Pubblicato da: paroleingiaccablu | 09/08/2013

Sbirri Pikkiati ? Nessuna indignazione!


Non è chiaro, tante volte, quale sia il livello di indignazione proponibile alla pubblica opinione da parte dei media, certamente sono rilevabili delle tendenze ma capire nettamente e senza mezzi termini cosa indigni di più o di meno è spesso assai difficile. Capisco che il concetto di indignazione proponibile possa essere considerato senza senso visto che l’indignazione popolare dovrebbe essere un meccanismo spontaneo e portato dalla stessa pubblica opinione alla ribalta della cronaca e non viceversa. La verità è che ci sono vicende che indignano perché poste ad arte dai responsabili dell’informazione di massa mentre altre, magari anche più gravi sul piano dell’etica sociale, vengono a mala pena menzionate in qualche cronaca locale.

Secondo logica qualsiasi violenza dovrebbe animare forti indignazioni, in verità ci sono categorie come quella a cui mi fregio di appartenere che quando subiscono violenza feroce e gratuita non beneficiano di quei meccanismi di indignazione collettiva come accade quando, per le più disparate ragioni, quella violenza viene perpetrata dalle divise.

Sono sicuro che la violenza in uniforme sia più deprecabile di altre violenze ma se ad agire violentemente verso le divise sono i piccoli delinquenti che più deturpano la sicurezza delle nostre città il cittadino sembra quasi inconsciamente sorridere nascondendosi dietro la frase “è il loro mestiere, lo devono mettere in conto!” . Quei cittadini che sempre più spesso, forse giustamente visto come vanno le cose, si scrollano il peso di una segnalazione al 113 e alla richieste di una dichiarazione scritta sui fatti a cui hanno assistito testualmente rispondono: – ”Il mio dovere l’ho fatto, vi ho chiamato, ora sono fatti vostri – ARRIVEDERCI!” .

Quel concetto di scaricabarile che anche la popolazione  evidentemente applica su se stessa e che mutua da quella pubblica amministrazione che spesso risponde “Questo non mi compete, faccia istanza altrove, non è compito mio”, una sorta di legge del contrappasso che sta distruggendo l’intero concetto di comunità e senso civico.

Fortunatamente non tutti ragionano in questi termini e ci conforta la notizia che arriva da Roma dove una Agente della Polizia Locale è stata letteralmente assalita sulla banchina del metrò da un gruppo di zingari Rom per aver sensibilizzato questi a non fumare nelle aree sottoposte a divieto. Tale gesto, recepito evidentemente come una indebita interferenza alla libertà che certi individui hanno di non rispettare le regole , è valso un vero e proprio pestaggio ai danni di quella coraggiosa donna in uniforme,  di fatto salvata anche grazie all’aiuto di alcuni turisti che non hanno pensato, come fanno tanti, che in fondo quel pestaggio fa parte del rischio professionale. (http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/roma_chiede_di_non_fumare_in_stazione_metro_vigilessa_picchiata_nomadi/notizie/312459.shtml )

Quel rischio professionale che anche a  Brescia è apparso in una insolita cornice, quella dell’ufficio passaporti della Questura, una donna Albanese dopo aver ricevuto la notizia che il passaporto dei suoi figli non poteva essere ritirato per motivi burocratici è andata su tutte le furie tanto da prendere a morsi l’addetto allo sportello che di certo, in un ufficio del genere, mai avrebbe potuto immaginare di poter subire tanta e inimmaginabile violenza (http://www.bresciatoday.it/cronaca/brescia-albanese-morde-poliziotti.html ) .

Una violenza che in entrambi i casi è rimasta confinata nella cronaca locale, che non hanno visto la presa di posizione di alcun ministro di governo di nessun colore ne politico ne di pelle e che evidentemente non può e non deve costituire materiale per quella indignazione proponibile di cui sopra… a parti ribaltate sarebbe stato certamente diverso!

Violenza genera violenza, l’indignazione non genera nulla se non quella a uso e consumo dei mass media,  ma la domanda è : a furia di non indignarsi duramente della evidente violenza gratuita perpetrata contro le divise, e quindi contro lo società, e se a seguito di questa non si genera dura repressione da parte del sistema sanzionatorio della giustizia non è che tutti si sentiranno in dovere di portarsi a casa “fettine di sbirro” ? In fondo cosa sarà mai un’ imputazione per resistenza a pubblico ufficiale che spesso e volentieri vengono anche archiviate dalla magistratura ? Volete mettere la soddisfazione di fare del male a uno che veste una divisa e che  non è nemmeno in grado di darti un passaporto ??

…e voi cosa pensate ?

 

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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Responses

  1. sono dalla parte delle forze dell’ordine che tentano di fare rispettare l’ordine e le leggi di questo paese alla deriva per uno stipendio da fame

  2. Mi dispiace per loro, ma propabilmente se non ci lasciavano loro la pelle, l’avrebbero fatto ai due fuggitivi. Quindi la colpa è solamente loro e di nessun altro.


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