Pubblicato da: paroleingiaccablu | 28/12/2014

“Job Act” – l’uomo in divisa sarà sempre un nemico

Dietro quel casco ci sarà sempre il nemico.
Così sarà forse il prossimo futuro delle nostre piazze, sarà sempre più difficile contrastare quella divisione che da sempre la politica cerca di creare tra divise e comuni cittadini.
La recente riforma del “Jobs Act”, quella che per molti è di fatto la liberalizzazione al licenziamento da parte dei datori di lavoro, ha messo un grosso ed enorme paletto dai risvolti deflagranti: per i dipendenti pubblici non cambierà nulla.
Così che i lavoratori privati, già provati da questa crisi che vede ogni mese migliaia di aziende chiudere, avranno un ulteriore motivo per prendersela con gli operatori delle forze dell’ordine (dipendenti statali) impiegati nei servizi di piazza durante le manifestazioni.
Ed è difficile se non impossibile contrastare l’ennesima conferma del “divide et impera” di antica tradizione considerando quanto l’azienda Stato sia in molti settori il simbolo dell’inefficienza di una nazione incapace di fornire efficienti servizi al cittadino.
Così sarà difficile spiegare a quei lavoratori in lotta per un tozzo di pane che il dipendente pubblico che nelle ore di servizio si reca a fare la spesa familiare è più tutelato di chi vede lo spettro della mobilità, della cassa integrazione o del licenziamento.
E puoi passare ore a raccontare che quel dipendente subirà, se scoperto, un giusto processo di fronte a un tribunale visto quanto inefficace, lenta e borbonica risulta agli occhi dei cittadini la nostra giustizia.
Così che queste tutele, che per chi scrive sono certamente una garanzia e la possibilità di non vedere un futuro nero, diventano il seme della discordia, della contrapposizione, dell’ennesima conferma di quanto questo paese lo si debba far passare da una guerra civile non convenzionale, senza artiglierie, senza eserciti regolari ma attraverso un lungo e duraturo ciclo di povertà sociale dagli esiti imprevedibili.
Ed è per questo forse che chi come me indossa una divisa se di certo nulla può fare per sovvertire il susseguirsi degli eventi deve almeno essere consapevole di quale odio, di quali contrasti, di quali pregiudizi ulteriori si dovranno andare ad affrontare in quelle piazze che nei prossimi mesi diventeranno veri e propri terreni di scontro certamente non solo di tipo politico.
Abbiamo quindi anche noi, uomini in divisa, bisogno di compattezza, consapevolezza, cercando anche di non vedere nemici laddove esiste solo disperazione, voglia di mantenere un livello minimo di benessere sociale capace di garantire un futuro e di sfamare le piccole bocche di quei figli lasciati a casa.
Comprendere non significa subire, comprendere non significa farsi sopraffare, comprendere significa non aggiungere nemici a nemici, comprendere significa sentirsi in ogni modo e in ogni situazione uomini tra gli uomini anche quando ti arrivano sampietrini, bombe carta e qualsiasi oggetto… e non è facile.
Perché, ed è bene dirlo, le divise sono impiegate non a difesa di chi sta sovvertendo una certa pace sociale, ma a tutela di quella democrazia che deve cambiare senza spargimenti di sangue, senza quella violenza che quasi certamente vedremo nelle nostre città.

In Giacca Blu – Rinelli  Michele

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Responses

  1. Bellissimo articolo, credo che difficilmente leggerò da qualche altro appartenente della p.a. parole cosi sagge sulla questione art.18 e sulla dualità del mercato del lavoro (in parte responsabile delle inefficienze statali).


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