Pubblicato da: paroleingiaccablu | 12/10/2012

In Bocca al lupo “Ispettore Nessuno”


Sai cosa ?? Che se ti esprimo solidarietà faccio la figura del cattivo, di quello corporativista, di quello incancrenito nel sistema, di quello capace solo di giustificare, di fare da scudo perché tu, e i colleghi, sareste, come dicono, da cacciare a pedate.

Io, che forse sono alle volte allineato ma molto poco coperto, invece, calo la maschera del menefreghista e ti dico mi dispiace!!!

Mi dispiace come il sistema sia capace di voltare le spalle, e non parlo dei colleghi e amici, quelli magari sono stretti a te nel massimo conforto possibile, io parlo di quanto vorresti urlare contro coloro che ti dipingono un mostro, che utilizzano quel tuo mezzo busto ripreso sfuocato e netto da dipingere la figura di una strega che sono certo strega non essere.

Che sia chiaro, il tuo orgoglio di essere un Ispettore di Polizia, a più di qualcuno, non è piaciuto ma credo non sia piaciuto ancor di più definire “Nessuno” una cittadina italiana capace di coprire te e i colleghi di insulti…quelli si, quelli invece sono piaciuti a molti.

Non capirò mai quel papocchio che avete fatto, così certi di andare a fare bene il proprio lavoro tanto da aver portato proprio voi dall’ufficio degli operatori di ripresa.

Così certi di far bene che vi sareste dovuti difendere, al limite, dalle calunnie dentro un aula di un tribunale della Repubblica Italiana  e non davanti al tribunale popolar-mediatico che ha già sommariamente sentenziato, condannato e ucciso qualsiasi beneficio di dubbio.

Sai Ispettore, la tua frase infelice voglio leggerla come l’orgoglio di chi stava agendo nell’interesse della vera vittima di questa vicenda ossia del povero Lorenzo.

Però, quelle immagini, fanno schifo, sono davvero brutte e alla gente certe cose mica gliele spieghi così, con quelle sequenze,  concordi ??

La gente per cose del genere ti vuole sul patibolo, gli dai torto ? Quella stessa gente però legge il titolo, l’immagine e a quella si ferma perché non ha interesse a scontarti nulla, gli bastano gli insulti che avete ricevuto, quelle sono le vere gratificazioni di un certo popolino, a che serve leggere tutto ? Le apparenze gli bastano, gli hanno dato la strega, quello vogliono e quello hanno ottenuto!

La tua leggerezza, il tuo orgoglio, la tua voglia di sentirti dalla parte del giusto, cara collega, ti ha fregato e mica poco!!!  Come ha fregato e fregherà ancora tanti, forse anche me,  e non ti rattristare troppo se non potrai mai spiegare in pubblico il perché di quella frase, spero solo che quelle rapide scuse dal nostro massimo rappresentate, forse  un po’ troppo di impeto, possano servire a te e ai colleghi ad uscire da quell’ipocrisia nazional-social-popolare in cui il tribunale mediatico vi ha gettato.

So bene che quella frase, in un misto di orgoglio ed esasperazione,  da oggi in poi non la pronuncerai più ne per orgoglio, appunto ma sopratutto per arroganza; so bene che a seguito di questa vicenda subirete la scomposizione atomica del capello e di conseguenza verrete distrutti, specie moralmente. Già so che questo è solo l’inizio di un calvario a cui non potrete e dovrete sottrarvi ma io da collega e da poliziotto ho apprezzato il tuo orgoglio nell’affermare “Sono un Ispettore” ma quella zia non doveva essere considerata “nessuno” è anzi un qualcuno che sapeva esattamente quello che faceva e che con il suo modo martellante e isterico, e non solo,  vi ha fatto sfuggire di mano una situazione che certamente pensavate di aver pianificato preventivamente in ogni singolo dettaglio.

Purtroppo è meglio sentirsi un semplice nessuno che fa il suo lavoro che un orgoglioso ispettore convinto e sicuro del proprio lavoro e del proprio operato, questo vuole il sistema e questo dobbiamo dare…in bocca al lupo” Ispettore Nessuno”, un abbraccio.

 

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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Responses

  1. Mi piace un bel po’

  2. Si.

  3. Si può sempre fare un’altro mestiere. Io non sarei così patetico. Siamo dei professionisti e sappiamo come schivare tali provocazioni. Sarebbe stata sufficiente una semplice telefonata al signor giudice che aveva sottoscritto quel provvedimento, spiegandogli che il “rapimento” del bambino, non si poteva effettuare visto che per altro non era stato autorizzato in quei termini. Hanno agito da veri principianti e senza un briciolo di umanità. Io non li difendo e non li voglio nemmeno chiamare colleghi perché si sono comportati come delinquenti. Dette da me certe parole, che certamente non appartengo al popolo che grida alla gogna, possono essere comprese per il giusto significato. Apprezzò comunque la tua solidarietà. Ma su questo non ho dubbi.

    • bravo davide complimenti

  4. Bell’articolo Michele! Come ho scritto su fb condividendo il tuo scritto….
    Un’altra visione ed analisi dell’episodio che merita sicuramente considerazione e riflessione.
    Da leggere come è giusto fare quando la stessa notizia la si cerca su due quotidiani di idee opposte.
    Una frase colpisce nell’articolo di Michele Rinelli:
    “…..Sai Ispettore, la tua frase infelice voglio leggerla come l’orgoglio di chi stava agendo nell’interesse della vera vittima di questa vicenda ossia del povero Lorenzo.”

  5. Mentre difende la cara collega, non riuscendo affatto a sfuggire al rischio di fare “la figura del cattivo, di quello corporativista, di quello incancrenito nel sistema, di quello capace solo di giustificare, di fare da scudo”, si macchia delle stesse colpe di cui accusa il “tribunale popolar-mediatico” nei confronti di quella zia della del cui dolore e delle cui ragioni niente sa e, a quanto vedo, niente vuole sapere. Quel “popolo” al quale si riferisce, dalle forze dell’ordine si aspetta di essere garantito e difeso, non aggredito e umiliato. Quell'”orgoglio” che lei ravvisa, e del quale io non mi fregerei, visto che si tratta di un lavoro come un altro che va fatto con scrupolo e senso di responsabilità e non con presupponenza, era del tutto fuori luogo in ua situazione drammatica come quella. Ma come, un bambino viene trascinato come un sacco d’immondizia e voi vi preoccupate di sfoderare l'”orgoglio”? Guardi, starei a scrivere un poema, se ne avessi il tempo, e mi dispiace aver potuto dedicare all’argomento solo poche righe, perchè credo che Leonardo meriti fiumi di parole e attente riflessioni da parte di ciascuno di noi. Personalmente non voglio la testa dell’ispettore sul mio tavolo, credo solo che sia stata l’ennesima dimostrazione di non aver capito che il ruolo è al “servizio” della collettività e non “al di sopra” dei cittadini. E credo che lei non abbia a lungo riflettuto sulle sue parole, quando scrive che quella zia, col suo modo martellante e isterico, “vi ha fatto sfuggire di mano una situazione che certamente pensavate di aver pianificato preventivamente in ogni singolo dettaglio”. E se i suoi stimati colleghi perdono la calma e si fanno sfuggire di mano una situazione del genere (protagonista un inerme bambino di soli 10 anni da tradurre in una casa-famiglia), ahimè, che ne sarà di noi quando dovremo essere difesi da agguerriti delinquenti, organizzati mafiosi, sommosse popolari e stragi varie?!

  6. Letto, apprezzato e condiviso. 🙂

  7. Ma perchè frase infelice. Sono sicuro che l’appartenente alle forze dell’ordine, convinta di fare il bene del bambino, volesse dire che Lei rappresentava un soggetto attivo nell’esecuzione dell’ordine, in quanto Ispettore di Polizia, mentre la zia istituzionalmente in quel momento non rappresentava nessuno soggetto pubblico.

    • Posso essere d’accordo anche in questa interpretazione ma il problema è che quando il tribunale mediatico popolare decide che una certa frase è da intendersi come arrogante e denigratoria del singolo cittadino è così e basta!!! Quando si fanno certi interventi bisogna essere freddi e non dire nulla…se fossi macchine come sarebbe semplice!

  8. http://ilmalpaese.wordpress.com/2012/10/12/povero-ispettore-di-polizia-io-non-sono-nessuno/

  9. Cmq la prima a dire “nn sei nessuno” è stata la signora che riprendeva…e quindi la poliziotta nn ha perso occasione per rinfacciarglielo……

    • Ma non è vero. Guarda il video.

  10. Vi consiglio questo punto di vista
    http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/40957/i-bambini-non-hanno-sempre-ragione/

    • Interessanti anche i commenti dove viene criticato anche il titolo dell’articolo. In sintesi secondo l’articolista ci dovremmo fidare degli assistenti sociali, delle sentenze, di chi esegue queste sentenze senza fiatare ne contestare. Il bambino ha torto a gridare. La zia a gridare e filmare con lo smartphone. Si devono fidare. E di cosa e di chi? di una sentenza fondata su una sindrome inesistente e non riconosciuta a livello internazionale? e chi l’ha visto doveva chiudere gli occhi?

      • Contestare e richiedere le giuste valutazioni è un diritto che devono avere tutti ma i luoghi deputati a farlo sono i tribunali non le arene televisive. La generazione post” Striscia la notizia” ha esasperato il concetto di diritto, ha evidenziato che ha ragione chi è capace di sputtanare di più l’altro non davanti a un giudice ma davanti al tribunale del popolo mediatico…tutto qui!

  11. Per arrivare a filmare e mandare il filmato a “Chi l’ha visto” penso che voglia anche dire che si e’ alla disperazione,alla frutta. E’ proprio la sentenza di un tribunale che viene contestata,che si ritiene ingiusta.

    • Vede Giulio, vi è un problema enorme attualmente in Italia ossia che ha ragione chi arriva alla ribalta della cronaca con azioni mediatiche di un certo tipo non chi ottiene la sentenza di un giudice. Vi sono casi emblematici della cronaca che hanno fatto avere ragione a determinate persone anche e sopratutto perchè hanno trovato dalla loro parte il tribunale mediatico non quello di una della Repubblica di questo Stato. Quindi non valutiamo nel voler andare in TV l’eccesso di disperazione valutiamolo invece come lo stupro del nostro sistema giudiziario e, dirò di più, alcuni fatti della cronaca se non ci fosse stato il tribunale mediatico non sarebbero nemmeno stati aperti con il successivo messaggio al cittadino che si ottiene ragione e giustizia solo se si passa dalla TV e questo, per un paese democratico, è il fallimento delle istituzioni democratiche.

  12. Condivido lo spirito del post e i commenti dell’autore in risposta ai lettori.

    Io sono giorni che tento di difendere l’ispettrice le cui parole sono state male interpretate. Di fronte alla zia isterica, che ha intralciato notevolmente l’operazione ma non ha mollato la telecamera nemmeno per soccorrere il bambino che chiedeva aiuto, la poliziotta, non potendo dare le risposte che la donna voleva, con la frase incriminata voleva solo dire: “io sono un’ispettrice di polizia e sto facendo il mio lavoro, lei non è nessuno, nemmeno la madre del bambino, mi sta facendo domande cui non posso rispondere e ci sta insultando tutti da mezzora ed è proprio ora che la smetta”. Mi pare che, considerando la sua posizione e il suo stato d’animo, così può essere interpretata la sua riposta.

    Tra l’altro nel video si sente che la frase è interrotta, seppur in modo impercettibile. In realtà l’ispettrice dice: “Io non son tenuta a dirle niente. Io sono un ispettore di polizia e lei non è neanch … (si capisce che vorrebbe dire “neanche la madre”) … nessuno”.

    Ne ho parlato in modo più diffuso qui.


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