Pubblicato da: paroleingiaccablu | 09/12/2013

Giacche Blu alle primarie, il paese esulta un Renzi che deve cambiare gli Italiani

Per quanto il risultato fosse scontato le primarie del PD sono state un altissimo momento di democrazia partecipata da cui tutti dovremmo trarre insegnamento e speranza per un paese che sembra non avere vie d’uscita.
La vittoria di Matteo Renzi non ci mette certamente al riparo dalle incertezze, dalla crisi, da quel sistema Italia ormai completamente malato, anzi, a ben vedere, il nuovo Segretario del partito politico più importante d’Italia è proprio adesso che deve dimostrare agli Italiani di essere capace di mettere a frutto tutto quello che sino a oggi ha teorizzato.
Entrare sempre più all’interno dei gangli del sistema  è facile snaturi anche le migliori intenzioni, anche quelle di uno come Renzi,  perché combattere certi poteri forti prescinde da quell’entusiasmo che certe idee suscitano negli elettori.
Ed è bene quindi rimanere con in piedi per terra e considerare sin da subito che Matteo Renzi è un solo uomo di fronte a milioni di piccoli poteri già radicati e consolidati che daranno la vita pur di non cedere al nuovo che avanza, a quello stravolgimento degli status quo che ci ha garantito il totale immobilismo dalla fine degli anni ’80 a oggi.
Avere quindi fiducia in Matteo Renzi non basta perché la parte buona del paese deve dare un colpo di reni al sistema stesso rinunciando a tutte quelle questioni che  ci rendono individuali cittadini chiusi nel nostro piccolo orticello.
Il grande risultato di queste primarie è l’essere usciti dal recinto, aver detto a un certo sistema di potere che quelle idee, quel modo di esprimerle, quell’Italia rappresentata nelle parole del sindaco di Firenze vogliono essere l’Italia di domani…che poi per ora siano solo parole e il neo segretario PD oltremodo capace di esprimerle è un dato di fatto incontrovertibile.
Non è infatti solo di un sapiente comunicatore che l’Italia ha bisogno, ne abbiamo avuto uno per oltre 20 anni che con un network televisivo di tutto rispetto ha saputo venderci quello che voleva, non solo in politica, e nessuno oggi vuole il ripetersi di una stagione come quella  fatta di laceranti contrapposizioni, capaci solo di immobilizzare il paese perché il male dell’Italia non è certamente solo la giustizia.
All’indomani delle primarie PD è bene quindi frenare gli entusiasmi, rallegrarsi certamente di un fervore politico ritrovato ma non perdere di vista che i cambiamenti necessitano dell’appoggio vero e reale di tutti i cittadini e che è facilissimo fallire in un Italia capace solo di conservare i suoi borbonici meccanismi fatti di favoritismi, baronie e corruttele varie.
Ora che Matteo Renzi è il nuovo che avanza chiediamogli di non ispirarsi al passato, di dare davvero un taglio a un vecchio sistema capace di paralizzare tutto e tutti a favore dei sempre e soliti noti.
Ieri, per ragioni di opportunità, non ho voluto aderire a questo tripudio democratico non fosse altro perché ritengo ancora indispensabile conservare una sorta di equidistanza dalla politica attiva del paese anche se, e bene hanno fatto, moltissime giacche blu hanno esercitato il loro diritto a dire basta, a tagliare con il passato, per chiedere un mondo più equo, alla portata di tutti e non dei soliti baroni.
Perché è facile ritenere gli appartenenti alle forze dell’ordine gente acritica, amebe sottomesse al potere, incapaci di avere un pensiero politico definito, figuriamoci di sinistra.
La realtà è che la voglia di cambiare, per il bene del paese, è quanto mai positivamente presente a tutti i livelli delle forze dell’ordine, anche se non lo possono pubblicamente ammettere.
Troppo facile risulterebbe additarli come dei sovversivi esponenti di parte ma è forse ancora meglio ritenerli tutti degli stupidi automi, perché con quell’alibi, per anni nelle piazze, in molti si sono sentiti legittimati a insultarli, come inetti servi del potere, concetto che anche quella vecchia sinistra, di cui Renzi ha fatto parte e si professa “rottamatore”, non ha esitato a utilizzare come testa d’ariete per scagliare masse di individui il cui pensiero era forse ben più compromesso di chi, dietro scudi e caschi, ha subito per decenni il dannoso germe della contrapposizione utile solo a distruggere tutto.
Buon lavoro a Matteo Renzi, figlio di un paese difficile, impossibile da governare che non credo voglia ancora sentire nelle piazze, o in certe stupide ideologie, che per cambiare il paese bisogna prendersela con le divise.

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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Responses

  1. auguri a Matteo Renzi speriamo che possa cambiare veramente le cose in questa povera Italia


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