Pubblicato da: paroleingiaccablu | 28/09/2013

Carceri sovraffollate ? Facciamoli lavorare duro!!!

Vorrei provare a capire il perché di alcune questioni, di come sia stato possibile ribaltare così rapidamente il concetto di bene e di male, mi piacerebbe fosse possibile un altro ordine delle cose ma è chiaro, manca la volontà.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano torna di nuovo sul problema carceri, sulle scempio che esse rappresentano, sul disagio dei carcerati e sulla disumanità in cui molti di loro vengono confinati.
L’Europa che non fa altro che sanzionarci e censurarci sul tema pretende che l’Italia, giustamente, risolva questa vergogna, senza se e senza ma.
Non siamo nuovi a moniti di questo genere, l’immobilismo delle istituzioni aumenta la cadenza pubblica di questi inviti, i cittadini italiani se ne curano quel tanto che basta per dire “l’importante è che gli indultati non vengano a rubare a casa mia!!” in quel crescendo di individualismo che ha fatto precipitare nel baratro la società e la cultura italiana.
La questione carceri, i principi ormai ipocriti alla base della rieducazione del detenuto necessitano, così come la nostra costituzione in cui è scritto tale principio, di una profonda revisione, di una presa di coscienza che tale visione è tanto romantica quanto inattuabile e che è ora di cambiare la concezione sia di riabilitazione alla società sia di punizione che un carcere deve fornire al reo.
Non si tratta di eccessiva criminalizzazione degli individui e nemmeno di una volontà di ghettizzazione di chi sbaglia, si tratta solo di dare un senso maggiore alla pena che non sia, ad esempio, solo un costo, anche economico, da scaricare sulla società.
Così che, senza vergogna, senza gridare allo scandalo, senza scomodare filosofi e pensatori è necessario cambiare le forme di detenzione riconvertendo la maggioranza delle carceri in colonie penali, posti dove il carcere è sinonimo di lavori pesanti.
Sono milioni i reati che si commettono ogni giorno lungo tutto lo stivale e la maggioranza non sono certo reati che di fatto vengono perseguiti duramente, furti, rapine, scippi, violenze di ogni tipo costituiscono il nocciolo duro della negazione della serenità sociale.
Perché quindi non risarcire la società stessa con il duro lavoro dei detenuti e con esso restituire la serenità sottratta alla comunità ?
Un paese che deficita fortemente di infrastrutture moderne perché non deve, nei limiti del rispetto delle singole umanità e del giusto lavoro, utilizzare quasi gratuitamente quella forza lavoro presente nelle carceri ?
Perché dobbiamo vergognarci di impiegare i carcerati nei duri lavori di fatica ? Era forse un errore quello che facevano i nostri bis nonni che portavano forzatamente i loro figli sin da giovanissimi nei campi agricoli dove il lavoro serviva anche a tenerli lontani dal malaffare ?
Il lavoro duro come antidoto per la vera rieducazione; siamo sicuri che non fosse concettualmente un errore ?
Perché dovremmo vergognarci di mettere la “palla al piede” o un braccialetto elettronico a quei carcerati che con violenza hanno rapinato la nostra vicina di casa o la banca in cui abbiamo i nostri risparmi, per quale strano scherzo dovrebbero sollevarsi le associazioni per i diritti umani  nei confronti di tali e degradanti trattamenti, non è forse un crimine contro l’umanità, ad esempio,  spacciare la droga nei vicoli dei nostri quartieri ?
Prima di aprire le gabbie, prima di riversare altra inutile violenza sulle strade, perché non pensiamo a eliminare quel perbenismo intriso di cattocomunismo che tanto ha deturpato quei sani insegnamenti che i nostri nonni tramandavano duramente per fare in modo che la società si auto tutelasse ?
I non sono contrario ne alle amnistie ne agli indulti ma non possiamo continuare a nascondere la testa sotto la sabbia lasciandoci travolgere da chi ha sostituito la nostra cultura con quella della violenza e della delinquenza favorita da quell’individualismo dove certi mali sono da tollerare sino a quando rimangono fuori dal mio portone.

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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Responses

  1. Più k giusto: sarebbe una soluzione molto valida. Purtroppo utopistica: qnd la metterebbero in atto i ns governanti?? Sarò pessimista, ma credo “mai” !!!

  2. si alla colonia penale
    si al braccialetto o palla al piede
    non voglio ghettizzare con un marchio indelebile chi ha commesso reati, voglio solo garantire alla “mia/o vicina/o il rispetto delle regole di una società che si reputa civile.
    ma quale società che si reputa civile, lascia i suoi cittadini in mano alla delinquenza gratuita dei condannati?
    no!! alla delinquenza di quei giudici che rilasciano stupratori stolker e rapinatori
    purtroppo non c’è la volontà a monte di superare questo gap legislativo

  3. Prima di aprire le gabbie? Sono per caso animali? Sono il frutto della nostra società mio caro e parlare di gabbie mi pare offensivo, ma ognuno ha le proprie opinioni, perchè non ci domandiamo quali sono le radici di tutta questa violenza? E perchè non pensiamo mai a quanti innocenti ci sono in carcere? E perchè non ci chiediamo mai se NOI nelle stesse condizioni di chi è in carcere non avremmo fatto di peggio? La palla al piede? Allora quanti di quelli che stanno fuori dovrebbero averla?

  4. Se pensate che con la repressione forzata otterrete tranquillità e sicurezza allora siete davvero fuori strada.tutti i dati statistici ci dicono che è con la cultura della comprensione che si permette ad un popolo di comprendere i propri errori….poi è chiaro che il delitto è insito nell animo di ogni uomo,e la storia dell umanità nn ha mai voluto far nulla contro la fame o le diseguaglianze sociali….La repressione o la palla al piede produce imbarbarimento. E Poi. Se è lo stato il primo criminale che permette alla povera gente di entrare in casa della vostra vicina a RUBARE….perchè ve la prendete con chi delinque? Certo……é la cosa più facile! Capisco. Chi lo sa. Forse state educando i vostri figli a produrre criminalità. E forse un giorno nn lontano scoprirete che un mondo con la palla al piede rappresenterà la sconfitta della civiltà umana!

    • Chi sconfigge chi ? Se la repressione e’ una sconfitta quella di vedere gente entare e uscire dai tribunali perche’ nessuna legge li tiene in carcere per davvero che cos’e’ invece ? Dobbiamo comprenderli, la societa’ porta a delinquere, chi sceglie invece di svendere se stesso pur di non rubare, rapinare, scippare che cos’e’ ? Dobbiamo comprendere anche lui o dobbiamo tutelare il frutto del suo lavoro ? Leggo spesso vergato sui muri frasi del tipo “lo stato e’ il vero ladro, il vero terrorista” ma se nella cultura della comprensione la giusta via per la virtu’ allora perche’ non dovremmo tollerare anche lo stato ? In fondo lo stato non e’ composto da tutti coloro che dovrebbero essere solo ed esclusivamente comprensivi ?

  5. […] Michele Rinelli – In Giacca Blu https://paroleingiaccablu.wordpress.com/2013/09/28/carceri-sovraffollate-facciamoli-lavorare-duro/ […]

  6. Quando sento parlare di delinquenza “frutto della nostra società”, mi arrabbio… perché allora non si spiega come mai tanti poveri cristi che si arrabattano per arrivare a fine mese siano onesti e come mai altri giovani di buona famiglia viziati e annoiati debbano, per divertimento e per passatempo, stuprare una ragazzina o derubare la gente. No, non ci sto a questo stupido ragionamento! Ed allora ben vengano le gabbie. Ditelo a quella mamma che proprio ieri ha perso la sua bimba di due anni, uccisa dal solito rom ubriaco che doveva essere ai domiciliari… e mi raccomando, ditelo anche a Pannella che ha tanto a cuore la sorte dei poveri delinquenti e non quelle delle vittime, delle quali ci si dimentica troppo presto…


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