Pubblicato da: paroleingiaccablu | 20/06/2014

L’importante è che ci sia un mostro…..


La potenza è dell’informazione, delle immagini che scorrono, di uno scatto rubato e chiacchierato. Da tempo la nostra cultura sociale si muove manipolata da queste dinamiche e nessuno sembra riuscire a  porvi un freno.
Scatti e istantanee rubati sono stati la vera svolta verso un certo cambiamento dove ogni singola azione di chi assurge a pubblica funzione diventa documentabile ad uso e consumo di chi vuole e riesce a montare ad arte una certa polemica.
Lo sanno benissimo i colleghi del sindacato SAP che con enorme fatica sono riusciti a dimostrare ampiamente come i famigerati applausi ai colleghi coinvolti e condannati per la tragica vicenda di Federico Aldrovandi non sono stati null’altro che un falso ad uso e consumo di chi già da tempo tenta, con successo, di distruggere e speculare sulla Polizia di Stato.
Un potere  quello dell’informazione che non mi risulta abbia preso provvedimenti contro coloro i quali hanno favorito certe mistificazioni adulterando deliberatamente una notizia in maniera così grave e che mina pesantemente il già difficile rapporto delle forze dell’ordine con la pubblica opinione.
Nessuno nonostante questo diffida dai giornali, troppo comodo leggere qualche titolo preconfezionato e le prime 10 righe di un testo!
A bene vedere, oltretutto,  è una corsa al rialzo, non vuole minimamente cessare, distruggere la Polizia è un obbiettivo, chissà che non sia voluto da chi deve creare debolezze e vuoti da far riempire a qualche altro, soggetto pubblico o privato che sia….
Una competizione così meschina passata anche dal commissariato di Monza, protagonista in quella foto dove due agenti erano intenti ad “incaprettare” una persona che aveva mandato in ospedale due poliziotti con una prognosi di svariati giorni ciascuno.
Nessuno ha inteso chiedere delucidazioni prima di “sputtanare” il quotidiano lavoro di noi tutti, si è preferita la delazione gratuita, la distruzione dell’immagine e solo dopo, a sputtanamento avvenuto,  la giustificazione dell’autorità giudiziaria già informata sull’evento e che già aveva ritenuto quella condotta assolutamente lecita, in fondo il concetto di stato di necessità lo si concepisce per tutti tranne che per i poliziotti.
L’amaro è stato talmente tanto che da Monza, quei poliziotti, hanno deciso di esprimersi pubblicamente e dire la loro…e forse, senza paura, dovrebbero cominciare a farlo in tanti al di là delle appartenenze politiche e sindacali, quest’ultime foriere di interessi di parte e mai veramente collettive. ( http://www.sostenitori.info/foto-shock-nel-commissariato-lo-sfogo-dei-poliziotti-forse-e-meglio-quando-ci-sparano-addosso-non-si-puo-lavorare-con-la-paura-la-lettera/ )
Cerchiamo il mostro sempre e ovunque, lo vogliamo, lo bramiamo, come ad auto assolverci, come a doverci dire costantemente che il male è fuori e mai dentro di noi.
Ed è forse per questo che ancor prima di capire quanta valenza assume una traccia di DNA sul corpo straziato di una povera ragazza ci siamo già affrettati a condannare, senza riserve e in barba ai principi costituzionali, Giuseppe Bossetti che non importa se sia davvero colpevole, l’importante è che i giornali abbiano un mostro da sbattere in prima pagina per qualche settimana.
Così siamo tutti più tranquilli perchè il mostro è lui non noi che magari ad altri e più spietati mostri diamo da mangiare tutti i giorni.
A fronte di questo circo  mi chiedo cosa si possa fare, se i signori giornalisti hanno idea di quanto conti sul piano socio culturale il loro lavoro o se ci si debba rassegnare che tutti quei sani principi su cui si basa la libertà di informazione siano solo una squallida gara nella definizione di interessi di parte.
Abbiamo una cultura sociale in caduta libera, delle persone che mediamente si annoiano a leggere e ad approfondire, se ci aggiungiamo un sistema che tende solo a scandalizzare qualcuno mi dica in un paese senza più etica ne regole a quale futuro è destinata la nazione più ricca di cultura di tutto il pianeta ?

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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