Pubblicato da: paroleingiaccablu | 03/09/2014

Il coraggio non basta, ci vogliono armi non letali! I Poliziotti non hanno la licenza di uccidere!

Rimbalzano sui siti d’informazione le immagini forti che arrivano da Jesi(AN) e di quell’uomo che brandendo un machete aggrediva i passanti minacciandoli di morte.
Anche questa volta l’intervento delle forze dell’ordine ha evitato l’ennesima strage come quella che si è consumata a Milano ad opera di Kabobo che purtroppo lungo il delirante cammino uccise 3 persone.
Sono a centinaia ogni anno gli interventi delle forze dell’ordine che hanno per oggetto l’imprevedibilità di esagitati, anche armati, ma la maggioranza di questi non vengono esaltati dalla cronaca perché fortunatamente rimangono vincolati all’interno di qualche privata dimora.
Casi come quelli di Jesi non devono però essere considerati una facile routine su cui non farsi nemmeno qualche domanda perché non è accettabile che in siffatte situazioni un singolo individuo possa tenere in scacco una città per oltre due ore.
E’ necessario per questo combattere l’inerzia ipocrita di un sistema che non vuole vedere violenza da parte delle forze dell’ordine e che al contrario evidentemente preferisce vedere subire le nostre divise che tante volte si ritrovano a fare scelte che non si possono ponderare con la calma di chi solo  dopo leggerà un freddo rapporto di polizia.
Necessario è quindi abbassare il livello di errore dei nostri agenti ma soprattutto squarciare quel velo di ipocrisia che sempre queste vicende portano con se.
Infatti per salvargli la vita ed evitare che quel giovane diventasse vittima di se stesso gli agenti hanno cercato di ferirlo con le loro pistole a un piede ma è stato solo l’intervento della madre che ha di fatto impedito il consumarsi di una ennesima tragedia.
Perché, al contrario di chi non vede l’ora di puntare il dito contro le forze dell’ordine, nessuno di quei operatori di polizia intervenuti avrebbe mai voluto sparare per uccidere ma nella gradazione di armi in dotazione non esiste nulla in mezzo tra lo sfollagente e la pistola.
Perché ?
Solo perché dotare le forze dell’ordine di altri strumenti meno lesivi è costoso ?
Utilizzare taser (pistola elettrica) o spray antiaggressione è forse più pericoloso di un 9mm blindato ?
O forse questi strumenti alternativi necessitano di una presa di posizione da parte del sistema stesso che una volta autorizzati non potrà non prendersi la responsabilità, ad esempio, di una scarica di taser finita male perché il soggetto era gravemente cardiopatico ?
Sullo spray al peperoncino qualcosa si sta muovendo ma quanto ancora dovremo aspettare per averlo ?
Troppo pericoloso forse, in questo quadro di imperante ipocrisia, dotare gli operatori di strumenti idonei di cui il sistema stesso dovrebbe farsi carico ?
Troppo più semplice lasciare al singolo agente, pagato poco più di 1300 euro al mese, la scelta di farsi massacrare dal “Kabobo” di turno o dal tribunale giudiziar-mediatico che dal proprio salotto di casa sa sempre la cosa giusta da fare.
Qualche giorno fa scrivevo che lo sbirro eroe è solo quello morto ma non si creda che l’agonia di un processo a carico di un poliziotto che certo delinquente non è non sia comunque la morte lenta di una persona che, alla fine, non potrà che sentirsi un fuorilegge, violentemente spogliato dal drappo più prezioso che ha, la sua Giacca Blu!

In Giacca Blu – MIchele Rinelli

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Responses

  1. Da molto tempo le forze dell’ordine debbono subire numerose ingiustizie, a parte il trattamento economico, ma durante il normale servizio si trovano ad affrontare energumeni che con armi di ogni genere attentano alla pubblica sicurezza, delinquenti e rapinatori che fuggono armi in pugno, malavitosi di ogni genere che per sfuggire alla cattura sono disposti ad uccidere. Nei servizi di piazza non è conveniente usare nemmeno il manganello! Generalmente le forze dell’ordine sono denigrate da molta parte della stampa, la magistratura da tempo immemore è ipergarantista. Con i citati limiti è molto difficile assolvere ai doveri istituzionali, anche e soprattutto perché la maggioranza dei cittadini è sempre critica verso tutte le forze dell’ordine. Per migliorare l’attuale situazione occorrerebbero, come auspicabile, nuovi mezzi in grado di limitare eventuali danni fisici alle persone da fermare, ma soprattutto occorrerebbe una diversa sensibilità da parte dei politici, della magistratura e della gente comune. Questo non è un sogno utopistico, è sufficiente osservare Paesi quali l’Inghilterra e gli Stati Uniti, Stati democratici in cui i vari reati e la prevenzione di essi viene amministrata con ben altre impostazioni.


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