA DA CHIEDERE SCUSA A NESSUNO”.

      • il padre è stato talmente sotto pressione per tutti gli insulti ricevuti che non ha trovato altro modo per replicare. A vicenda chiusa farebbe bene a fare una ricerca su internet e a far partire un pò di querele. Sarebbe anche l’esempio giusto da dare alla figlia su come ci si comporta nella vita. Le ragazze non sono affatto sprovvedute. Io alla loro età non avrei saputo cercarmi un obiettivo che in fondo è nobile nè mi sarei saputa organizzare con una così vasta rete di contatti. Gli è mancato il principio che le cose si fanno seguendo norme e procedure. Guardi che il terrorismo non nasce lì ma qui. In Siria c’è una guerra per spodestare un tiranno. Noi assieme a tutti gli alleati occidentali abbiamo fornito uomini e mezzi per sostenerli (nusra e il free syrian army che avrebbero gestito il sequestro) nella speranza che la cosa si risolvesse in tempi brevi ma come al solito così non è stato. Abbiamo dato ad Assad la possibilità di rinforzarsi sostenendo a sua volta Isis. Se c’è gente che dall’Europa parte e va lì reclutando, organizzando traffici poco leciti e tornando per farsi esplodere, è sempre anche colpa nostra che non riusciamo a motivarli abbastanza a vivere in maniera pacifica nella nostra comunità. E’ un serpente che si morde la coda. Chi ha organizzato questa campagna contro le ragazze ha il preciso scopo di distogliere l’attenzione dal problema vero. Quei presunti dodici milioni sono una frazione minima dei soldi che già gli forniamo assieme ad addestratori, cibo e medicine per limitare il potere di Assad e dei suoi alleati che non ci stanno Bene (Iran e Libano)

      • Al di là di come la si pensi credo sia diritto di tutti sapere la verità. Sono certo si siano scritte una marea di scocchezze ma anche dire semplicemente che sono delle brave ragazze senza sapere la verità non credo sia giusto.

      • la verità dipende da come uno conosce e vede le cose. Se la leggi su il tempo e libero sono andate a dare soccorso ai guerriglieri, su repubblica e huffington erano lì per aiutare i bambini. La verità sta nel mezzo. Sicuramente hanno dato una mano a bambini che facevano parte di famiglie in cui ci sono combattenti. Alla stessa maniera accade che un poliziotto a napoli o a palermo possa bazzicare con persone che sono sospettate di giri pericolosi. Il caso di Pisani con gli iorio è un classico. Se la simpatia per la causa siriana poi è andata oltre ce lo dirà la magistratura che sta indagando.

  2. LE VIE DELL’INFERNO SONO LASTRICATE DI BUONE INTENZIONI,
    ma anche di tanta ipocrisia, troppo comodo lanciarsi in un’impresa “nobile” lasciando ad altri il fio delle proprie azioni, è facile schierarsi per poi chiedere aiuto a chi si disprezza, la storia ci insegna che in questioni come queste, l’essere considerati traditori o un patrioti spesso dipende dall’angolo di visione e da chi vince la partita, io sono egoista, quelle risorse le avrei impiegate per la nostra Nazione e per i troppi concittadini vittime involontarie di una crisi sempre più dura.


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