Pubblicato da: paroleingiaccablu | 24/03/2013

Feriti nell’orgoglio ridateci i nostri Marò!


Non si può che rimanere basiti dalla vicenda dei due Marò Girone e La Torre che con un colpo da maestri della farsa sono rientrati in India dopo giorni e giorni di rassicurazioni sul fatto che il loro destino sarebbe rimasto  all’interno dei nostri confini nazionali.

Per la verità il giorno in cui organi istituzionali dello Stato Italiano avevano annunciato che i due militari non sarebbero rientrati in India, in totale dispregio degli accordi stipulati, mi ha fatto sobbalzare in maniera troppo positiva, era strano infatti che l’Italia avesse alzato così tanto la testa sul piano internazionale.

Era così strano infatti  che non poteva essere, a distanza di pochissime ore dalla scadenza del permesso concesso dalle autorità indiane ecco arrivare l’ordine di rientro, insomma avevamo scherzato sulla pelle dei nostri militari.

I due Marò sono quindi nuovamente in terra indiana, pronti ad essere giudicati da un tribunale che, è opinione comune, sembra non avere la benché minima giurisdizione sull’omicidio di quei presunti pescatori ma, nonostante questo, l’Italia subisce e per ragioni di carattere commerciale sacrifica due suoi valorosi uomini.

Nessuno si scandalizza se i nostri militari in giro per il mondo tutelano in maniere più o meno diretta gli interessi commerciali del nostro paese e dell’intero occidente ma questa vicenda deturpa in maniera troppo importante il senso di appartenenza a una bandiera, a uno Stato, a quel gruppo di rappresentanti istituzionali che come primario dovere hanno, o dovrebbero avere, quello di tutelare nel migliore dei modi proprio coloro che servono il nostro paese anche al fine di aumentarne il PIL.

Oggi che abbiamo fatto rientrare i Marò in India cosa  possiamo dire alle loro famiglie ? Il fatto che siano militari non basta ai commilitoni figuriamoci alle famiglie che vedono nello Stato, che loro stesse servono, degli orchi capaci solo di sacrificare suoi valenti rappresentanti. Perché, non dimentichiamocelo, sono per prime le famiglie a subire i sacrifici dei loro congiunti in uniforme, mogli e figli sposati anch’essi con il peso di quelle stellette che sul bavero indossano.

Non meno importante è però chi, in patria, macera dissenso all’interno delle caserme, così da aggiungere odio e scostamento da quei rappresentati di stato che nei giuramenti si sono fatti garanti davanti alla bandiera, unico simbolo che qualunque uomo in divisa riconosce. Quando però viene meno la garanzia di chi rappresenta le democratiche istituzioni, se rimane solo la bandiera, cosa davvero può accadere ?

Anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa ha definito una farsa questa vicenda forse perché su quel bavero pesa molto di più l’onore che da quelle stellette deriva che la funzione di garanzia che la figura di Capo di Stato Maggiore  vorrebbe rappresentare.

E se montasse un vero e proprio malcontento nelle caserme ? Se il disagio di un paese distrutto dalla crisi economica e da una politica capace solo  di rappresentare se stessa si sommasse a quella che monta nelle migliaia di persone che rimangono senza lavoro con quello delle uniformi ?  Che cosa rimarrebbe di questo meraviglioso e fantastico paese ??

Non è difficile stare dalla parte dei Marò così come è ancora più facile stare dalla parte di chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena; ma dalla parte dello Stato, della politica che vuole rinascere e ogni giorno di più sembra incapace di farlo, chi ci sta ?

I sto dalla parte dei Marò, io sto dalla parte di ogni cittadino che pretende di lavorare onestamente e portare a casa un tozzo di pane per i propri figli, io sto con ogni parte di questa società sana che vuole ricominciare da capo e che vede nella bandiera un valore vero e indiscutibile  ma nel mezzo c’è tanta rabbia, tanto scoramento, tanta voglia di appendere in piazza qualcuno… del resto l’abbiamo già visto! Un gioco al massacro terribile che non sappiamo dove ci potrà portare ma soprattutto è ora che qualcuno la smetta di giocare con questo paese che ogni giorno di più rischia di implodere e, a confronto di quello che sono stati gli anni ’70 del secolo scorso, quelli a venire saranno, se andremo avanti a stimolare negativamente tutte le componenti di questa società, nettamente peggiori.

Un pensiero alle famiglie dei nostri Militari, l’Italia migliore, l’Italia vera è con loro!

Michele Rinelli  in Giacca Blu

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Responses

  1. bellissimo articolo; da divulgare.. Grazie.

  2. Magari anche un pensierino alle famiglie degli Indiani morti non ci starebbe male.
    Sono due presunti assassini che devono affrontare un processo .
    Se nè la UE nè gli Stati Uniti ci hanno mai dato ragione dal punto di vista legale, un motivo ci sarà ?
    Alla fine è una questione di business .
    Noi non abbiamo rapporti commerciali tali da poter negoziare .
    Pazienza .

    • Esiste un diritto per cui i Marò devono essere processati in Italia e poi, a dirla tutta, che siano militari che molto probabilmente hanno sbagliato è già una certezza che quelli fossero assolutamente pescatori, probabilmente, lo è un po meno! Noi Italiani siamo sempre troppo pronti a vendere allo straniero la nostra pelle per ragioni di immagine, ci pensa già il governo Indiano a tutelare i familiari dei pescatori cosa che evidentemente accade in maniera molto diversa e assai più discutibile per i nostri militari.

      • Ti posso assicurare che non tutela niente . Gli indiani sono povera gente costretta a emigrare proprio perchè il governo fa affari all’estero ma non gli dà lavoro a casa. Ci ho vissuto assieme e vivono con dignità una miseria incredibile .
        Per un euro pestano lattine a piedi nudi .
        Complimenti per il pezzo sul prefetto Manganelli, il più bello che ho letto tra tutti quelli in giro 🙂

      • Non dubito e sono certo di quello che dici ma in questo contesto dove sono sicuro esservi interessi commerciali o politico speculativi che utilizzano come merce di scambio la vicenda dei presunti pescatori non me la sento di spendere parole per tutelare qualcosa che il governo Indiano, di facciata o no, sta già tutelando benissimo! I nostri militari sono abbandonati a loro stessi e a una certa incapacità di fare buona politica estera, i pescatori, a dirla tutta, sono già stati risarciti e sistemati per 5 generazioni a venire….ma di cosa parliamo ??? – Per quanto riguarda il pezzo su Manganelli Grazie 😉 –

    • rispondo a Balqis De Cesare su quanto detto a proposito delle famiglie dei pescatori uccisi, ebbene il Governo Italiano nell’erronea convinzione di prendere scorciatoie per chiudere la vicenda ha “ELARGITO” (non indennizzato) un bel po’ di soldini che nella loro condizione sociale rappresentano molto, tanto vero che pensano ad un futuro migliore e se non erro una delle famiglia ha manifestato un serio interesse di venire in Italia. Probabilmente le Autorità Italiane sono state mal consigliate nella speranza di evitare il tribunale come le leggi indiane hanno discrezione di poter fare., Credo questo abbia complicato le cose perchè viste come ammissione di colpa!!! Poi mi consenta una considerazione visto che lei ha vissuto in India, io purtroppo ho conosciuto in incontri presso sedi diverse di indiani con diamanti e smeraldi incastronati in diverse parti del corpo e ogni prezioso sono certo sfamerebbe a vita più di qualche famiglia povera

  3. condivido!!!

  4. E questi militari indiani saranno processati in Congo e li sconteranno la pena se riconosciuti colpevoli??

    http://www.giornalettismo.com/archives/73316/missione-onu-congo-militari-indiani-abusi-sessuali/

  5. Questa balqis de cesare parla sui maro’ con la sicumera che potrebbe avere solo un testimone oculare…solo che lei si è fatta una idea della vicenda semplicemente stando davanti a una tastiera e tramite paralogismi retorici come,gli indiani sono povera gente,riesce con arbitraria inferenza a conoscere l’India intera…che è un vero e proprio continente,dimenticando che oltre a gente che schiaccia lattine per un euro ci sono anche fior fiori di organizzazioni criminali.Smettiamola con la retorica del buon mercato.L’India probabilmente con questa incresciosa e quanto mai provvidenziale,per loro intendo,storia internazionale vuole forse accreditarsi per qualche lauto finanziamento europeo per capeggiare un task interforze antipirateria?


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