Pubblicato da: paroleingiaccablu | 03/01/2013

Giusto gioire di tanto successo ma troppi sono i dettagli

Si ha certamente da gioire allegramente in questi giorni, la liberazione del giovane imprenditore di Lerici che ancora affolla le prime pagine di tutti le testate di informazione nazionale non solo inorgoglisce ma evidenzia l’importanza del nostro apparato investigativo e di quanto questo sia pieno di capacità che solo con l’unione effettiva delle varie forze si può pienamente esprimere.

Espressioni di giubilo però che gli altissimi vertici non si risparmiano ad esternare considerando anche che per le più svariate ragioni simili risultati in tempi così rapidi sono sempre più difficili da ottenere, esiguità di uomini, risorse e mezzi non hanno aiutato negli anni a garantire sempre e comunque i medesimi standard qualitativi in ogni situazione.

Qualità che, quando è possibile, ancora si evidenziano e,mi piace ribadirlo, se si è così rapidamente palesata è soprattutto merito di chi finalmente ha nelle serrate indagini per questo sequestro attuato moduli di investigazione integrati tra le due principali forze di polizia .

Un chiaro messaggio e un auspicio affinché nel futuro prossimo non solo si possa assistere a sempre maggiori successi dovuti a similari collaborazioni ma che, ancora meglio, un giorno si possa essere  davvero un corpo unico così da riunire organicamente il non plus ultra dei nostri servizi investigativi.

A seguito di questa euforia però assistiamo a un eccessiva esternazione di cosa si è effettivamente fatto per risalire agli autori di un così odioso reato, situazioni, mezzi, aneddoti che riempiono le pagine della cronaca ma “sputtanano” quel “Know How” proprio di chi ha in mano un mestiere che alle volte rasenta vera e propria arte, di così elevata fattura, che proprio perché così preziosa non dovrebbe essere sbandierata ai quattro venti.

Così, nell’ingerenza dei mass media o forse di chi esterna eccessivamente un lavoro che sì deve essere trasparente ma non alla portata di tutti, si raccontano fatti utili ad altri malviventi che se già specialisti del crimine, leggendo semplicemente la cronaca, posso aggiornare il loro bagaglio criminal-culturale così da ottenere una sorta di effetto CSI.

CSI, proprio quello, il famoso telefilm americano, un vero disastro per quelli che fanno il nostro lavoro non solo perché le persone, i cittadini, ti chiedono le cose più assurde durante i sopralluoghi dei più svariati reati ma è vero e proprio aggiornamento delle tecniche criminali per chi ha scelto di vivere da fuori legge…in fondo quel film tutte sciocchezze non racconta.

Si ripropone quindi, per l’ennesima volta, quanto i media possano e debbano sapere, e tante volte ingerire, nel difficile mondo delle forze dell’ordine perché molti dei particolari raccontati del sequestro dell’imprenditore Calevo sono a mio modo di vedere un innaturale forzatura, un regalo fatto a coloro i quali, per sognare una vita in Brasile, si improvvisano rapinatori, sequestratori e secondini così da rendere più difficoltosa la risoluzione di un futuro e analogo caso.

Vi saranno certamente altissime direttive su cui certe esternazioni poggiano ma, a mio avviso, qualcuna di queste forse dovrebbe essere rivista!

Al di là delle critiche è giusto ancora complimentarsi con gli uomini delle forze dell’ordine che hanno portato a termine così brillantemente una così rischiosa operazione di servizio che restituisce smalto ai nostri apparati investigativi che troppo spesso vengono mortificati proprio da chi, con i loro potenti mezzi, a mio avviso, troppi particolari  raccontano su questo magnifico successo.

 

Michele Rinelli -In Giacca Blu

 

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Responses

  1. …alcuni mesi orsono su Polizia Moderna una serie di servizi sul traffico di stupefacenti; uno di questi raccontava, abbastanza in dettaglio, la preparazione e addestramento di agenti infiltrati in bande di trafficanti…un vizietto comune non solo ai mass-media generalisti ma anche alle riviste di settore; commentando questo episodio con un amico ispettore in servizio presso la DCSA, questi mi raccontava di come non fosse la prima volta che capitava e di quante volte avesse “sottolineato” a chi di dovere queste tracimazioni, predicando nel deserto!

  2. Purtroppo una delle anomalie del nostro Paese sta nel fatto che in nome di una malintesa libertà, assistiamo quotidianamente al linciaggio da parte degli organi di informazione di qualcuno a loro un po meno simpatico, sia esso un politico, piuttosto che un cittadino incappato nella cronaca, il tutto con la complicità di alcuni professionisti dei vari apparati dello Stato, che di professionale non hanno nulla, se non la vocazione a divenire persone di spettacolo.
    Penso che una delle priorità di chiunque vada al governo, dovrebbe essere l’impegno a restituire alla Giustizia del nostro Paese quella sacralità laica degna di una grande ed evoluta Nazione quale la nostra, una sacralità che dovrebbe essere lontana dai riflettori dello spettacolo e dalle dispute della politica per un’assoluto rispetto dei cittadini e degli operatori seri e silenziosi, che non hanno tempo di giocare alle prime donne perché troppo presi dall’impegno de loro quotidiano.


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