Pubblicato da: paroleingiaccablu | 26/01/2012

Proteste, forche e forconi… e se ci scappa il morto ???

Sono stati giorni difficili in Italia questi, o meglio, non tanto più difficili di tanti altri già letti, visti e sentiti, qualcuno magari anche già consegnato ai libri di storia.

Le tensioni sociali stanno subendo un’escalation importante con un livello di accelerazione tale che potrebbe anche assalire il dubbio che qualcuno, esperto di talune dinamiche sociali,  stia tessendo una rete di eventi, luoghi e situazioni atti ad aumentare il malcontento e la tensione.

Chiaramente se di questo si tratta mai potremo avere le prove ma se questo è solo l’elucubrazione di una mente dalla fervida fantasia  il dato oggettivo è che gli Italiani muovono sempre di più e sempre più velocemente un malcontento vero e radicale lungo le strade dello stivale.

Ad aver voglia di leggere le cronache degli anni che la storia d’Italia ha definito di “Piombo” è facile fare dei parallelismi che, attraverso taluni episodi, possono farci presumere quali potrebbero essere i prossimi scenari se, memori di tali accadimenti, le componenti politiche e sociali non trovassero il modo di far rientrare legittime proteste nell’alveo della legalità.

Per questo, quello che la cronaca ha riferito essere il “Movimento dei Forconi” che con i suoi blocchi stradali ha letteralmente affamato l’Italia, non può essere considerato solo un moto spontaneo di protesta ma un qualcosa che incide sulla serenità democratica di questo paese che non può non sentirsi preoccupato da ciò che una tale mobilitazione può provocare.

Manifestazioni che dallo spontaneo sono degenerate in violenze verso chi al posto di scioperare, ad esempio,  pensava a portare comunque il pane a casa costringendoli con atti di vera vessazione e talune volte anche di vera violenza, ad aderire di fatto a una protesta che in alcune zone sembra essersi avvalsa di modalità mafiose per essere sostenuta.

L’area politica di riferimento, che qualcuno ha esaltato in negativo come uno dei principali pericoli per la democrazia Italiana, a mio avviso, non è così importante visto che appare evidente che le modalità messe in atto non volevano raccattare principalmente  consenso politico di rinascita ma semplicemente generare il caos, contrapposizione e contrasto.

Imperioso ed esemplare è stato il lavoro delle Forze di Polizia per contenere quello che di fatto è stato un attacco alla libertà di tutti ma non è solo con il lavoro delle Forze dell’Ordine, a suon di ordinanze prefettizie, che  può essere risolto.

Così come è bene che chi sull’onda emotiva ha aderito alla protesta abbia da riflettere su quali siano stati davvero i risultati di tale scellerata manifestazione cercando, se possibile, di non aderire nuovamente a logiche di folle protesta inutile e dannosa.

Il lievitare dei prezzi o il mancato approvvigionamento di beni di primaria necessità ha colpito semplicemente le classi più deboli e non quelle forti che di certo non hanno trovato alcun problema a pagare un kilogrammo di zucchine 4 euro in più.

Per questo, a non voler fare proprio gli gnorri, il dubbio che ci sia lo zampino di chi vuole imprimere una accelerazione del disagio sociale ci sia visto che se affami un popolo è facile che questi scenda in piazza non per una legittima e legale protesta ma con le logiche della giungla : “morte tua vita mia!”

Far riflettere chi a casa non ha un piatto di pasta appare quindi difficile così com’è difficile inquadrare un movimento  di così larga portata  come quello dei Forconi, troppo popolare e troppo “disorganizzato” o comunque non istituzionalizzato, nei giusti canali della legalità.

Vorrei sperare quindi in un futuro sostegno della popolazione civile che ancora riesce a reggere il colpo di questa crisi nei confronti delle forze dell’ordine che nei prossimi mesi saranno sempre più impegnate in momenti di allargata protesta anche molto,  molto più duri di questa.

Così, che a margine di questa esposizione, mi chiedo, se a seguito delle dure proteste ci saranno morti a chi serviranno ?

A voler imprimere forzatamente una visione romantica degli anni di piombo e un parallelismo con la situazione attuale qualche nostalgico potrebbe sostenere che gli anni ’70 sono serviti a garantire equi e legittimi diritti sindacali a quei lavoratori che vivevano con lo spettro di un padrone che li sfruttava….ma troppo sangue è stato sparso per un così nobile obbiettivo…

Quindi se nei prossimi mesi gli scontri sociali si acuiranno al pari se non in maniera superiore a quelli già visti negli anni di “Piombo” e se dovessimo cominciare per questo a contare i morti, quei morti, a chi serviranno ???

A rimpinguare, forse, i forzieri di quelle banche mondiali che hanno innescato questa terribile crisi ???

 

 

Michele Rinelli – In Giacca Blu –

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Responses

  1. eh se non c’e’un morto non fa notizia…. poi piangiamo…. ci rammarichiamo diamo le nostre condoglianze alla famiglia e poi tanti saluti la vita va avanti perche ci sono altri interessi che ci coinvolgono e chi e morto e morto pace alla sua anima chi vive si da pace…….. cinismo??? no realta’ tutti facciamo comodo agli altri…. perche’ …. gli altri non siamo noi…………!


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