Pubblicato da: paroleingiaccablu | 13/05/2013

Clandestino o no a Milano è mancato il senso civico e la fiducia nelle istituzioni


Aveva solo 21 anni Daniele Carella e tutta una vita davanti, si trovava per lavoro lungo il percorso di Adam Kabobo, il picconatore Ghanese di Milano, che durante la sua passeggiata di morte ha ucciso anche Alessandro Carolè, poco più che quarantenne.

Quello che disgusta profondamente è la querelle politico giornalistica ove vengono mischiati argomenti che nulla attengono a quella follia omicida che avrebbe potuto colpire tranquillamente un Italiano vittima di questa crisi economica.

La voglia di fare audience, di bollare il diverso come il nemico numero uno è un vizietto a cui  questo paese si ostina a non voler rinunciare, come ad auto assolversi per le proprie mancanze,  scomodando anche quella proposta gettata in pasto alla pubblica opinione relativa alla possibilità dello “Ius soli”, ossia di far diventare Italiano uno straniero  che nasce in Italia.

Quei morti, quella follia, quella tragedia fosse stato un Italiano per nascita o un clandestino per necessità  nulla sarebbe cambiato perché nella corsa puerile che si è innescata nel voler cercare delle responsabilità nessuno si ricorda come, al di là di tutto, se questi stranieri entrano sul territorio dello stato e a qualsiasi titolo vengono fatti soggiornare è in capo comunque a tutti noi cittadini e non solo alle istituzioni la responsabilità di vigilare che nulla accada di male a nessuno.

Perché nessuno accusa gli Italiani, quelli di cui non si può parlare male visto che abbiamo un bel viso nero da accusare?  Per quale motivo, nonostante feriti dal passaggio folle di Kabobo, nessun viso pallido sanguinante ha chiamato il 112 per oltre un ora ?

Perché queste persone, ricordiamolo ITALIANE, a cui è immediatamente apparso che quel ragazzone stava male ed era violento  non hanno immediatamente chiamato la forza pubblica ?

Sarà davvero un problema di “Ius soli” o di coscienza civica ? Quei primi feriti lievi che non hanno ritenuto necessario interpellare le forze dell’ordine non si sentono responsabili nemmeno un pochino della morte di un giovanissimo 21enne e di un uomo di 40 anni uccisi dopo il loro ferimento da quella stessa persona ?

Ma quanto saranno ipocriti i nostri politici che pensano al colore della pelle di un Ministro facendoci fare la figura dei razzisti ?? Quando poi, a dirla tutta, a mio avviso lo siamo molto meno di quanto certe esternazioni dimostrino!

Certe responsabilità che si affrettano a ricercare, bisogna rassegnarsi,  le abbiamo tutti!

Le hanno coloro che ancora non mettono mano a una legge sull’immigrazione evidentemente  incapace di fornire quel necessario controllo che un tema così delicato richiede.

Responsabili sono soprattutto coloro che per oltre un ora, tenendosi addosso le ferite, non hanno chiamato immediatamente la forza pubblica incuranti di quali conseguenze certe azioni violente avrebbero potuto comportare preoccupandosi forse di finire in quel meccanismo infernale che per molti appare la giustizia.

Responsabili sono tutti quei demagoghi della politica che pur di dire la loro e obnubilare le menti di chi poco conosce certe dinamiche relative alla sicurezza pubblica cavalca l’onda del facile populismo senza risolvere davvero nulla, perseguendo quel copione collaudato da tempo e che oggi fa piangere i familiari di quelle incolpevoli vittime per cui nessuno, soprattutto i “mandanti morali”, mai davvero pagheranno.

Bisogna avere fiducia nelle forze dell’ordine, queste vittime forse sono il risultato della sfiducia in cui tutte le istituzioni sono precipitate e questo, per un paese come l’Italia, non è accettabile.

….e se vi è sfiducia per gli uomini in Giacca Blu, credetemi, non è certo solo colpa di chi quel drappo lo indossa!!

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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