Pubblicato da: paroleingiaccablu | 17/11/2013

Un bacio di Giuda!

Forse non c’è nulla da dire, forse sarebbe meglio far scivolare la futile cronaca così, come se nulla fosse, sicuri che qualsiasi moto di protesta o di attenzione non sortirebbe alcun effetto.
Nell’innocuo gesto di un bacio, infatti, chi mai percepirebbe motivo di pericolo, di scandalo, di mancanza di rispetto, in un mondo che deficita di affetto ma abbonda di apparenze, per quale motivo turbarsi per un bacio di giuda rubato ?
Spopolano quelle suadenti labbra sugli schermi del web, rendono tenero, quasi dolce, il lavoro del poliziotto impegnato nel servizio di ordine pubblico, quel bisogno di dolcezza che certe scene necessitano così, per stemperare la tensione, sembravano essersi sublimate proprio li in Val Susa dove la follia della tensione e della violenta contrapposizione è quanto mai all’ordine del giorno.
Eccoli i titoli su quel bacio, su quelle manifestazioni che non hanno nulla di violento, di quelle donne che vengono mandate avanti nei cortei, non certo per coraggio ma per vigliaccheria di quelle retrovie, fatte di uomini, capaci al momento giusto di balzare in avanti quando lo scontro sarebbe diventato più duro.
Per qualche ora ci è piaciuto credere che la “guerra” fosse finita con un bacio, nell’ipocrisia di un mondo che non vede l’ora di speculare su tutto, specie su quelle fotografie a cui ciascuno, in base al proprio credo, riesce a dare un personale significato.
Così che quando la maggioranza delle opinioni gridavano alla “Pax” chi conosce quel lavoro al di là del casco e della giubba blu ha immediatamente capito che quel gesto, così teneramente bello,  non potesse essere interpretato come un momento di vicinanza ma di fatto era da considerarsi un insulto, un oltraggio, un modo per sbeffeggiare chi, per strane regole di ingaggio che ancora non si è in grado di capire, troppo si era avvicinato, consentendo a un potenziale pericolo di insultare così tanto da vicino quelle divise da poterle baciare.
I centri sociali di Torino, in prima linea in Val Susa, immediatamente si sono affrettati dalle righe di Repubblica a smentire il significato intrinseco del gesto dichiarando senza mezzi termini che quel bacio non voleva essere un messaggio di pace ma una presa in giro, un modo per insultare gli inutili uomini dello Stato.
(http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/11/17/news/il_bacio_al_poliziotto_uno_sfott_altro_che_pace-71231754/ )
Su una cosa però è bene riflettere, anche alla luce di una così grave mancanza di rispetto nei confronti di lavoratori al servizio delle istituzioni: per quale motivo i manifestanti sono riusciti a toccare tanto da baciarli i reparti inquadrati ?
Il fatto che fosse una donna può per caso sgomberare il campo dalla possibilità che la stessa potesse usare qualche arma propria o impropria per ferire gravemente il poliziotto ?
Per quale ragione possiamo consentire tanta libertà nelle piazze a queste persone che della protesta legittima hanno dimenticato i connotati così da aver iniziato di fatto una guerra “corpo a corpo” dalle imprevedibili conseguenze sul piano della sicurezza degli operatori ?
Non ritengo quel bacio o quella foto più ingiuriosa di un qualsiasi “pecorella” già vista in quella valle, ritengo però non accettabile consentire alle proteste di assumere sempre di più e sempre più spesso i caratteri di una guerra tra singoli uomini volta semplicemente a mettere a dura prova il self control del singolo operatore di polizia.
Uomini che, se pur addestrati, non solo devono gestire il peso della continua umiliazione ma anche il pericolo che una persona che si avvicini così tanto allo schieramento possa costituire un pericolo eccessivo e non trascurabile.
Chi dovrebbe avere il dovere di non far scattare foto così strumentali deve tenere distanti certi pericoli dagli operatori così come lontano dovrebbe essere quel perbenismo dilagante di cui questo disastrato paese è intriso.

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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Responses

  1. Non’è degna d’accostarsi ad un poliziotto che salvaguarda la sua libertà e proprietà. E’ solo un atto d’ipocrisia per attirare a se i flash dei fotografi giornalisti, anch’essi complici per darle notorietà !!!!
    Lavati la bocca prima di baciare l’elmetto che indossa un Agente di Polizia Giudiziaria, nonchè Guardia di P.S. e PP.UU. dello Stato italiano !!!

    • concordo sull’inutile provocazione , decisamente meno sul “salvaguardia la sua libertà e propietà” le propietà dei cittadini della Val di Susa in questo caso non sono affatto salvaguardate.

  2. Chi ha vissuto direttamente la specifica situazione conosce bene le circostanze in cui il fatto si è verificato. Se l’ha interpretata come una provocazione c’ è motivo di credere che tale sia stata.Quanto accaduto dimostra che da tempo l’ ordine pubblico è gestito contrapponendo il cittadino al poliziotto e viceversa, cioè persona a persona. Forse si potrebbe trovare una forma di mediazione capace di far sì che le tensioni si attenuino, almeno in parte. Certo il tema così caro alla Riforma secondo il quale la Polizia è al servizio del cittdino e non della politica è davvero lontano.

    • quoto completamente , discorso ampiamente condivisibile e sensato

  3. non voglio giudicare la cosa per partito preso.Personalmente lascerei un margine di buona volontà da parte di quella giovane,forse,ripeto forse,per iniziare a “sbloccare”le tensioni.Vorrei che fosse così!!


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