Pubblicato da: paroleingiaccablu | 11/10/2012

Quei minori trascinati in quella comoda ipocrisia

 

Non tanto tempo fa durante uno di quei occasionali corsi che la Polizia di Stato riesce ad organizzare per specializzare il proprio personale un noto docente universitario che studia i problemi nell’ambito delle forze dell’ordine ci esprimeva la propria vicinanza sostenendo di amare la sua  materia perché la Polizia è deputata a gestire le storture e le immondizie della società e di ciò in pochi se ne curano.

Forse è per questo che è facile scandalizzare e scandalizzarsi con un video, così com’è facilissimo parteggiare semplicemente per un povero bimbo a cui è stato imposto un genitore rispetto all’altro.
La cronaca, la pessima cronaca che vede protagonista le divise, sui cui è indubbiamente facile gettare discredito, approda questa volta in provincia di Padova dove in un istituto scolastico è stato prelevato con la forza un minore il quale doveva essere collocato in una struttura protetta così come disposto dal giudice.

Il bambino che ancor prima doveva essere affidato esclusivamente al padre, sempre per colpa di un giudice, si è per sua volontà rifiutato di aderire alla decisione delle toghe tanto che ogni volta che bonariamente si cercava di dare attuazione alle disposizioni imposte, la creatura si nascondeva, si negava e ogni volta gli organi di assistenza sociale desistevano dall’attuarla proprio per evitare quello che abbiamo tristemente assistito in quelle sequenze.
Quelle immagini fanno schifo!!! Ma quanto è facile strumentalizzare ?

Insulti e minacce di ogni tipo sono state proferite dalla sedicente zia all’indirizzo delle forze dell’ordine che, per carità, avrà avuto tutte le sue buone ragioni di affetto nei confronti del bambino ma vogliamo veramente credere che chi ha compiuto quella che non può che essere considerata dai più una schifezza abbia goduto e voluto di sua spontanea volontà agire in quella maniera ?

Quando vi è una disposizione dell’autorità giudiziaria a compiere un determinato atto in un campo neutro com’è l’istituto scolastico e la stessa prevede una modalità tra cui, come visto, quella di procedere coattivamente alla collocazione del minore in una struttura protetta, credete che si possa agire in maniera diversa ? E se non vuole venire ?? Che si fa ? Lo lasciamo lì ? E al giudice cosa diciamo ? Che non voleva venire ?

Sono immagini pessime quelle di  un bambino trascinato contro la sua volontà ma la storia di questo fanciullo e relativa vicenda familiare la conosciamo per davvero e bene ?
Per esperienza posso dire che togliere un bambino dalla propria quotidianità al genitore con cui ritiene di star bene è una procedura non solo lentissima ma giustamente piena di perizie, contro perizie, valutazioni di assistenti sociali, giudici, magistrati di diverso ordine e grado e se oggi si è assistito a un tale scempio, perché di scempio si tratta, è forse perché diversamente, secondo chi ha veramente deciso, non si poteva fare.
Perché, che a qualcuno sia chiaro, non è la Polizia che decide a chi e se togliere un minore alla propria madre così come non decide di prendersi gratuitamente minacce e insulti dagli indignati parenti.

Quante volte avrei voluto vedere bimbi strappati alla costrizione dell’accattonaggio ? Quante volte avrei voluto sottrarre innocenti creature al destino dei loro genitori magari drogati, senza fissa dimora e senza occupazione ? Quante volte qualcuno me lo sarei voluto portare a casa per cercargli un futuro migliore e quante volte il giudice, in situazioni ritenute da me gravissime, ha invece sentenziato che, in fondo, quello è il suo mondo, quella è la sua estrazione sociale, umana e culturale e in quel mondo è giusto che viva ?
Quante volte ci si chiede perchè certi figli a certi immigrati non vengano tolti ? Proprio perché è difficilissimo; è il loro mondo e bene deve essere valutato dal sistema il danno/beneficio di scelte così drammatiche e così dure come quelle che abbiamo visto a Padova.

Ciò che mi spiace è la condanna netta della pubblica opinione nei confronti della solita Polizia bieca e insensibile. Quello che mi disturba è che i temi sociali della crescita della prole, di cosa sia davvero il benessere di un minore, si discutano solo quando vengono strumentalmente utilizzate immagini come queste con il solito carico di ipocrisia che non mette in discussione un apparato, come quello dei Servizi Sociali, che necessità di una profonda riforma ma al contrario vengono massacrati gli esecutori materiali di un lavoro schifoso. Utilizzare certe sequenze semplicemente per dare addosso allo sbirro, quello che, come si diceva la settimana scorsa “Non ha figli a casa!” e che si dovrebbe prendere per questo  i sassi in piazza serve solo a fare indignata e sterile polemica fine a se stessa senza che nulla cambi.

Troppo facile prendersela con un “Io sono un Ispettore di Polizia Lei non è Nessuno”. Una frase inappropriata forse generata dall’incapacità del sistema, non certo della poliziotta, di mettere al sicuro i propri figli, che se la prende con chi, così come quell’ ispettore di Polizia tanto criticata, in quel momento avrebbe preferito stare a casa sua, magari proprio con le sue creature, al posto di essere oggetto di insulti, minacce e strumentalizzazioni varie che a nulla porteranno se non  a continuare a farci vivere nella nostra comoda e mediatica ipocrisia.

 

Michele Rinelli – In Giacca Blu

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Responses

  1. Ha ragione, non c’è dubbio. Un atto imposto dalla magistratura va eseguito; magari, trattandosi di un luogo pubblico e di un minore già psicologicamente provato, con l’accompagnamento di personale specializzato.
    Ma è anche vero che frasi come quelle citate (“Io sono un Ispettore di Polizia. Lei non è nessuno”) sono troppo spesso all’ordine del giorno; troppe persone che indossano una divisa pretendono con essa di essere divenuti superiori agli altri e di aver acquisito un potere, che esercitano con un’arroganza che non compete loro.
    Un servitore dello Stato dovrebbe sempre ricordare di essere un servitore, non un prevaricatore e la mia stessa esperienza personale mi dice che non è così sempre…

    • Mi creda Maria, quelle immagini ho deciso di vederle una sola volta per cercare di inquadrare la questione, farmi un idea, semplicemente un opinione senza arroganza di dire o detenere verità. Quelle immagini sono un colpo allo stomaco non tanto per la cruenza, in fondo quelli che sono dipinti come dei mostri non lo percuotono, picchiano, o seviziano lo caricano di peso, maldestramente con una zia di fianco che fomenta le paure del ragazzino che come un topo in gabbia come potrebbe reagire se non piangendo ? Credo inoltre che la non bellissima operazione effettuata anche dal punto di vista tecnico è stata dovuta dal carico psicologico che una situazione del genere provoca nei suoi attori, sappiamo bene che la gente ci critica ferocemente, sappiamo bene che una così grave situazione andrebbe gestita nel massimo della “pulizia” possibile senza prestare il fianco a speculazioni mediatiche, una telecamera puntata in quella maniera fa aumentare la pressione e di conseguenza il margine di errore in chi vorrebbe lavorare al meglio delle proprie possibilità per non essere oggetto poi di squallide ritorsioni anche mediatiche, ma alle volte, per tanti motivi, perchè il nostro è un lavoro alle volte sporco, non si riesce a stare fuori da certi squallidi e moderni meccanismi. La frase dell’ispettore donna alla fine del video non è edificante ma consideri che i colleghi, nel loro lavoro o comunque per fare quello che ritenevano un dovere, si sono presi minuti di insulti, schiaffi morali, occhiate basite della gente che passava che nulla sapeva effettivamente cosa stesse accadendo se non un bambino indifeso “rapito” e preso di forza su una macchina; non mi meraviglio se qualche passante abbia chiamato anche il 113 a seguito di certe scene. Per questo la frase detta da un ispettore arrabbiato, provato e forse anche arrabbiato con un sistema che non dice come farle certe cose ma semplicemente di farle, francamente, non lo condanno in quel momento di tensione, condanno di più quella zia che ha fomentato eccessivamente il bambino e forse anche la rabbia di quei poliziotti che stavano facendo un lavoro sporco….ma che dovevano farlo!! Se qualcuno ha sbagliato pagherà…e solitamente sono sempre quelli che si sporcano le mani e solo loro!

      • Quindi i poliziotti non hanno sbagliato (e quando mai), l’ispettore donna (che non ha figli evidentemente) che ha detto quelle frasi irripetibili (che da sole, a mio modesto parere, varrebbero la destituzione dalla Polizia) non ha sbagliato nemmeno, li giustifichiamo.
        Ma non possiamo giustificare una mamma e una zia che vedono il loro bambino trasportato come un animale (perche’ cosi si prendono gli animali non i bambini) da questi signori che per poco non lo soffocano e a cui non importa nulla della disperazione del bambino. Per loro non c’e’ alcuna atteniante.

        Mi dispiace ma non funziona cosi e smettiamola di difendere l’indifendibile solo per spirito corporativo, che giustifica tutte le porcate possibili e immaginabili.

  2. Ma questi “professionisti” dovevano intervenire DURANTE LE ORE DI SCUOLA? E in un luogo pubblico con tanti ragazzini in giro? Ma possibile che non si sia trovato un altro modo?
    Tantissime volte le Polizia si limita ad identificare le persone per poi redigire verbale a comunicare i fatti a chi di dovere.
    Adesso che il latte è stato versato nel peggiore dei modi tutti a fare i piagnoni, mi disgusta questo piagnisteo, o meglio questo arrampicarsi sui vetri come d’uso all’italicae genti.
    A meno che non sia d’uso, a cittadella, comportarsi così. Ed il dubbio mi assale.

    • Io purtroppo, come altri, leggo la cronaca delle varie fonti giornalistiche che spesso, pur di spettacolarizzare, proprio tutto non raccontano. Quello che so leggendo è che da 5 anni la madre aveva perso la patria potestà e che, se non ho capito male, avevano organizzato questo blitz per evitare intrusione dei parenti della madre andando con il padre a prenderlo a scuola così come ordinato da giudice. Questa in sintesi, credo, la motivazione di base. Certo sulle modalità di esecuzione possiamo parlarne all’infinito perchè le immagini, lo ribadisco, sono proprio brutte!

  3. La frase detta dall’ispettore la interpreto diversamente. Ovvero “Sono un organo d’autorità e sto facendo il mio dovere. Lei, a livello legale e contro una sentenza/decreto del giudice, non rappresenta niente.” Ovviamente detta così è fuorviante.. Ma sinceramente io non mi permetto di andare da un calzolaio a dire come deve fare le scarpe..

    • Certo Bojan, ma quando le sue scarpe sono fatte con la suola al posto della tomaia, se ne accorge anche lei…e con ogni probabilità si dice “Le avrei fatte meglio io!”
      Capita spesso che le persone che hanno, per il loro stesso lavoro, anche un minimo di potere si sentano superiori ed esprimano con l’arroganza questo loro sentire; glielo dico perchè è capitato anche a me di ricevere risposte del genere, sebbene in piccole cose, e il contesto in quei casi, lo comprendevo molto bene! Qualcuno si comporta da padreterno anche di fronte ad una cintura non allacciata…

  4. il suo commento mi lascia sgomento. Non esiste nessuna giustificazione per ciò che è accaduto. Abbiate il coraggio di dire mi dispiace anche se serve a poco. anche io sono un signor nessuno ma anche l’ispettore senza divisa è una signora nessuno

    • Ci ha già pensato il capo della polizia, chi meglio di lui ?

      • Quindi se esco e picchio qualcuno, chiedo scusa o il mio capo lo fa al posto mio e si risolve tutto?

      • almeno quello l’hanno fatto ma la sostanza non cambia. Dopo aver sbraitato e maltrattato un bambino e risposto in modo sgarbato a un cittadino non ce ne si può uscire candidi come gli angioletti

    • quindi se un suo superiore le ordina di pestare a sangue una persona lei lo fa? e come si giustifica? non era una situazione facile? oppure lo dice per lei il questore? sono disgustato dal suo commento e glielo dico con tutto il cuore

  5. quattro calci in culo a sti polizziotti niente eh? ma da che caxxo di gente siamo protetta? mio padre ha fatto il carabiniere per 40 anni ed è rimasto letteralmte schifato!

  6. Il bambino è stato “salvato” a detta del padre.. a parte che è stato salvato da una sindrome che neanche gli psichiatri riconoscono… ma un giudice sì… ma non mi interessano i retroscena; io vorrei una polizia che non partecipa alla violenza contro un minore; perché quella era violenza. I motivi non contano!!
    Un adulto, poliziotto o meno non ha importanza, non si rende conto che tirare su per un braccio solo e trascinare un bambino che si oppone è causa di dolore fisico e può avere conseguenze fisiche?
    Non si può sentire il solito ritornello: obbedivamo a degli ordini! Una volta è di un superiore, una volta di un giudice, ecc. ecc. ma la coscienza individuale?
    Dire che la scuola è un campo neutro… ma di che? Ci sono altri bambini, che tutti i giorni sono lì e si porteranno appresso il ricordo se non delle immagini delle urla di un altro bambino.
    Se una persona dice “lei non sa chi sono io” oppure “io sono un ispettore, lei non è niente” non è corretto attribuire le responsabilità e la condanna a chi dice tali frasi e non addossare la responsabilità ad un “sistema”?
    Concludendo, mi sembra troppo facile dire “noi facciamo da capro espiatorio”; la correttezza della sentenza del giudice va approfondita; che il bambino sia stato “salvato” è tutto da dimostrare visto che si voleva “salvarlo” da un trauma causandogliene un altro; la condotta dei poliziotti che si sono prestati a questo “rapimento” è da condannare anche per l’assenza di comportamenti dettati da una coscienza che dovrebbe comunque esserci soprattutto perché anche tanti di loro avranno figli di quella età e non credo che arriverebbero mai a simili comportamenti nei loro confronti (spero!!). Tutto ciò non fa che portare discredito nei confronti degli appartenenti alle forze dell’ordine.

  7. Capisco la difesa d’ufficio delle forze dell’ordine ma non bisogna essere complici delle schifezze o perlomeno almeno informarsi su cosa realmente si stà facendo.

    Proporrei una lettura diversa dell’accaduto. Consiglierei la lettura di questo blog : http://www.bambinicoraggiosi.com/ .

    FIGLI CONTESI, BIMBO PRELEVATO A SCUOLA DA FORZA PUBBLICA A CITTADELLA (DIRE) Roma, 10 ott. – Stamattina a Cittadella (Padova) un bambino di dieci anni, al centro di una causa di affidamento, e’ stato prelevato con la forza da scuola per essere collocato in una casa famiglia. Tre persone si sono presentate in classe intimando ai compagni di classe del piccolo Leonardo di uscire dall’aula. Una volta rimasto solo, Leonardo e’ stato prelevato con la forza, nonostante si tenesse disperatamente avvinghiato al suo banco, piangendo.

    Poi e’ stato trascinato per la strada, urlante da una serie di persone tra cui il padre, gli assistenti sociali, e alcuni poliziotti guidati da un consulente tecnico d’ufficio che aveva diagnosticato in lui una malattia rifiutata dalla comunita’ scientifica internazionale, la PAS (Sindrome da Alienazione Parentale).

    http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/2775

    Bene, vorrei tranquillizzare coloro che si sentono impreparati: siamo di fronte a vere e proprie assurdità che di scientifico non hanno nulla.Infatti non è mai stato dimostrato che l’amore di un figlio per la madre diminuisca se la mamma gli viene strappata via, nè è dimostrato che in questo modo cresca l’amore verso il padre con cui il figlio ha dei problemi di relazione.

    Nonostante questo, un plotone di consulenti tecnici si ostina a considerare il distacco dal genitore più amato come una “terapia salvavita”. E il luogo deputato alla “rinascita dell’amore” è per costoro la casa famiglia, ovvero una istituzione nata per accogliere minori orfani o vittime di abusi e violenze. Ma questi minori che rifiutano uno dei due genitori non sono orfani, nè vittime di violenze.E allora perchè vengono sradicati dal loro mondo? Per “curarli” dalla “malattia” del poco amore per il padre o più raramente per la madre.

    Troppo complicato cercare di capire i motivi che hanno provocato la frattura fra padri e figli, troppo impegnativo e lungo ascoltare le ragioni del bambino o forse troppo difficile trovare una soluzione.Molto meglio applicare alla lettera le teorie dell’americano Richard Gardner che negli anni ottanta, in alcuni testi che si è autopubblicato, ha teorizzato che quando i bambini rifiutano il padre la colpa è della madre che instilla in lui la disaffezione e in alcuni casi l’odio.

    A quel punto, quando un bambino dice, “Non voglio vedere papà perchè mi fa paura”, la colpa è della mamma.Quando il bambino dice, “papà mi picchia”, non è vero, è la mamma che lo ha convinto a dirlo e lo ha convinto a tal punto da far ammalare il bambino di PAS. Dunque, per “guarirlo”, non c’è che una soluzione: allontanarlo, lasciarlo da solo insieme a degli sconosciuti in modo che il legame con la mamma si affievolisca e, nel frattempo, si riaffezioni al papà.

  8. Proporrei anche la lettura dell’ordine del giorno della provincia di padova .http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/2774

  9. finalmente quello che volevo leggere su questo fatto, nessuno in tutti i commenti e articoli correlati, ha analizzato così profondamente e chiaramente il fatto. appunto il fatto è frutto di sitazioni antecedenti a cui nessuno e ripeto nessuno ha voluto o pensato minimamente di analizzare. ho letto solo la spettacolarizzazione di una tragedia, perchè lo è una tragedia, ma incolpevoli chi l’ ha eseguita, chi l’ ha ordinata e chi l’ ha subita. Non voglio proseguire nel dire di chi è la colpa non perchè non abbia una mia idea ma solo perchè questa porebbe alimentare polemiche gratuite ma un dato voglio citarlo, in italia il 93,7% delgli affidamenti di minori sono alle madri.

  10. Mi permetto di dire un mio pensiero. In questa storia in cui la vittima é un bambino di 10 anni, la Polizia é l’ultima ad aver sbagliato. Hanno sbagliato prima di tutti i genitori a farsi guerra con il figlio oggetto delle loro rivendicazioni. Hanno sbagliato familiari ed amici dei genitori che non sono stati capaci di mettere pace tra i due, ma forse hanno fomentato gli animi all’insegna dei diritti delle parti ed esclusi quelli del figlio. Ha sbagliato il giudice che non ha predisposto un servizio di prelievo attento alle esigenze del minore. Hanno sbagliato gli psicologi e gli assistenti sociali che presenti sul posto potevano benissimo recedere dall’operato come giá fatto nelle precedenti situazioni. Ha sbagliato chi da scuola ha avvisato i familiari della madre accorsi come pazzi sul posto per resistere ad un provvedimento di un’Autoritá. Ha sbagliato chi non si può permettere di sbagliare, la Polizia, usando la forza su un minore per compiere un atto del suo ufficio. Ora sbagliano TV, giornali ed altri (me compreso) che stanno sbattendo la figura di questo ragazzino su tutti i media, trasmissioni tv, tg. Come farà a vincere le sue paure questo giovane attaccato da tutti? Riflettiamo.

  11. Entriamo nel merito di una sentenza assurda fondata su una malattia che non esiste. http://ilmalpaese.wordpress.com/2012/10/12/pas-e-bambini-sottratti-alle-famiglie/

  12. Ne ho scritto anche io oggi, qui:
    http://pimpra.wordpress.com/2012/10/12/opinione-pubblica-emozioni-di-pancia/#comment-1212

  13. Da blogger, al contrario di molti, ho preferito non esprimermi su una materia talmente complessa. Tuttavia, leggendo questo interessante post e gli accaniti commenti nei confronti delle forze dell’ ordine, non ho potuto esimermi.

    Purtroppo, come spesso accade in Italia, ci si concentra sul particolare senza analizzare la complessità della situazione. I poliziotti in questo frangente si sono limitati ad eseguire un ordine, seppur in maniera irruenta e commettendo degli errori. Le forze dell’ ordine sono semplicemente un ingranaggio all’ interno di un sistema di “adulti” che ha fallito nella tutela del minore.

    Di questo sistema fanno parte entrambi i genitori ed i familiari tutti, i quali per primi hanno coinvolto il minore in una bagarre giudiziaria. La magistratura, i servizi sociali e le forze dell’ ordine che non sono stato in grado di trovare soluzioni meno traumatiche. I sistemi di informazione che sull’ onda emotiva provocata dal video, hanno approfittato per aumentare le loro tirature.

    Credo che tutti dovrebbero fare un passo indietro e comportarsi da “adulti”.

  14. Innanzitutto vi ringrazio per la voglia di venire a commentare anche qui da queste parti, non rispondo uno ad uno un po ‘ perchè è difficile, un po ‘ perchè di fronte a immagini così laceranti qualsiasi mia replica o pensiero non potrebbe certamente alleviare il disgusto che talune scene non possono che suscitare, in ciascuno di voi, compreso il sottoscritto. Vi è una teoria criminologica che dice che un assassino spersonalizza a tal punto la propria vittima arrivando a non considerarla un essere umano come lui ma un individuo a parte, appartenente magari al mondo animale così da rendere più facile agire violentemente contro di lui. Nella facile consumazione e diffusione di queste immagini vedo il medesimo protocollo mentale, quelli sono animali, non hanno figli, non hanno affetti, vanno solo soppressi e non ci si sforza quasi mai di andare oltre. Io, che quel mestiere, in altri settori, ma di situazioni difficili ne vivo quasi ogni giorno, questo meccanismo “criminale” non riesco ad attuarlo totalmente perchè io faccio parte dello stesso branco, della medesima “corporazione” e per quanto sia visto, il corporativismo, un male, specie per le forze dell’ordine, è invece importante per generare voci fuori dal coro che leggono le cose, e magari esprimono opinioni, senza scadere nel facile insulto o nel comodo commento da bar o da divano con quell’indignazione tipica di chi fruisce della notizia senza approfondirla. Ora, quello che appare (la mia) una difesa d’ufficio vuole essere solo il punto di vista di chi non criminalizza un proprio simile, che riconosce l’errore e da quello vuole partire per ragionare sul perchè sia accaduto. Mi pare evidente che più di qualcosa in quell’azione sia andata storta, è acclarato che la sequenza filmata sia oltremodo raccapricciante ma, da quel che leggo, mi pare che tutto sommato nessuno volesse nascondere qualcosa infatti un filmato è stato girato dalla stessa polizia scientifica (dalla parte dei cattivi!) proprio per valutare successivamente, magari in un aula di tribunale in caso di contestazioni successive. Ricordiamo, se mai ve ne fosse bisogno, che l’unica che ha il diritto-dovere di giudicare, su chi ha fatto cosa e perchè, sono proprio i giudici.
    Questa spettacolarizzazione è un male per tutto il sistema, per il bambino, per le istituzioni e per gli uomini che la compongono che ancor prima di essere giudicati a norma di legge sono stati giudicati con sommario processo popolare attraverso la via mediatica….questo non è stato di polizia, come letto da qualche parte, questa è, oltre allo schifo delle sequenze viste, pretestuosa dittatura dell’informazione veicolata e manipolata per fornire il prodotto che piace di più alla gente, in questo caso, lo sbirro mostro, bieco e violento.
    Vi ringrazio per i commenti.

    • cioè mi faccia capire: lei considera me o chi critica l’operato della polizia come dei criminali che per giustificare quanto dice considera animali gli altri. Ma sta teoria dove l’ha letta? o meglio è sicuro di averla letta bene?

      • Il problema non è come considero io LEI ma come sono e vengo considerato io da LEI e da chi come LEI quindi, signor Spina, se ha voglia di venire qui a dare un contributo serio senza inutili provocazioni è ben accetto, mi creda, non mi getterei nel pubblico marasma se non credessi che possa servire anche a me per cambiare visione e opinione ma se non la smette di provocare sterilmente mi vedrà costretto semplicemente a autorizzare la visualizzazione dei suoi pensieri senza alcun seguito sempre che gli stessi siano educati e pubblicabili.

      • non capisco che ho detto di provocatorio. La faccenda della teoria l’ha tirata fuori lei non io ma comunque credo che lei tra mille parole e concetti che dicono tanto e non dicono niente stia cercando di giustificare l’ingiustificabile. Parla di spettacolarizzazione: ma dico stiamo scherzando?Parla di procedure coattive, di disposizioni giudiziarie come un libro stampato.Gliele spieghi al bambino se ne è capace. Per il resto se si sente offeso me ne dispiace ma non posso esimermi dal commentare i lunghi e tortuosi concetti da lei esposti

      • Lei può commentare quello che vuole ma se comincia a parlare di ordini di picchiare qualcuno perchè lo dice qualcun’altro ed elucubrazioni di questo genere, abbia pazienza, ma lei mi mette davanti il biglietto da visita con su scritto “Professione Prevenuto”. Comunque io non ho applaudito da nessuna parte, non ho giustificato nulla, ho espresso un opinione e ho scelto da che parte stare questo ultimo aspetto presuppone che chi scrive sostenga e argomenti le sue tesi come fanno tutti. Il fatto che io e lei si sia su due fronti opposti non significa che io scriva delle porcate, dico quello che penso senza la paura di essere svergognato dagli eserciti di prevenuti che volteggiano come falchi su questa vicenda. Forse dovrebbe apprezzare di più il coraggio di chi si mette in discussione al posto di additarlo come una persona che dovrebbe solo tacere!! Comunque, e concludo, siamo su due fronti opposti, e questo non è un problema, ma nei suoi commenti lei è intellettualmente disonesto e prevenuto e non voglio iniziare con lei una estenuante e sterile bagarre!

      • vorrei concludere anche io questo discorso cercando di sintetizzare al massimo il suo discorso. mi corregga se ho sbagliato qualcosa. In pratica lei dice:
        a) il bambino è un povero a lui, vittima ecc ecc
        b) le forze dell’ordine hanno fatto il dovere loro e il giudice pure
        c) chi parla di tutta storia sta spettacolarizzando e quindi eviti di parlarne
        d) se uno parla male dell’operato della polizia ha la sindrome
        dell’assassino (secondo la teoria da lei spiegata)
        Allora se non fosse per il bambino e nessuno avesse registrato il video non sarebbe successo niente di anormale.è tutto a posto insomma.Guardi le prometto che non la disturberò più ma le consiglio di far leggere il contenuto del suo blog a l’unico vero interessato cioè al piccolo Leonardo. Queste sue idee non deve spiegarle tanto a me o a chi segue il blog ma solo a lui. Sempre che riesca farsi comprendere

      • Lei è un grandissimo provocatore sig. Fiore, io imputo un meccanismo criminale non una criminalizzazione perchè qui l’unica a essere criminalizzata, più o meno giustamente, è “l’Ispettore Nessuno” non certo la pubblica opinione che utilizza quel meccanismo di disumanizzazione della poliziotta per favorire che la stessa venga fatta a pezzi senza sentirsi minimamente toccati dal fatto che anche lei può avere figli e aver commesso un grave errore perchè indotta o esasperata da certe storture del sistema. Per il resto torni quando vuole ma parlo molto male con i prevenuti come lei, purtroppo! Chi parla male della polizia e del suo operato ha tutto il diritto di farlo se ritiene anche pretestuosamente ma non pretenda che tutti assistano passivamente ad accuse gratuie che sfociano nella libertà di odio e violenza verso chiunque,poliziotto o non poliziotti. Questo sta accadendo e questo non dovrebbe accadere nei confronti di nessuno. Per il resto rispetto la sua idea e e la sua libertà di essere il “Signor Prevenuto” .

    • non capisco, continua a darmi ancora del prevenuto e mi si accusa di istigare la violenza.io non me la prendo ma le chiedo: è vero il mio linguaggio è forte ma ho mai istigato qualcuno a fare del male a qualche altro? ho detto parolacce? ho offeso qualcuno? Non penso se no avrebbe cancellato i miei post. Le dirò la verità! tante volte anche me alcuni istitutori (non parlo semplicemente della polizia) mi hanno detto “sono un ispettore” anche se quella sua collega voleva sicuramente lasciare un messaggio diverso. Ha sbagliato nei modi! e ora gli tocca sopportare le migliaia di prevenuti che affollano la rete. Che ci vuol fare! fa parte anche questo del gioco e del vostro non facile mestiere.Personalmente io sono un infermiere.A me in ospedale mi hanno sempre insegnato che quando un paziente risponde male (nel caso nostro la zia) anche se vorresti mandarlo con tutte le forze a quel paese e meglio tacere.Una volta in pronto soccorso un sedicenne fattosi male per un incidente anche se non grave mi si rivolse molto male! capisce che significa essere mandati a quel paese da un ragazzino?.Sua madre lo riprese e io risposi: “non fa niente, capisco!” è bastata quella semplice parola, il ragazzo si è calmato e la mamma mi ha guardato con un profondo senso di rispetto. Se poi ci sono operatori sanitari che maltrattano i malati io non li sto certo a difendere semplicemente perchè sono colleghi. Che paghino anche loro.La saluto cordialmente (e la mia cordialità gliela esprimo con tutto il cuore e sincerità e rispetto)

  15. Credo sia giusto visionare questo video http://www.youtube.com/embed/EWXzfUqzQhA

  16. Questo potrebbe essere un buon punto di vista http://www.caffenews.it/legalita-antimafie/40957/i-bambini-non-hanno-sempre-ragione/

  17. Sono sempre più convinto che il vero problema per molti bambini sono i genitori. Vedere un padre che alla figlia di circa 5 anni che fa i capricci dice, al passaggio di una volante, “guarda adesso vengono a prenderti” e la bambina che guarda terrorizzata la polizia, mi ha lasciato esterrefatto! Cosa ha prodotto tutta questa storia!!!

  18. È difficile trovare persone competenti su questo argomento, ma sembra che voi sappiate di cosa state parlando! Grazie


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