Pubblicato da: paroleingiaccablu | 17/12/2014

Buon lavoro “Dottore”

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L’ho visto subito nei tuoi occhi qualche anno fa, quelli del bambino che ancora tutti abbiamo, specie negli anni in cui cerchiamo la strada giusta per spiccare il volo.
Ho visto i contorni del sogno, della voglia di abbracciare quella vita così difficile e non sempre soddisfacente,
Volevi la divisa, quella blu, quella che in molti schifano, deturpano, sporcano in ogni modo e maniera, dal suo interno ma anche e soprattutto dall’esterno.
Non è stato facile, ne sono certo, per te che dal bel mezzo della Sicilia essere “u sbirro” non è un complimento.
Da lì dove le stragi di mafia hanno fatto forse la storia dei nostri caduti più illustri sei riuscito a partire, con quel sogno nel cassetto orgoglioso di mostrare finalmente quell’uniforme tanto desiderata.
Sono stati anni di intenso studio dove l’obbiettivo si è fatto più volte toccare ma mai davvero agguantare sino a quando la tenacia, la pervicacia ma anche la tua enorme determinazione e preparazione ti ha portato dentro quella scuola di polizia, quella sorta di collegio che all’inizio rappresentava semplicemente il tempio di quel sogno.
Ma si sa prima o poi i sogni finiscono, al canto del gallo la realtà che torna a noi non è quella immaginata e chissà che non sia giusto così per prepararti, anche se non sarà mai abbastanza, alla dura realtà della vita del poliziotto.
Un vita avara di soddisfazioni e avida di rinunce, di notte insonni, di mogli trascurate, di figli che devono rinunciare a qualcosa senza che possano sapere e capire bene il perché.
Senza mezzi e strutture fatiscenti, di uomini infedeli o di incompetenti sui quali comunque certe volte sarai costretto a dover fare affidamento perché, purtroppo, la matrigna polizia ha sempre un posto per tutti anche per quei delinquenti che non riesce a espellere non certo e sempre  per sua colpa.
Pronti a ogni ora del giorno e della notte perché non importa quale sarà il problema né se riuscirai a risolverlo ma lì dovrai stare perché è il nostro dovere.
Chissà quante volte dovrai annientare te stesso, un tuo pensiero, una cena con amici o anche solo un po’ di comodo divano perché si è ammazzato o qualcuno è stato assassinato sperando non sia mai uno dei tuoi uomini a rimanere vittima di quella fragilità che questo lavoro nasconde in ogni suo più piccolo rivolo.
Per non parlare di chi pur non meritando ti passerà avanti, lontano dal concetto di meritocrazia perché con un cognome importante o forse perché meno sincero, più audace o più semplicemente un lecchino…bhe si, esistono anche quelli…ma già lo sai!
Arriverà poi quel giorno che guardandoti allo specchio la mattina vedrai un solco in più sul viso, quella ruga scavata dal tempo che passa e non torna e che ti farà chiedere se ne è valsa davvero la pena, se è stata davvero quella la strada giusta ma non sarà nel tuo sguardo riflesso o in quella piega della pelle che potrai trovare risposte.
Perché quelle saranno nella stima di chi ti circonda, di tutti coloro che domani ti criticheranno per ogni cosa, in quelli che con fatica, dopo la diffidenza, ti daranno la loro fiducia professionale, in tutti coloro che un giorno nonostante le mille rinunce e le mille difficoltà ti faranno sentire quel tutt’uno che ancora questa professione riesce a regalare.
Le troverai in ogni levataccia, in ogni telefonata, in tutte quelle situazioni che ti daranno il senso di un lavoro che non è né un mestiere né una professione ma molto più spesso una missione, un’utopia che ci accompagna ogni giorno ed è l’unica che in fondo ci fa andare avanti.
La troverai nella follia di quel tutto che non ha senso ma che ti restituisce ogni volta di più il brivido di sentirti dalla parte giusta.
A te che da domani sarai “Il Dottore “ il mio migliore augurio di una splendida e onesta carriera fatta di sacrificio, stima e affetto da parte di chi non solo ti vorrà vedere come “Il Funzionario” ma la persona alla quale chiedere un consiglio umano e professionale per portare a termine quella missione che alle Giacche Blu viene richiesta ogni giorno in ogni singola parte d’Italia.
Buon Lavoro “Dottore”, buon viaggio!

In Giacca Blu – Michele Rinelli

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Responses

  1. Un post commovente, Mike. Grazie per averlo condiviso.

    • Agli amici ma sopratutto alle persone vere certi pensieri scivolano fuori in maniera naturale. Un saluto

  2. ciao volevo sapere che grado è quello della foto??? ciao e augurini di buon natale e felice anno nuovo…

    • è il grado di commissario, viene dato durante il corso di formazione dei funzionari che dal corso escono commissario capo (Maggiori)


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