Pubblicato da: paroleingiaccablu | 18/10/2012

Uomini, persone…non sempre e solo animali!

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Erano i giorni della paura, dello smarrimento, erano i giorni di un orgoglio ferito, di un sentimento indefinibile che forse ha gettato in confusione chi purtroppo non se lo può permettere.

Erano i giorni di quel vigile investito da un SUV, si chiamava Nicolò Savarino e fu definito il “Vigile Buono” anche se credo non esistano Vigili buoni o Vigili cattivi ma più semplicemente persone.

Così com’è una persona colui che oggi viene condannato duramente a 10 anni di reclusione e che per la pubblica opinione di buono non ha proprio nulla perché ha ucciso colposamente con un colpo di pistola un cileno in fuga da una  pattuglia.

Il condannato, quella persona, si chiama Alessandro Amigoni, un Vigile come Nicolò ma che non può essere considerato buono, anzi, per dar corpo alle dicerie semplicemente funzionali al gossip qualcuno ha rintracciato una foto dove, in una qualche gara di soft air, imbracciava un fucile d’assalto del tutto simile a quelli che si usano in guerra…peccato fosse un giocattolo.

E in quel gioco delle apparenze, di ciò che è o può essere o non essere una persona ci finiamo tutti specie se a condurre sono i soliti pennivendoli dalla polemica facile finalizzata semplicemente a suscitare scandalo.

Ma di quella persona, ricordiamocelo PER-SO-NA, che oggi paga duramente la più grossa sciocchezza della sua vita si insiste a parlarne poco se non per caratterizzarla di una disumanità che, quasi certamente, nemmeno gli appartiene.

Sul perché Alessandro Amigoni abbia estratto l’arma utilizzandola per un uomo in fuga, in pochi, onestamente ma soprattutto pubblicamente tra gli addetti ai lavori  se lo chiedono. Sul perché abbia visto un’arma rivolta verso di lui, arma che nemmeno c’era, altrettante persone se ne disinteressano, sul motivo perché sia stato così semplice rovinarsi la vita, forse non lo sapremo mai.

Ed è per questo che la morte di quel giovane cileno, Marcelo Valentino Gomez Cortes, deve essere trattata con rigore accademico da chi ha la responsabilità di addestrare non solo nelle tecniche ma anche nella forma mentis le persone, gli Agenti della Polizia Locale, qual era l’Agente Amigoni così come, allo stesso modo, dovrebbero riflettere chi ha avuto la responsabilità di addestrare persone come l’ex Agente delle Polizia di Stato Luigi Spaccarotella il quale, senza ragione apparente, così come il Vigile Amigoni, ha estratto l’arma attingendo inutilmente a morte un fuggitivo.

Persone contro persone, uomini contro uomini, umanità contro umanità e non disumanità come spesso ci costringono a leggere nelle cronache, individui che magari sbagliano pesantemente ma che per la pubblica opinione sono semplicemente animali lasciati liberi di uccidere e non individui che per le più strampalate ragioni, in un singolo momento, hanno dimenticato regole e raziocinio.

Amigoni così come Spaccarotella sono morti anch’essi insieme a Gabbo e Marcello Valentino, morti perché anch’essi concludono definitivamente un percorso di vita la cui verità sarà delegata solo a un fascicolo processuale e a una condanna che non restituirà mai l’affetto che quelle vittime si sono portate nella tomba.

Ciascuno è certamente responsabile delle proprie azioni ma chi come noi legge e impara dalle cronache deve imperativamente riflettere non solo sul valore di una professione ma anche su quello delle persone al di là delle apparenze perché nessuno merita di morire per un momento di paura, di impreparazione o, più semplicemente, di una macroscopica ed errata valutazione dei pericoli presenti.

Imperativo quindi è addestrarsi, leggere, informarsi, sentirsi responsabili sempre di quello che si andrà a fare a partire da una banalissima contravvenzione stradale all’arresto di un presunto omicida o mafioso  senza dimenticare mai che chi ha l’onere, il dovere, l’obbligo di addestrare lo deve fare con puntualità, senso della responsabilità e tanta tanta professionalità quella che, in tempi di “Spending Review” non dovrebbe essere tagliata.

Un pensiero quindi a tutte le vittime di tragedie come queste, che, purtroppo, non sono solo quelle dietro a certe lapidi.

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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