Pubblicato da: paroleingiaccablu | 01/12/2012

Sallusti, perchè lo fai ??

 

Perchè lo fai ? Recitava qualche decennio addietro una canzone entrata nella storia della musica italiana.

Siamo tutti inchiodati davanti agli schermi per leggere e capire cosa stia accadendo al giornalista Alessandro Sallusti che, in un impeto di strisciante rivoluzione culturale, utilizza la sua popolarità e vicinanza a un certo potere, in particolar modo quello dell’informazione, per creare il caso, lo scandalo, il risveglio delle coscienze.

Quello che in queste ore sta dimostrando il prode giornalista  è quanto di più diseducativo questo scorcio di malandata repubblica ci può regalare, un uomo di cultura, legato sentimentalmente a un deputato della Repubblica Italiana, si pone in vivo ed eccessivo contrasto con uno dei più importanti poteri di qualsiasi stato democratico: la magistratura.

Non solo, lo stesso nel suicidio culturale in cui l’atteggiamento di Sallusti ci porta, chiede alla sua stessa categoria, ai giornalisti, di fare fronte comune, di ribellarsi, di non sottostare alla legge perché quella condanna a 14 mesi di carcere a cui è stato condannato per diffamazione mezzo stampa deve essere l’ariete per sfondare quel sistema dove, ai giornalisti, si vuole mettere un bavaglio.

Vi è però, in questa commistione tra libertà di espressione e strumento di repressione giudiziaria, un vero e proprio corto circuito che nessuno ha mai risolto e certamente non risolverà Sallusti con il suo fare suicida e nocivo.

E’ vero, esiste un problema di bavaglio che si vuole mettere alle libere voci del giornalismo italiano  ma Sallusti rappresenta o può rappresentare una libera voce ? A chi vorrebbe ispirarsi, forse alla giornalista russa Anna Politkovskaya ?

Quanto Sallusti nella sua carriera, con la sua penna, ha favorito l’uno o l’altro aderendo spesso a logiche nelle quali tanto si può dire ma tanto altro no ? Questa si chiama libertà ?

Quante volte, forse da giovane giornalista alle prime armi, si è piegato a quella magistratura che ti tratta come un divo se con quella penna sarai in grado di far risaltare solo ed esclusivamente l’ottimo lavoro svolto dalle toghe e che MAI ti devi permettere di criticare ?

Chi è veramente libero ? Sallusti ? Che sussulto di casta giornalistica vuole ? E perché ? Perché stavolta è andata male e non è riuscito ad essere protetto da quelle dinamiche dove, per la tanto decantata libertà di stampa, nessuno tocca chi con le proprie pubblicazioni spiana carriere a giudici e magistrati ? La legge esiste per caso solo per quei cittadini che non hanno il potere mediatico in mano ?

Nessuno controlla i giudici ma un po’ troppo di più oggi qualcuno vuole controllare i giornalisti e questo, in entrambi i casi, è certamente sbagliato ma non sarà Sallusti con il suo martirio e con la sfida aperta lanciata alla magistratura a modificare lo stato delle cose.

Anzi a ben vedere questa spettacolarizzazione di un evento di cronaca giudiziaria inficia la credibilità e la serietà di chi come me ogni giorno deve combattere per rappresentare un minimo di legalità. Credete davvero che questa sua sfida aperta alle istituzioni giovi alla già provata e decaduta cultura di questo paese ?

Quale può essere il messaggio se non quello che, alla fine, che vinca o che perda, sempre a casa si torna.  Questo svuota il deterrente che qualsiasi divisa o istituzione riesce a suscitare ancora nell’immaginario collettivo (ammesso che ancora lo susciti!).

Spero vivamente cali presto il sipario su questa spettacolarizzata vicenda che solleva malamente delle problematiche serie che non possono essere trattate attraverso il martirio di un singolo ma dalla presa di coscienza della società tutta che magistratura, giornalisti, cittadini vivono nel medesimo contesto e che mai dovrebbero sentirsi al di fuori o al di sopra, cosa che spesso accade e su cui questa vicenda mette un pericoloso accento.

Tra giornalisti e magistrati la collaborazione è spesso piena e capace di generare spinte carrieriste molto forti che amplificano giocoforza le debolezze dell’umano esistere. Spezzare questo legame potrebbe essere il primo passo per ottenere più libertà di pensiero da parte di tutti così da migliorare la percezione di giustizia sostanziale e non solo quella della  giustizia mediatica… che nemmeno dovrebbe esistere!!

Sallusti è un cittadino della Repubblica Italiana e come tutti deve rispettare la legge.

 

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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