Pubblicato da: paroleingiaccablu | 20/12/2013

Gagliano scappa così come ogni giorno gli Italiani

Non si dovrebbe dare spazio ad ulteriori polemiche se continuiamo imperterriti a scandalizzarci inutilmente senza davvero voler cambiare le cose.
La fuga del pluriomicida Bartolomeo Gagliano dal carcere di marassi di Genova è solo una di quelle tante querelle per cui passeremo ore e ore a indignarci senza mai giungere a una reale definizione del problema.
Non saranno nemmeno le parole di un Ministro della Giustizia a placare le ovvietà con cui la materia viene trattata perché rispondere che tutti sapevano che il fuggitivo aveva una certa storia criminale è continuare a dare aria alla fiera dell’ovvio.
Non sono risposte accettabili quelle dei responsabili, i  “Non sapevamo” e nemmeno è “Tutto regolare”, può essere tollerato, in una corsa al ribasso dove nessuno in questo paese si prende mai fino in fondo la responsabilità di quello che accade.
E’ chiaro e lampante che, come dice il Ministro, tutti sapevano ma nessuno si può permettere di contrastare la legge e i regolamenti e se Gagliano oggi è in fuga è solo colpa di chi quei regolamenti dà la possibilità di poterli applicare, alle volte in maniera troppo discrezionale.
Colpa di quella politica ma anche di quei cittadini che non sentono singolarmente proprio il concetto di sicurezza pubblica, che non si organizzano per pretendere dalla politica che nessun magistrato possa “sbagliarsi” così facilmente perché non può essere considerato un errore se un altro  pluri omicida ergastolano, a distanza di poche ore, è fuggito con analoghe modalità dal carcere di Pescara.
Pietro Esposito, 47 anni, ha infatti cercato la libertà con le medesime modalità di Gagliano anche se, grazie al lavoro di chi ogni giorno cerca di rimediare ai danni di un certo modo di concepire politicamente la sicurezza dei cittadini, è stato rintracciato a Forlì e catturato dalla locale Squadra Mobile. Un fuga durata poco per merito di quelle Giacche Blu che non si arrendono mai!
Non si può però inseguire sempre l’emergenza specie se, come sembra, questa appare essersi spostata oltralpe, fuori dai confini nazionali, dove il Gagliano probabilmente sta cercando rifugio.
Come dire quindi basta a queste dinamiche ? Come evitare che “il non è colpa mia” travolga tutto ciò che comunque di positivo alberga in una nazione come quella Italiana ?
La soluzione non è certamente semplice visto che gli Italiani, progressivamente, si sono ritirati ciascuno nel loro piccolo rifugio ritenendo più conveniente delegare a qualcun altro ciò che in realtà è assolutamente proprio.
Ed è questo forse che dobbiamo ritrovare,il senso di responsabilità di ogni singolo cittadino in relazione alla cosa pubblica.
Perché non è esemplare sentire la dichiarazione di un istituto di pena che dice di non conoscere la situazione di un detenuto e nemmeno quella di un magistrato che sostiene essere tutto regolare, facendo sapere inoltre  che nel fascicolo del fuggitivo non era presente la sua storia criminale.
Perché se è pur vero che forse abbiamo paura di avere sempre troppi pregiudizi, di classificare le persone per apparenze e non per quello che sono realmente è anche vero che la storia di un individuo che commette così  gravi reati non può non essere considerata.
Ed è per questo forse che tutti dobbiamo pretendere sicurezza così come pretendiamo servizi, lavoro, benessere anche la sicurezza fa parte degli indici necessari a rendere un paese davvero democratico.
Basta quindi cercare capri espiatori, capi popolo, parafulmini, ciascuno si assuma la responsabilità per tutto quello che accade perchè se esistono certe questioni, liquidate come errori di cui nessuno è responsabile, è perchè tutti di fatto ce ne disinteressiamo.
L’Italia cambierà solo quando tutti saremo uniti a perseguire un certo scopo senza fare spallucce e senza cercare un capo popolo a cui affidare la voglia di immobilismo, tipica ormai di ogni Italiano, su cui scaricare successivamente la responsabilità di qualsiasi fallimento che con un certo immobilismo sosteniamo.
Se questo accade, se anche gli ergastolani scappano, e nessuno ha colpa, la responsabilità è davvero di tutti noi.

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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Responses

  1. ormai anche i direttori delle carceri si sono adeguati alla politica che è sempre colpa degli altri, così non si prendono responsabilità e lasciano liberi i delinquenti incalliti,vorrà dire che in carcere dovranno entrare i cittadini onesti per la loro sicurezze,vergogna tutta italiana


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