Pubblicato da: paroleingiaccablu | 12/02/2012

Loro non pensavano alla “Responsabilità Civile”…ma alla mafia!

Ogni giorno suonano fastidiose sveglie e ogni giorno milioni di persone scenderanno dal letto prendendosi la responsabilità della giornata che vivranno, del lavoro che svolgeranno, dei figli che dovranno crescere e di quelle persone che insieme a loro condivideranno obbiettivi e oneri legati a ciò che viene comunemente definita vita.

Ogni santa mattina che Dio ci manda in terra ciascuno guarda il proprio volto nello specchio del bagno, appoggiati al lavandino che di sicuro attende di essere bagnato dalla fresca e rigenerante acqua.

In quello specchio non possiamo fare a meno di vedere quelle rughe dell’età, i timori, la paura, le responsabilità di un ruolo, di uno qualsiasi: che sia genitore, studente manager o operaio sappiamo tutti,  perfettamente, che tutto ciò che passerà tra quelle mani, in attesa di quell’ acqua fresca che scorre, dovrà essere il frutto del nostro lavoro e della nostra responsabilità.

Ogni persona credo debba essere consapevole di quanto il suo agire può essere importante e essenziale, lo sanno i medici, gli infermieri così come gli operatoti delle forze dell’ordine ma perché non può saperlo, ad esempio, anche l’operaio specializzato o un capo cantiere che se non agisce in conformità di norme e regolamenti potrebbe erigere ponti con cementi che  assomigliano più al polistirolo che al più nobile dei materiali duri presenti nell’edilizia ?

Ciascuno quindi non può e non dovrebbe esimersi dal sentirsi responsabile di ciò che è, di ciò che fa ma sopratutto delle responsabilità che ha con il suo agire.

Di questa responsabilità, però, si parla poco in particolar modo riguardo ai Giudici, ai Magistrati, ed è strano, perché come tutti, anche loro ogni mattina si lavano il volto con la medesima acqua che utilizza un capo cantiere che di certo alle sue responsabilità non può sottrarsi.

E non è facile populismo che voglio sostenere e non sono nemmeno a qualche  indagine che a seguito delle quali in moltissimi si sentono solo indebitamente perseguitati tanto da sostenere tesi e posizioni così disfattiste verso le toghe da essere non solo offensive verso il prezioso lavoro dei magistrati ma assolutamente pretestuose e inverosimili.

Non è infatti mia intenzione sostenere strambe campagne contro i giudici, tutt’altro, io voglio solo capire perché sia così difficile essere sereni nell’affrontare queste tematiche, i magistrati sono preziosi lavoratori di questo stato con enormi oneri e responsabilità e come tali vanno trattati attraverso l’applicazione di giuste regole e sopratutto  giuste tutele anche per loro.

Sembra   che si faccia  di tutto però per soffocare immediatamente le polemiche, come se la loro “Responsabilità Civile” fosse un tabù come parlare per la chiesa cattolica di contraccezione:  è assurdo!!

Abbiamo fulgidi esempi di magistrati immolatisi per il bene comune e che per onorare le loro responsabilità si sono fatti uccidere, gente che avrebbe potuto girarsi dall’altra parte, invece al contrario, non hanno temuto certo una “Responsabilità Civile” …. forse per loro era l’ultimo dei problemi.

Nessuno può negare che essere magistrato sia un lavoro duro, difficile, ricchissimo di enormi e inimmaginabili peculiarità ma nell’approccio e al taglio che viene dato alle loro responsabilità dai mass media sembra esservi non tanto la voglia di tutelare un mestiere, una professione particolare ma semplicemente quella di non parlarne e basta perché così deve andare, punto!

Qualcuno pensa che esser giudici, in Italia, significa essere degli Dei ?

Falcone e Borsellino, se così fosse, sarebbero ancora qui a combattere il cancro mafioso!

Non si può cadere nel tranello che in nome dell’indipendenza della magistratura si possa autorizzare a fare e disfare senza utilizzare i giusti metodi per  ridurre  il rischio di incorrere nell’errore evitabile, perché a questo bisognerebbe tendere, solo a questo e forse solo questo si pretende.

E ‘incredibile come non si affronti anche un’altra annosa questione ossia che l’accesso alle carriere dei magistrati non è confortato da selezioni psichico attitudinali così da aumentare sin dalle origini la capacità del sistema di generare errori.

E se su di noi decidesse un “pazzo” cosa accadrebbe ?

Un poliziotto non può essere un pazzo, giustamente, e quindi almeno all’inizio deve essere sottoposto a severissimi test psicologici ma crediamo davvero che a un poliziotto siano affidati equilibri superiori a quelli dei magistrati ?

Avere una pistola non è l’unico onere di chi pattuglia le strade!

Una giustizia, la nostra, che ha tanti problemi come tanti ne ha questa nostra povera Italia ma che come tutti i problemi del bel paese troppo spesso non ha il coraggio di affrontare perché, purtroppo,  certe rivoluzioni incidono su quello status quo a cui nessuno vuole davvero rinunciare….e forse hanno anche un costo economico che attualmente non ci si può permettere.

Ogni giorno ogni uomo si assume la responsabilità di ciò che dice e di come agisce, ogni giorno milioni di mani si muovono per il bene comune e,  se si sbaglia, fascicoli e condanne vengono giustamente aperti e scritte, perché quindi giudici e magistrati, uomini di potere come loro, non devono discutere serenamente, senza levate di scudi, di quanto impegno è necessario mettere per fare con equilibrio e determinazione con il minimo degli errori possibili  il loro lavoro ?

Michele Rinelli – In Giacca Blu –

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