Pubblicato da: paroleingiaccablu | 30/05/2013

La bella Bologna… grassa e ipocrita!

Rimbalzano ancora prepotenti le immagini dell’accerchiamento subito dalle forze dell’ordine a Bologna, le polemiche su quella che appare agli occhi dei più una sconfitta dello Stato alimentano le divisioni e lo scontro sul piano politico e sociale.

Bologna, modello di cultura, accoglienza e tolleranza subisce su questi aspetti uno scossone enorme precipitando in un marasma tale che non si può risolvere semplicemente sul piano delle responsabilità.

Quella Piazza, quella via, quel reticolo pieno di storia e di cultura è da sempre crocevia di forti emozioni e tensioni sociali, del resto quelle strade, quei vicoli sono stati tra i pochissimi a sentire il peso degli autoblindo.

Era la fine di marzo del 1977, l’anno horribilis dell’ordine pubblico in Italia, a seguito dei vari movimenti studenteschi che in quegli anni imperversavano nelle piazze del nostro paese, la tragedia di Francesco Lorusso, morto per colpa di un colpo di pistola partito da un agente in servizio d’ordine, trasformarono quella piazza, quelle vie, in un campo di battaglia tanto che furono necessari i blindo dei Carabinieri  per ristabilire l’ordine.

Bologna è una città più volte ferita e deturpata dalle lacerazioni che il movimento vorticoso di idee provoca e, diciamolo, è anche spesso strumentalizzata e considerata da moltissimi il laboratorio politico d’Italia.

Questa vocazione, che alle volte sembra essere più una condanna che un prestigio, mette il suo popolo e i suoi governanti a durissima prova attraverso un concentrato di ipocrisia che forse, altrove, difficilmente potremo trovare.

Questa sua peculiarità, forse unica a livello nazionale, la pone però in seria difficoltà, specie oggi dove quella stessa politica, laboratorio di se stessa che vive il suo momento più incerto e promiscuo, chiaramente si ritrova a non riuscire a capire ma soprattutto a indirizzare le sue forze migliori per garantire a tutti la libertà di potersi esprimere.

E ad oggi che leggo le polemiche su quella resa, sulla ricerca spasmodica delle responsabilità ove una parte politica chiede la rimozione di taluni vertici e un’altra che invece tace per ragioni di opportunità o forse anche per pavidità  mi chiedo come non si possa effettivamente pensare che nel caos e nell’abbandono in cui è evidente si muovono oggi le forze dell’ordine quella fuga, in verità, non sia stata la scelta migliore.

Del resto una città che plaude alla ricerca spasmodica della testa di un “celerino” che per dovere ha colpito una manifestante provocandole la perdita di due denti cosa potrà mai ottenere da quegli stessi agenti che operano con il terrore di essere indagati, processati e condannati a ingenti  risarcimenti per aver fatto il proprio dovere ?

Come prendersela poi, per il medesimo motivo, con i loro vertici, che per tutelare quegli uomini e, diciamolo,senza ipocrisia, anche le loro carriere, non avvallano azioni di forza che quella stessa città condanna con pesanti sentenze ?

Con che coraggio i graduati, responsabili di piazza, avrebbero affrontato un durissimo scontro senza doverne pagare a prescindere, perché a prescindere si condanna, gravi conseguenze per loro e i loro uomini ?

Il problema, purtroppo, è che questo nostro paese vive in uno stato di corto circuito totale, vi sono situazioni che si gestiscono solo con la forza, quella bruta, quella vera, quella che oggi con tutti questi occhi elettronici non si può non vedere, nascondere,  ma questo Stato, questa società, deve fare una scelta per non essere sopraffatta da chi, grazie a quei troppi occhi, riesce sempre e ogni volta ad avere ragione, a fare la vittima!

Bologna è una città meravigliosa ma Bologna è una città ipocrita perché deve decidere senza ipocrisie da che parte vuole stare e che tipo di violenza o arroganza preferisce digerire se quella dei fracassoni che occupano una piazza in barba a qualsiasi regola o quella dei “celerini” che di certo non possono nascondere quella necessaria violenza che una piazza del genere, in certi contesti, purtroppo necessita.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso…e questo i bolognesi dovrebbero cominciare a capirlo.

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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Responses

  1. Io rimango sempre della mia forse stupida idea: Abbiamo avuto per oltre 100 anni un esercito di leva composto da cittadini che passato il periodo di naia tornavano ai loro mestieri, forse sarebbe il caso di avere una polizia di leva. L’unico modo di cambiare un certo modo di pensare sinistroide radical-chic è quello di fare provare a certe persone cosa significa fare il poliziotto. Premetto che io non faccio il poliziotto e non ho fatto il militare ma proprio per questo ho una grande stima di chi indossa una divisa e va a fare il proprio dovere rischiando di persona!


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