Pubblicato da: paroleingiaccablu | 16/12/2013

Quel senso di impunità sfocia nel sostegno della giustizia privata!

A volerla leggere per intero l’insicurezza di questo paese è difficile da delimitarne, un singolo aspetto o un determinato ambito sociale non esistono perché le sfaccettature legate allo smarrimento in cui questo popolo è immerso da tempo sembra espandersi senza confine alcuno.
Così che tutte le certezze legate a quella società che dovrebbe servire a tutelare gli sforzi del singolo cittadino sembrano invece non esistere  aumentando di fatto il senso di distanza e di impotenza.
Ed è facile leggerla nei commenti sempre più astiosi verso un certo modo di tollerare il prossimo, e non solo; lo Stato, le Istituzioni, le regole sono solo grandi nemici quotidiani da abbattere travolgendo anche quel senso di umanità che tipico dovrebbe essere di una società come la nostra di chiara estrazione cattolica.
Ed ecco quindi che la vita diventa un bene al pari di tanti altri, ne superiore ne inferiore ma uno dei tanti che in certi contesti possiamo tranquillamente mettere in discussione.
Quella vita, alle volte giovane,  finisce di fronte alla scelta di trascorrerla da fuori legge, magari aiutati da un sistema come  quello Italiano, capacissimo di vanificare il vero senso di giustizia, rendendo agli occhi di alcuni molto più conveniente vivere da delinquenti.
Quella vita così precaria, non certo priva di vantaggi, anche e soprattutto economici, si è fermata questa volta in un piccolo borgo della provincia di Brescia, a Serle, dove un ragazzo di 29 anni ha ucciso, in circostanze ancora da chiarire, uno straniero di origini albanesi, il quale si era reso responsabile di un raid predatorio all’interno dell’abitazione del giovane Italiano.
La stampa, spesso imprecisa, non ci rende mai giustizia nel riportare con assoluta fedeltà la realtà dei fatti, alle volte non riesce, altre volte, forse, preferisce non farlo colpevolmente, cavalcando magari quell’indignazione popolare che fa vendere più copie.
Quello che però, al di là della tragedia, dovrebbe turbare, sono i messaggi che sui vari social network o sui siti delle varie testate on line, effettivamente appaiono, quella morte sarà anche una tragedia ma una tragedia meritata.
E’ difficile per un uomo come me che dovrebbe essere sempre  dalla parte della legge commentare una notizia di questo genere senza pensare alle implicazioni penali che determinate vicende portano con se ma è vero anche che se potessimo considerare lo specchio del popolo italiano la maggioranza dei commenti letti, quel popolo, in cui per nome e per conto viene gestita la giustizia, vorrebbe tornare all’inumano concetto dell’occhio per occhio, assolutamente barbaro e inaccettabile.
Non bisogna però nascondere la testa sotto la sabbia, al contrario porsi qualche domanda, perché sono così tanti i commenti di quei cittadini che vorrebbero vedere un “semplice” ladro di appartamento perire, se pur tragicamente, sotto i colpi dei fucili di chi, agli occhi di qualcuno, ha forse estremizzato il concetto di giustizia privata ? – che nemmeno dovrebbe esistere! –
Come mai siamo arrivati al punto che anche i soliti benpensanti di cui l’Italia è piena faticano a imporre il loro principio, a livello mediatico, che non può e non deve esistere la condivisione di tali barbarie ?
A che livello è riuscito il sistema Italia  a essere odiato e disconosciuto dalla popolazione al punto che quasi si plaude alla morte di un fuorilegge ?
A Serle, in provincia di Brescia, sono due le giovani vite spezzate dal suono sordo della doppietta, quella di un giovane Italiano di 29 anni colpevole di aver difeso il diritto alla inviolabilità della sua proprietà, guadagnata con il duro lavoro e quella di un giovane Albanese forse troppo conscio che, in fondo, fare razzia all’interno delle case degli Italiani non è poi così tanto diverso di andare al supermercato… considerato quanto è difficile imporre a certe menti criminali le nostre leggi e le nostre condanne.
Sono umanamente vicino al 29enne di Brescia non fosse altro perché la sua vita, tra mille rimorsi, rimpianti, sensi di colpa, comunque, al di là di quello che sarà una giusta sentenza, non sarà mai più la stessa….e anche questo, di per se, è già una dura condanna!

Michele Rinelli – In Giacca Blu 

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