Pubblicato da: paroleingiaccablu | 04/08/2013

In memoria di Giovanni Sali e di quei Carabinieri mai più soli!


Li vedi aggirarsi soli, con queste improponibili pettorine che, se non si avesse l’occhio attento li scambieresti per i promoter di qualche azienda telefonica. Berretto in testa rigorosamente calzato, pistola al fianco, radio portatile e tanti santi in paradiso, li chiamano semplicemente Carabinieri di Quartiere.

Un sorriso smagliante, una buona parola per tutti, sono forse l’ultimo e vero baluardo di prossimità a cui l’Arma si è affidata ma che non smette di stupire nemmeno dopo una tragedia ancora senza risposta.

Nella solitudine in cui sempre di più sono confinate le divise la triste cronaca si è consumata a Lodi il 3 novembre 2012, in un vincolo, nel centro della tranquilla cittadina lombarda fu rinvenuto cadavere Giovanni Sali, Carabiniere di Quartiere stimato e apprezzato da tutta la popolazione locale per il cui omicidio, a distanza di quasi un anno, non sono ancora  state date risposte.

Giovanni in quella tragica serata è stato ucciso dalla sua stessa pistola d’ ordinanza, perché solo, perché nessuno con lui a guardargli le spalle, in un paese come l’Italia dove alle forze dell’ordine si fatica a fornire i più elementari presidi di autodifesa non letale e dove si ordina a un Carabiniere di uscire in uniforme da solo, non per andare a casa, ma di pattuglia così come si vede spesso nei film americani… peccato che negli Stati Uniti il controllo del territorio vede personale di polizia dislocato ogni 500 metri  e ci si controlla quasi a vista.

Nessuno a oggi ancora ci ha detto chi è l’assassino di Giovanni, nessuno a oggi ci ha fornito una chiara dinamica di quanto accaduto quel tragico pomeriggio di inizio novembre, nessuno ha ancora eliminato un pericoloso e assurdo servizio in solitaria. Stiamo per caso cercando qualche altro morto per decretarne la definitiva chiusura ?

Nessun ripensamento dai più alti vertici dell’Arma, è evidente, il servizio di Carabiniere di Quartiere è il miglior baluardo di pubblicità progresso a cui nessuno di loro vuole rinunciare perché troppo oneroso, in termini di uomini e mezzi, sarebbe concepirlo a due persone, così come lo svolge la Polizia di Stato.

Nessuna vera presa di posizione dei cocer, delle rappresentanze militari, solo una qualche circolare dove si assicura un adeguato supporto delle “Gazzelle” nelle zone di competenza di questi uomini, emblema di quella solitudine in cui spesso si lavora e di una istituzione che forse non vuole capire quanto debba essere prioritaria la sicurezza individuale dei propri appartenenti.

Non ci siamo dimenticati di Giovanni Sali, nemmeno di quei Carabinieri di quartiere che con onestà, senso del dovere e enorme impegno contribuiscono ogni giorno, anche in questo momento, alla sicurezza delle nostre città ma non è accettabile che si autorizzino uomini a svolgere servizi in uniforme da soli, che in ogni minuto possono essere accerchiati, aggrediti e derubati non solo della propria arma ma anche e soprattutto della propria vita.

Con queste poche righe di ricordo, a un Carabiniere che ha pagato la miopia di una istituzione che continua a concepire una follia a cui assistiamo quotidianamente sulle strade delle nostre città, il mio invito non è solo a ricordarci ancora e ancora di Giovanni ma soprattutto a chiedere all’Arma dei Carabinieri di rimodulare un servizio eccessivamente pericoloso per i propri appartenenti perchè nessuno vuole che, per riproporre gravemente un problema, si debba rivedere la cronaca nera locale tinta del rosso sangue di quei figli che al motto “Usi Obbedir Tacendo” troppi abusi subiscono a rischio della loro incolumità … perché è vero che fare il Carabiniere è un mestiere pericoloso ma nessuno è pagato per gettarsi inutilmente nel pericolo.

Nessuno Dimentichi Giovanni Sali !!

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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Responses

  1. Si, nessuno dimentichi.


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