Pubblicato da: paroleingiaccablu | 29/05/2012

2 Giugno Lutto Nazionale – Una famiglia in difficoltà risparmia sempre sulle feste!

La terra trema ed è forse ora di fermarsi per affrontare al meglio un’ emergenza che ci coglie in uno dei momenti più difficili dal dopoguerra.

Non credo si possano invocare i soliti spettri populisti di come devolvere o non devolvere certi fondi dico solo che in una situazione grave come questa non è possibile non considerare le feste cercando quindi di ridurre in maniera importante le spese che certe celebrazioni determinano.

Nei giorni scorsi abbiamo festeggiato la Polizia di Stato, in maniera sobria e composta, avremmo potuto farne a meno ma l’abbiamo fatto;  nei prossimi festeggeremo la Repubblica, il 2 giugno, e poi a seguire la festa dell’Arma Benemerita dei Carabinieri e poi chissà quali altri corpi o istituzioni.

E’ giusto celebrare e festeggiare ma è soprattutto giusto risparmiare perché in tempi di crisi come questo si stanno mettendo seriamente in discussione gli aiuti che lo Stato potrà seriamente fornire alle popolazioni colpite dai gravissimi sisma che in molti stanno percependo sotto i loro piedi.

Per questo, quelle feste istituzionali, se proprio si debbono fare, così com’è giusto, che si facciano  ma con il minimo di spesa possibile e con il massimo di compostezza attuabile  perché in Italia, in questa triste primavera, non c’è nulla di cui gioire.

Non facciamo la caccia alle streghe adesso, non è recente la scoperta di quanto la prevenzione dal rischio sismico, in Italia, sia lettera morta, cerchiamo piuttosto di essere concreti e di attivare tutti quei meccanismi di conforto economico che rendano da subito disponibili anche le raccolte fondi fatte al volo dalle più piccole associazioni presenti sul territorio italiano e non solo dai grossi enti o fondazioni.

Sui vari social network ma anche su molte testate di informazione è facile trovare numeri IBAN, SMS solidali e simili per aiutare le popolazioni colpite dal recente sisma ma quando leggi che quelli devoluti qualche mese addietro per l’ultimo alluvione in Liguria non si sa bene che fine hanno fatto con quale coraggio butti anche solo un euro in queste iniziative di cui non si capisce quali saranno i veri risultati ?

L’Italia è un paese solidale ma è anche un paese di arraffoni e farabutti, quando la finiremo di speculare su qualsiasi cosa anche e sopratutto sulle tragedie ?

Possiamo ancora perpetuare l’eco delle risate di chi gioiva al telefono mentre l’Aquila cadeva a pezzi sotto i colpi di devastanti terremoti simili a quelli che stanno colpendo in questi giorni l’Emilia ?

Non so chi e come ci si potrà rendere garanti che certi aiuti, anche e soprattutto economici, arrivino davvero alle popolazioni terremotate ma una cosa è certa che se lo Stato può risparmiare, da qui in avanti, anche un solo euro da devolvere alle popolazioni colpite dal terremoto lo dovrà fare perché una famiglia in crisi, nei momenti di difficoltà, rinuncia sempre al superfluo e certe feste come quelle di cui sopra, forse, non possono essere considerate se non un inutile di più.

L’Italia è in lutto e non c’è nulla da festeggiare.

Michele Rinelli –  In Giacca Blu

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