Pubblicato da: paroleingiaccablu | 21/03/2013

Ciao Capo!


Gentile Signor. Prefetto

E’ stata dura, erano anni che circolavano insistenti voci sul suo stato di salute, sulle condizioni critiche che la sua persona era costretta a sopportare per un male che sin da subito era apparso una bestia indomabile.

La malattia ha avuto il sopravvento purtroppo, si è sperato sino all’ultimo ma alla fine, come tutti gli uomini, così come lo è Lei, spesso soccombono.

Signor Prefetto, che carriera!!!

Da Falcone e Borsellino con cui ha lavorato in sinergia contro la mafia passando per le più importanti Questure d’Italia, in collaborazione anche con le migliori polizie del mondo è arrivato a essere il nostro capo, il primo e principale punto di riferimento, la guida, l’indirizzo, colui che in un modo o nell’altro molto ha cambiato e innovato.

Dalla lotta alla mafia, passando alla rivoluzione della gestione dell’ordine pubblico in piazza Lei, Dott. Manganelli, ha cambiato con enormi sforzi e sacrifici, anche personali, il volto cattivo della Polizia, quella che in piazza esercita quella forza che difficilmente viene tollerata dalla popolazione che ogni giorno cerchiamo di tutelare.

Che fatica deve essere stata, Signor Prefetto, quel giorno in cui ha avuto il coraggio, pur sapendo anche di colpire negativamente una buona fetta dei suoi uomini, chiedere scusa per una delle pagine più buie della storia della Polizia di Stato, il G8 di Genova del 2001.

Atto impavido, atto non privo di future polemiche, atto che l’avrebbe forse discostata da buona parte dei suoi uomini…un gesto lungimirante invece, un gesto che denota non solo capacità di autocritica ma anche vera arte politica; era ora infatti di disinnescare una miccia, di far capire che arroccarsi sulle barricate dell’istituzione che si rappresenta non sarebbe che servito a perpetuare il conflitto, lo scontro, la gratuita violenza anche quella che ogni maledetta manifestazione di piazza i suoi uomini subivano…un capo non chiede scusa, si dice…ma qui,  per Lei evidentemente, il discorso era diverso.

Ha chiesto scusa anche altre volte, per altri accadimenti, forse in maniera anche frettolosa, per la paura probabilmente di non avere più così tanto tempo per far capire ai suoi uomini che non è nello scontro, nell’arroganza, che si poteva ritrovare l’autorevolezza perduta anche grazie a quella non dovuta supplenza che una certa politica ogni giorno di più ci chiede a cui Lei si è anche fermamente opposto.

Lei oggi Dottore non può certamente leggere la rassegna stampa della sua Segreteria, chissà cosa risponderebbe a chi la definisce “il capo delle scuse” che suona tanto dispregiativa ma che invece è probabilmente il più grande gesto di amore e di umanità che lascia alla Polizia di Stato.

Perché Lei Signor Prefetto ha capito prima di tutti che non esiste istituzione sana se questa non è in grado di mettersi in discussione e così anche di chiedere scusa! Chissà Dottore, chissà che anche altre importanti istituzioni non prendano esempio.

Dottore è un peccato non averLa mai incontrata, chi le scrive è un umile sbirro di strada, quello che, non le nascondo, l’ha spesso criticata per le sue scelte ma che oggi come tutti riflette e l’apprezza.

Quello che ci lascia, Signor Prefetto, è la figura di un Poliziotto, di un investigatore ma soprattutto di un grande uomo che ci ha insegnato che per essere dei bravi Poliziotti bisogna essere prima di tutto dei grandi uomini, capaci anche così come ha fatto lei, di gesti di umiltà come chiedere scusa…perchè non è con l’arroganza che si otterrà maggiore autorevolezza e Lei questo, Sig. Prefetto l’ha capito prima di tutti.

Mi scuso Eccellenza  per averLe rubato così tanto tempo, ci saranno un po’ di persone da ascoltare in queste ore e non intendo tediarla oltre, Le chiedo solo di darci una mano ancora, in fondo Poliziotti si rimane per sempre.

…e mi scusi la confidenza, ma almeno oggi sono certo me la perdonerà….CIAO CAPO!

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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Responses

  1. Onore.

  2. BELLISSIMO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Una lettera… testimone di affetto, rispetto, stima… confesso che Michele ha avuto il “potere” o meglio la giusta dose di umanità per farmi commuovere. Ebbene signori io mi sono commossa: mi sono “calata nelle vesti” di Michele e ho applicato quella che in termini tecnici si chiama “empatia”. Grazie

    • Grazie a te!

      • È bello ricevere un ringraziamento da una…”personaingiaccablu” 🙂 per un semplice gesto: un commento.
        Io ho da sempre un desiderio: essere una “figura di supporto” per chi ha voglia di raccontarsi e/o raccontare. E con questa frase ho espresso il mio interesse per la “Persona”.


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