Pubblicato da: paroleingiaccablu | 20/02/2014

Giustizia o vendetta ?

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Non è facile sostenere posizioni che dai più possono essere viste come corporative, è certo però che diversi sono i sommovimenti di  opinione che non vogliono fare crescere la cultura di questo paese ma  tutt’altro, vogliono solo aumentare il germe della contrapposizione.
Contrapporsi alle divise è stato sempre facile, quando arrivano quelli che rappresentano lo Stato per moltissime persone arriva il nemico.
Difficile, è vero, pretendere il contrario, ogni giorno si denunciano pubblicamente malcostumi di ogni sorta e tutti riferiti a politici, amministrazioni pubbliche, funzionari dello Stato, divise di ogni forma e colore, un massacro spesso voluto ad arte da chi vuole proseguire con quella contro cultura fatta solo di utile contrapposizione.
Ho già commentato la nascita dell’Associazione ACAD ( Associazione contro gli Abusi in Divisa ) che nel suo stesso acronimo così simile ad ACAB (dall’inglese “Tutti i poliziotti sono bastardi) è difficile ritrovare uno stimolo alla crescita culturale, è più facile invece  leggerci una voglia di contrasto.
Così che di contrasti in vendette non so quanto si possa andare avanti a sostenere certe posizioni, clamorosa infatti è stata la manifestazione svoltasi nei giorni scorsi a Ferrara contro i poliziotti condannati per l’omicidio colposo di Federico Aldrovandi.
Con lo slogan “Via la Divisa, niente perdono” ( http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/02/15/foto/aldrovandi_ferrara_in_piazza_via_la_divisa_a_quegli_agenti-78679893/1/#1 ) migliaia di persone hanno sfilato lungo le strade del centro di Ferrara per pretendere che gli agenti condannati venissero licenziati dalla Polizia.
Poliziotti che hanno subito un lungo iter processuale, assai sofferto, che hanno patito l’onta del carcere per un omicidio colposo, caso più unico che raro in Italia. Qualcosa hanno certamente pagato, certo mai come le vittime, del resto gravi errori sono stati fatti nella gestione di quella vicenda ma, al di la delle leggi,  si vorrebbero lasciare senza lavoro, senza stipendio anche se non previsto dalle norme.
La domanda che scaturisce è quindi: dove finisce la giustizia e inizia la vendetta ?
Certe realtà umane nascono per essere giuste o essere solo vendicative ?
Si può discutere sul fatto che certe leggi debbano cambiare, che vi sia un problema culturale tra le forze dell’ordine, le uniche delegate a usare la violenza in maniera giustificata ma quando una divisa sbaglia si può derogare alla legge e agire nei termini della vendetta ?
Se la cultura sociale di questo paese vuole crescere deve sicuramente cambiare approccio in termini generali nei confronti delle questioni perché oggi, grazie ai media, i tribunali si fanno su youtube, le leggi si applicano in base al rumore e la giustizia è facile diventi giustizialismo così da mettere a tacere quel forte rumore che grazie ai media si genera.
Vendetta o giustizia…. Questa la grande sfida e la responsabilità di chi domani andrà ancora e ancora a giudicare l’operato degli uomini in divisa che sempre più cercano spazi da impiegato di concetto per sottrarsi a quei meccanismi barbari e vendicativi che i media e non solo sono stati in grado di generare.

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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Responses

  1. Molti si fanno prendere dalla “massa”. Seguono il pensiero comune, spesso “indottrinati” da certa stampa, e non si soffermano a ragionare con la propria testa. Spero che le cose cambino: so cosa vuol dire, perché vengo da una famiglia che ha sempre avuto almeno una divisa al suo interno e certe situazioni ancora oggi oltre a farmi male mi fanno davvero imbufalire. Ovvio che ci siano alcune mele marce, che vanno punite severamente e che gettano discredito su tutte le forze dell’ordine che agiscono con onestà e correttezza, ma da qui a fare di tutta l’erba un fascio ce ne vuole.
    Buon lavoro.
    Loredana

  2. Ti leggo sempre con grande piacere, questa volta però sono rimasto basto. Lasciando da parte il burocratese legislativo (l’art.18 è la rovina di questo Paese anche perchè non permette di licenziare condannati di reati colposi), ma moralmente come si può accettare che chi deve far rispettare la legge nel momento in cui non la rispetta possa continuare il suo lavoro? e in una visone aziendalista quale utilità avranno tali persone nel svolgere il loro lavoro (aver conosciuto il carcere li farà essere più idonei al servizio, qualsiasi loro arresto non sarebbe facilmente discusso da qualsiasi legale, andranno a rinfoltire la lunga schiera di imboscati negli uffici burocratici pagati dal contribuente?). Mi spiace ma l corporativismo è la rovina di questo Paese che proprio non vuole perseguire progresso, efficienza e aziendalizzazione dello Stato. Non sembra di vivere n una democrazia-liberale ma n uno Stato medievale dove i politici non sono gli unici privilegiate e dove il Masaniello-contribuente è un suddito. Finisco dicendo che tale discorso lo estendo a qualsiasi altro dipendente pubblico (scuola,sanità,trasporti ecc) che nonostante inefficienza, assenteismo, corruzione o reati non viene licenziato oltre allo scandalo dei risarcimenti economici a capo dell’amministrazione (ovvero il contribuente) invece che a capo del singolo dipendente che ha sbagliato. Finchè i pubblici dipendenti onesti e laboriosi non chiederanno a gran voce la cacciata di chi non svolge bene il proprio lavoro e finchè non ci sarà la responsabilità civili a difesa del cittadino vittima di disservizio o abuso, la maggioranza de cittadini-contribuenti avranno un sentimento anti-Stato ognuno verso una determinata amministrazione pubblica.

    • quando ho scritto questo testo sapevo esattamente che in tanti avrebbero non accettato questa visione delle cose perche ‘ facile e chiamarli assassini senza considerare nulla di piu di quelllo che e il msg che è stato fatto passare . medici infermieri, dipendenti pubblici sbagliano come tanti ma nessuno come i quattro di ferrara sono stati sottoposti a un massacro chirurgico come loro. il reato per cui sono stati condannati è il medesimo di chi muore a seguito di una operazione chirurgica o chi investe un bambino sulle strisce, questo non conta, certo, loro hanno sbagliato picchiando. ribadisco, la mia posizione non può essere condivisa ma certe iniziative perchè non si organizano per tutti quei medici che sbagliano e sono tanti ? loro non sono violenti poliziotti ma medici… ok… e le leggi ? quando liberarono vallanzasca perche non ci fu questo bagno di folla ? Ribadisco i poliziotti vanno puniti in base alle leggi o in base a quante persone si portano in piazza ? …e scusate la forzatura… scegliamo Gesu’ o barabba e i nostri tribunali sono come Giulio Cesare ?

  3. Premesso che credo che se un buttafuori in una discoteca nel fermare un ragazzo fosse stato così violento da ucciderlo difficilmente sarebbe stato condannato solo per omicidio colposo. Detto ciò la mia polemica non è sul delitto, ma sul semplice fatto che da cittadino non accetto che persone condannate continuino a lavorare per lo Stato pagate dal contribuente (a cui già tocca pagare i risarcimenti danni causati da persone poco professionali, un pò come dire che se un muratore mentre mi fa dei lavori n casa mi rompe un mobile sono io ad autorisarcirmi il danno). In questo Paese c’è chi nel privato per piccoli errori giustamente viene licenziato, e chi nel pubblico invece è intoccabile (stesso identico discorso posso farlo per i due assistenti universitari della Sapienza condannati per omicidio colposo di Marta Russo e successivamente tornati ad insegnare mi sembra in una scuola media). La realtà purtroppo è quella di una gestione non aziendale dello Stato (es: quel Commissariato aveva un budget annuale, da tale budget avrebbe dovuto togliere il risarcimento senza poter attingere ad ulteriori fondi pubblici, a quel punto l dirigente subito avrebbe scartato lavoratori non professionali e si sarebbe rivalso economicamento su d loro per l risarcimento per non rischiare l fallimento economico del Commissariato con relativa perdita del lavoro per tutti…ma ciò non avviene purtroppo nelle p.a. italiane a spesa indefinita a carico del contribuente). Infine sul perchè tale episodio porti gente in piazza ecc, beh perchè la vicenda è partita con un’insabbiatura, solo grazie a internet è uscita fuori, dando l’idea che chi è pagato per far rispettare le leggi però non ha la stessa severità morale nel rispettarle e nel farle rispettare ai propri colleghi, questo fatto oggettivamente frantuma tutto l concetto di Stato-di-diritto alla base di una democrazia insinuando nel cittadino la paura d uno Stato tiranno e soprattutto porta nel cittadino la domanda: ma se subisco un’abuso a chi vado a far la denuncia?, possibile che devo rivolgermi al Gabibbo?”. E ora l’idea che persone che hanno trasgredito la legge debbano farla rispettare ai cittadini, beh sembra proprio una barzeletta e fa davvero una brutta pubblicità a tutte le persone oneste che invece svolgono bene il loro difficile lavoro ed è per questo che proprio non capisco perchè non sia la parte onesta e produttiva a chiederne a gran voce la cacciata e riforme radicali su base aziendalista.


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