Pubblicato da: paroleingiaccablu | 22/11/2012

Con quei numeri i Poliziotti saranno più responsabili ma gli altri ?

 

Sono sempre maggiori le preoccupazioni di chi per lavoro dovrà andare ogni giorno sempre di più ad affrontare il malcontento sociale; le Giacche Blu di tutta Italia scrutano la cronaca politica con crescente preoccupazione in relazione al numero identificativo sul casco degli agenti.

Il Ministro Cancellieri e il Capo della Polizia Prefetto Antonio Manganelli hanno espresso sentimenti di apertura che non lasciano certamente sbalorditi chi indossa un uniforme ma si evidenzia sempre di più lo scollamento tra la base e la propria alta dirigenza.

Ci siamo pesantemente indignati per alcuni gesti sconsiderati da parte di alcuni uomini in uniforme negli ultimi tumulti di piazza ricevendo senza riserve le istanze dei manifestanti e molto  meno, come sempre, quelle dei poliziotti.

Non si possono certamente giustificare atteggiamenti dove, individui, cittadini, già ridotti all’impotenza, vengono colpiti al volto con gli sfollagente in dotazione ai reparti di polizia ma appare oltremodo demagogico, per riequilibrare la bilancia, sostenere che chi ha lavorato e si è comportato bene verrà premiato addirittura istituendo un apposita commissione di valutazione.

Credo che chiunque, in questo atteggiamento, non possa che valutare tutta l’ipocrisia insita nel sistema stesso perché sui milioni di momenti di tensione che si possono accendere durante una manifestazione significa premiare ipocritamente la normalità perché, è bene dirlo, comportarsi bene e professionalmente è la normalità in un contesto di piazza, non l’eccezione!

Certe immagini rappresentano spesso l’intemperanza di un momento su milioni di singoli momenti, cosa rappresenta quindi premiare i bravi agenti che lavorano nelle piazze ?

Vogliamo per caso ridicolizzare il nostro ruolo e la nostra professionalità come fecero all’inizio dell’anno i benemeriti Carabinieri ?? Dove il Gen.  Gallitelli, Comandante Generale, premiò il famoso “Pecorella” in Val Susa con un Encomio (e quanto è difficile avere un encomio nella normalità), solo perché il suo filmato era finito sui giusti canali di comunicazione mediatica ?  Offendendo così tutti coloro che quegli insulti e quella normalità l’hanno dovuta subire in decine  e decine di altri milioni di momenti nei servizi di ordine pubblico ?

Credo sia giusto quindi non insultare l’intelligenza dei singoli operatori, già quotidianamente provata!!!

Cerchiamo di incanalare le questioni nel loro giusto alveo, vi è in atto un corto circuito politico istituzionale inaffrontabile dalle componenti partitiche di questo paese, per quale motivo con certe “”rivoluzioni” si vogliono scaricare completamente talune incongruenze sulle spalle delle forze dell’ordine ?

Continuo a sostenere che nessuno, di principio, in uno stato di diritto, può essere contrario all’identificativo numerico sul casco degli agenti ma tale nuova e moderna procedura, è appunto, una procedura moderna e purtroppo, il nostro paese, per troppe cose, non è certamente tale.

Gli scenari che si possono aprire a seguito della singola e certa identificazione degli operatori di polizia, sono molteplici, aprirebbero la strada a vere e proprie denunce di massa stimolando singoli individui, con tanta gioia per avvocati e affini, a denunciare qualsiasi cosa, qualsiasi gesto, strumentalizzando ogni singolo colpo dato da ogni singolo agente, con il risultato che in troppi, tra le giubbe blu, avrebbero paura a fare qualsiasi cosa perché un qualsiasi processo impiega anni ad essere definito, al contrario di una carriera a cui basta un solo secondo per essere distrutta.

Se ci mettete poi la mala fede con cui operano quasi tutti gli organi di informazione, emblematico il caso di quei lacrimogeni sparati da un Ministero a Roma che, alla fine, erano invece solo rimbalzati su quelle mura, capite bene che il quadro è assolutamente devastante per chi scende in piazza a mantenere la tenuta democratica di questo paese.

Sarebbe giusto quindi avere il numero sul casco ma troppe cose dovrebbero cambiare affinché questo possa avvenire con il dovuto equilibrio.

Così com’è giusto, come dicono in molti, responsabilizzare i singoli operatori in ogni operazione di ordine pubblico ma il sistema che dopo andrà visionare, scomporre, valutare sarà responsabilizzato allo stesso modo ?

E gli altri ? Giornalisti, pubblica opinione, magistrati, questi ultimi in particolare,  quanto saranno altrettanto responsabilizzati ???

 

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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