Pubblicato da: paroleingiaccablu | 31/03/2013

Meglio “Mela Marcia” che pavido impiegato con l’uniforme in naftalina!


Quando nella vita di un individuo accadano fatti così forti da creare un reale punto di rottura questi ha due strade possibili o soccombe o impara dalle consapevolezze acquisite grazie a quel momento di grande terremoto.

La vicenda, quella nota del COISP (Sindacato di polizia), di cui ancora critico fortemente i reali effetti su tutta la pubblica opinione e sulla polizia, fa emergere un quadro desolante e devastante, i sindacati della categoria sono peggio dei più squallidi partiti politici!!!

Nel turbinio delle polemiche, tra le levate di scudi e la paura di essere sommersi dal fango che una madre può sollevare quando gli si tocca la propria creatura così crudelmente strappata alla vita, quel fronte comune che da un corpo di polizia ci si dovrebbe aspettare viene deturpato da chi, pur di non essere invischiato in qualche difficile imbarazzo, decide senza se e senza ma di solidarizzare non con chi, pur sbagliando come il COISP, prova a sollevare una questione che coinvolge tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine ma con quei mistificatori che meglio fanno presa sulla pubblica opinione.

Ed ecco che, girando tra i vari commenti che spuntano sul web, si inciampa su condanne lapidarie proprio dalle divise, poche righe di solidarietà e di vivo imbarazzo rivolte a quella parte che più facilmente appare come vincente. Nessuna argomentazione,  solo “COLPEVOLI!”. Quelle righe oltretutto non ricordano che quattro agenti stanno pagando con il carcere un omicidio colposo lasciando passare tranquillamente il messaggio che non sono omicida ma degli assassini al pari dei più spietati serial killer della letteratura americana.

Di più, a leggere certi commenti su internet il mio personale disgusto sale in maniera ancora più netta quando dalla stessa base della polizia, da quelli che con pacatezza e rigorosi distinguo dovrebbero sapere di cosa si sta parlando, ecco emergere commenti degni dei frequentatori del canale Indymedia da cui certo non ci si aspettano disamine dei fatti proprie di chi appartiene al mondo delle forze dell’ordine.

Così la sensazione che chi sta in strada, sulla prima linea, è abbandonato sotto ogni fronte,  questa non solo diventa consapevolezza ma assoluta certezza perché solo chi non ha vissuto il servizio di pronto intervento può liquidare la morte del povero Federico Aldrovandi con poche e lapidarie accuse da bar.

Ecco quindi che, come per magia, non solo il COISP ha la colpa di aver provocato la madre del povero Federico (speriamo davvero in modo involontario e senza speculazioni) ma anche quello di aver evidenziato un fattore che forse non avevo mai considerato ossia che troppi componenti le forze dell’ordine vivono in maniera disgregata e distaccata la loro professione.

Il sottoscritto che è 14 anni che sta in strada prova comunque  a capire e che al di là delle giuste sentenze i giudizi devono necessariamente passare da un ventaglio di gradazioni mentre molti tra chi comodamente occupa comode e protette poltrone preferisce non solo lapidare dure valutazioni senza riserva alcuna ma di uniformarsi a quella pubblica opinione che spesse volte non giustifica e non vuole capire nulla a prescindere, accontentandosi anch’essi dunque delle verità giornalistiche condivise. (Temo di averlo fatto anch’io certe volte e me ne scuso!)

Liberi di pensare questo i signori colleghi con le natiche al coperto ma se anche per loro è più facile scaricare subito qualsiasi inciampo professionale con la logica della mela marcia, come fanno i giornali e alcuni politici, mi chiedo come andrà a finire la mia amata e meravigliosa Polizia ? Non sto dicendo di proteggere i colpevoli ma solo di argomentare, quando possibile,  con onestà intellettuale derivante dalla professione senza farsi prendere dalle facili e cavalcabili mistificazioni!

Mi spiace quindi per lor signori esprimere nei loro confronti vivo disprezzo, mi spiace se questi esimi colleghi, quando li vedi per caso in uniforme alla festa della polizia nemmeno la sanno indossare. E’ chiaro che oltre a essere dei meri impiegati non si sono mai nemmeno sporcati le mani rimestando nel fango delle nostre realtà urbane ed è per questo che forse quella stessa giacca blu indossata occasionalmente tanto maldestramente viene esibita…o forse rivoltandosi vorrebbe scivolare via da quell’indegno corpo!!!

Chi o cosa sia il virus che divide così nettamente le diverse realtà della polizia non mi è dato sapere (possono essere solo i sindacati ?)  ma di una cosa sono certo che se da certi indegni personaggi il mio sporcarmi le mani al servizio del cittadino significa essere una mela marcia non è un problema, anzi è un orgoglio,  meglio “Mela marcia” che pavidi impiegati con l’uniforme in naftalina!!!

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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Responses

  1. omologazione…paura di essere paragonati se non assimilati ai quattro Agenti condannati…convenienza politica…mancanza assoluta di esperienze come da te ben descritto…e soprattutto essere piu` realisti del re. Il Coisp ha avuto il merito ed il coraggio di “cantare fuori dal coro” con l’evidente obiettivo di ristabilire almeno la verita` processuale in contrapposizione al messaggio mediatico passato nella societa`;

    • …ho visto l’altra sera a Servizio Pubblicol’intervento della madre di Aldovrandi alla quale va` dato il sacrosanto rispetto che una madre che abbia perso un figlio DEVE avere pero` fatto salvo questo e rispettando la sentenza della Magistratura sarebbe stato doveroso che qualcuno, per esempio, in quella serata avesse riportato le dichiarazioni e racconto semplicemente alla verita` processuale. Normale ed ovvio che una madre difenda e difendera sempre il proprio figlio , ci mancherebbe, pero` non si puo` e non si deve far passare un messaggio che i poliziotti abbiano deliberatamente e senza apparente motivo ucciso a calci e pugni e manganellate per puro sadismo….la giusta condanna e` per omicidio colposo….non volontario ne`preterintenzionale. La mia critica non e` rivolta alla Sig.ra. Aldovrandi bensi` ai giornalisti presenti la trasmissione che avrebbero avuto l’obbligo etico e professionale di fare infomazione ricordando che di omicidio colposo s. tratto`con tutte le verita processuali emerse;

  2. http://www.coisp.it/ultimissime13/ALDROVANDI%20-%20NEGATI%20I%20DOMICILIARI%20A%202%20COLLEGHI%20E%20PARTE%20DELLA%20POLITICA%20AMMETTE%20SENZA%20IPOCRISIA%20CHE%20C%27E%27%20DA%20DISCUTERNE.pdf


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