Pubblicato da: paroleingiaccablu | 16/06/2012

Gli eroi soli di una sicilia abbandonata non vogliono “Papelli” ma solo la verità

Ogni popolo moderno o antico che sia ha delle leggende. I popoli antichi avevano eroi sorprendenti capaci di azioni quasi miracolose, figure mitologiche più spesso vicine a moderni supereroi della Marvel che a grandi e valorosi uomini. I popoli moderni invece, che di eroi mitologici ne hanno molti meno, raccontano al contrario semplicemente più leggende, spesso tragiche, legate a lati bui della propria storia.

Certi racconti evidenziano spesso a posteriori  la necessità di fornire una chiave da consegnare alla storia perché vi sono episodi che a rileggerli a distanza di così tanti anni sembrano non avere senso o almeno un senso così pieno. Dopo un po’ si decide quindi che emergano delle verità, delle chiavi appunto, così da dare una logica migliore a ciò che è stato.

Tra le mille chiavi che un paese come il nostro  si ritrova a dover restituire al proprio popolo ve ne è una legata a quella trattativa Stato-Mafia che pare, dalle ultime risultanze, esserci effettivamente stata agli inizi degli anni ’90 dove bombe e terrore mafioso colpivano uomini illustri e simboli  monumentali lungo tutto lo stivale.

Quando un nemico non lo può distruggere và da se che devi necessariamente scendere a un accordo, a un compromesso ma tra le mille bugie che certe situazioni generano, tra un “papello” e un altro che dicono non esistere o forse, a questo punto, non era solo uno, è chiaro che capire chi sia il nemico di chi diventa difficile specie se la Mafia, come centro di potere, appare impossibile essere sganciata da quello stesso però democraticamente eletto.

Si rincorrono quindi nomi e cognomi, indagati a vario titolo nonché situazioni, connivenze, spiegazioni, moventi tra cui anche quello che il dott. Borsellino, saputo di quelle trattative, mettendosi di traverso, decretò definitivamente la sua fine anche se, per un duro e puro dell’antimafia come lui, sembra difficile prevedere comunque un altro scenario.

Ora ci saranno altre indagini, certamente un processo, vi sono alcune figure importanti di quell’epoca già passate a miglior vita sulle quali la speculazione potrebbe abbattersi impietosa senza quindi garantirci la genuinità di ciò che veramente accadde in quella stagione di lacrime e sangue per la parte sana della nostra amata Repubblica….del resto i morti non possono parlare!

Spero piuttosto non inizi il teatrino degli indignati, di coloro che in maniera ipocrita si scandalizzano per un qualcosa che si sa da sempre e che gli stessi magistrati-eroi, Borsellino e Falcone, sapevano da tempo ma che non sono mai riusciti a dimostrare.

Ciò che accadde in quel periodo è giusto venga restituito seriamente e puntualmente alla memoria storica del nostro paese ma questo paese merita la verità, non merita menzogne così come non merita presunti delatori messi sotto scorta e che di quel marcio, di quella schifezza perpetrata a tutti gli Italiani ma soprattutto ai Siciliani, ne sono stati squallidi protagonisti.

Guardare in faccia la nostra storia è sempre stato difficile, dal dopo guerra in avanti ci siamo sempre vergognati di qualcosa con la necessità di trovare sempre una parte buona anche quando non c’era perché in guerra, i buoni, non esistono e appare difficile non pensare al contrasto alle mafie come una guerra.

Speriamo a questo punto che si sappia l’assoluta verità senza dover trovare per forza i buoni o scaricare su quelli già tumulati con gli onori di Stato responsabilità che non hanno perchè il rischio reale è che, come al solito, si restituiscano ai Siciliani e agli Italiani delle verità di comodo, fatte di questioni modificate e politicamente corrette, verità di cui francamente nessuno se ne farà nulla.

Speriamo quindi che non si offenda la memoria di tutti coloro morti nella lotta alla mafia, primi tra tutti i giudici Falcone e Borsellino, che con il loro agire hanno fatto di tutto affinché la guerra fosse equa, giusta, onesta ma soprattutto risolutiva per bonificare quel puzzo che la mia mafia generava con il suo compromesso morale…e a questo punto non solo morale ma anche e soprattutto politico.

Un ricordo per loro, e solo per loro…per le VITTIME DELLA MAFIA.

 

Michele Rinelli –  In Giacca Blu

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