Pubblicato da: paroleingiaccablu | 18/12/2011

Italiani razzisti ? – Lasciate ogni speranza… –

Ci caliamo spesso negli incubi e negli spettri delle nostre incertezze e delle nostre insicurezze, umanità indefinite e più spesso indecise, o forse semplicemente ipocrite, bussano alla porta a scadenze regolari come se ciò che siamo stati sino a ieri sia stato il frutto di una visione virtuale e non il frutto di un’ umana crescita sociale e culturale.

A Firenze, dopo Torino, dai Rom si è passati ai Senegalesi ma anche fossero stati Congolesi o Sudanesi poco importava, il problema, dicono, era il colore scuro della loro pelle.

Ed eccoci nel “Day After” ad auto flagellarci, a stabilire che siamo tutti razzisti, a evidenziare come non si sia fatto abbastanza per renderci davvero tutti fratelli, tutti partecipi di un disegno comune e positivo, demolendoci con spiccata indignazione per quello che abbiamo sempre saputo ma non abbiamo mai voluto accettare:  se non si abbassano i toni, se i problemi si abbandonano a loro stessi la situazione deflagra lasciando, così come questa volta è tragicamente accaduto, morti e feriti nelle strade.

Non è però negli ipocriti proclami antirazzisti che dobbiamo limitarci, non è nell’apparire semplicemente tutti uniti contro quel messaggio che da troppi anni è  contro il colore della pelle o della provenienza geografica, anche tra gli stessi Italiani, non è solo questo.

Non è nel presenzialismo di certi politici che in momenti bui come questi cercano a tutti i costi di recuperare una verginità perduta che potremo trovare la soluzione.

A passare dalla tragedia de le Vallette di Torino alla furia contro i neri di piazza Dalmazia a Firenze il passo è breve a dispetto dei kilometri.

Distruggerci però come Italiani, dire che siamo un popolo razzista è però non generoso da parte di chi, bianco, nero o giallo, ha visto, tanto per fare un esempio, come negli anni ’90, nei primi sbarchi dall’Albania, quanto all’inizio si volesse davvero fare, quanto di positivo si voleva attuare, quanto di caritatevole potesse esserci in certe persone, in certi Italiani, che della disperazione e della difficoltà hanno dato in altre occasione prova di enorme rispetto, quel rispetto però che non fa notizia, che non fa vendere copie, che non suscita polemiche perché, in fondo, l’umana solidarietà, magari su base cristiano cattolica, è dovuta e non urlata.

Ed è del silenzio di tantissime persone, come ad esempio i Lampedusani, che vorrei ricercare la varietà  del  mondo, la positività dello stesso che poi necessariamente, come a Lampedusa, ha dovuto cedere il passo non all’incapacità degli isolani di accogliere o essere solidali ma alle difficoltà o, per meglio dire, all’inettitudine della politica di gestire con adeguati mezzi e adeguate risorse una vera propria invasione.

Già, la politica, di questi tempi la chiamiamo “La Casta”, avendo ulteriormente e paurosamente svuotato il ruolo di quegli uomini che, per certi versi, appaiono razzisti contro il loro stesso popolo che ha dato loro fiducia attraverso la democratica elezione.

La politica che ha urlato per anni, che troppe volte si è permessa di dare spazio a frasi razziste e che ha permesso di alimentare quella subcultura del “contro il diverso” che serve solo a serrare i ranghi di chi non riesce per limiti e/o ignoranza a uscire dalla demagogia spiccia e assassina di chi vuole trovare le soluzioni semplicemente in altri e inutili problemi….come il colore della pelle.

La Casta, che a ben sentire fa vergognosamente fatica ad accettare anch’ella di fare sacrifici, per troppo tempo non ha fornito risposte, che troppo facilmente ha alimentato la politica della divisione, che troppo ha delegato ai singoli cittadini nel risolvere (o forse meglio dire a sopportare) quelle che in alcune zone sono considerate,  a torto o a ragione, ghettizzazioni, invasioni, “immigrazione predatoria” insinuando l’assurdo dubbio che loro, gli stranieri, ci togliessero il lavoro.

Senza dare risposte “La Casta”, quindi, innesca soprattutto nelle menti più deboli il tarlo che la giustizia bisogna farsela da soli, che la tutela della razza è giusta perché loro, gli stranieri,  sono dei parassiti, perché se “La Casta” non fornisce serie risposte ecco che i “matti”, quelli che in tempi passati avremo recluso nei manicomi, si armano come a Firenze animati da quella ricerca del nemico che ci colpisce tutti, che colpisce così duro che anche la politica, la buona politica che ancora certamente esiste, è diventata semplicemente “La Casta” e quindi anche lei il nemico.

Ed è per questo che deve rinascere la  “POLITICA DEGLI UOMINI VERI”, che si comincino a fornire risposte, che si ritorni a essere uomini tra uomini, politici tra gli uomini, solidali tra etnie restituendo quindi alla società non solo la sobrietà a cui abbiamo rinunciato negli ultimi 20 anni ma soprattutto fornendo risposte serie e vero contrasto alla ricerca del nemico, di tutti i nemici, compresi quelli che siedono in parlamento che non possono essere semplicemente dei privilegiati ma persone che lavorano per il bene del paese e che non sono e non devono essere “La Casta”.

Se però, come già annunciato, la prossima misura del governo  sarà quella di svuotare le carceri qualcuno mi può spiegare come potremo evitare che le menti più deboli, le persone più esasperate, NON GLI ITALIANI TUTTI,  non scelgano, come a Firenze, di farsi “giustizia” da soli ?

…se queste saranno le risposte, cari signori… “Lasciate ogni speranza O voi che entrate!”

Michele Rinelli

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: