Pubblicato da: paroleingiaccablu | 06/06/2011

Angeli non nati – (Un vecchio pensiero dal fondo dell’ Hardisk) –

Non credo ci sia dolore più grande di quello di una vita mai nata, spezzata nel momento più cruciale e importante, quello appena dopo il concepimento.

Non è una questione morale; interrompere la gravidanza è una scelta troppo personale per poter stare qui a disquisire su quanto sia umanamente, moralmente o religiosamente corretto.

Gli anatemi lanciati spesso da certe istituzioni religiose contro la pratica dell’interruzione volontaria di gravidanza, a mio avviso, lasciano il tempo che trovano perché non rappresenteranno mai il dolore vero e reale che una donna dovrà portare dentro di se.

Non è una questione di Paradiso o Inferno, di imposizioni morali o di etica religiosa, il fatto è che credo che in moltissimi non si possano nemmeno rendere conto dello tsunami emotivo che porta scegliere di interrompere una vita che nasce dentro di se.

Grazie a Dio non sono donna, credo però che chi si spende troppo a criticare la scelta di chi per cause più o meno dipendenti dalla propria tipologia o aspirazione di vita, sceglie di interrompere una gravidanza, pagherà un prezzo altissimo che sarà scontato certamente in questa vita e non solo, probabilmente, in quella che verrà….dopo la “morte”.

Mio malgrado sono stato spesso a contatto con persone che hanno subito il trauma dell’interruzione di gravidanza, spontanea o volontaria che sia, e nel sentire “Papi e Papati” lanciare moniti di “Sciagure e Sventure” per chi si macchia di tale “Delitto” mi fa sorridere e allo stesso tempo arrabbiare perché proprio loro, così distanti da certe umanità, perché contornati dallo sfarzo e dal potere, poco o nulla possono davvero capire di quello che si muove dentro quelle anime lacerate e martoriate da quella parte di loro che verrà letteralmente “raschiata” dalle loro carni.

La letteratura è piena di racconti sull’argomento, tanti “inutili capitoli” di vita gettati li, ad ingrassare qualche onesto editore o anche chi, forse, in maniera positiva, al contrario, ha trovato una valvola di sfogo nel raccontarsi, nel riviversi sui fogli di carta così da alleggerirsi il peso della sua anima….e forse anche di quella che ha dovuto/voluto lasciare andare.

Ciascuna trova il suo modo, ciascuna trova i suoi mezzi, ogni donna ha e può avere dentro di se la carica per ricominciare, per ricostruire quelle “case” dopo quel maremoto terribile racchiuso nella parola ABORTO.

Magari serve un aiuto, magari bisogna reperire i “fondi”, così com’è successo recentemente in Indonesia….ma la forza per ricominciare si può e si deve sempre trovare.

E’ difficile probabilmente proseguire oltre in questa inutile riflessione, la retorica su queste tematiche è sempre dietro l’angolo e non mi piace minimamente risultare retorico.

L’unica cosa che però mi sento di dire ancora è che non è sempre di egoismi che tratta l’uomo, non è sempre per egoismo che si decide di interrompere volontariamente una vita che nasce, non è sempre per paura, pudore, incapacità che si raschia via tutto, tante volte lo si fa perché, probabilmente, la vita ci porta a dover subire e capire certe situazioni, a sostenerle e a pagarne le conseguenze per diventare poi più forti: sostanzialmente per crescere.

Lo so, qualcuno potrà dire che l’aborto è una scelta consapevole non è frutto del destino – visti anche i mille sistemi di contraccezione esistenti -, che interrompere una vita che nasce è barbaro e inumano; dico però, anche, che la vita e il mistero della stessa passa anche, forse, da queste esperienze, che sono e restano del tutto personali e come tali non sempre possono essere giudicate con il bianco e con il nero….dagli esseri più imperfetti dell’universo: gli umani!

Una vita nasce, cresce, passa, la vita si incrocia con quelle di altre, ne raccoglie i frutti e lascia che gli stessi vengano in qualche modo goduti e apprezzati: pensate davvero che quella vita volontariamente spezzata possa essere sempre inutile ?

Pensiamo davvero che quel frugolo volato in cielo non possa essere anche un prezzo da pagare per se stessi e crescere in compagnia di quel angioletto che abbiamo mandato via da questa vita terrena ?

Il mistero dell’esistere è un qualcosa di nostro e solo nostro, un qualcosa con cui ciascuno nasce e a cui ciascuno, nella vita, nella morte e nella vita dopo la morte, può dare la propria personalissima risposta.…basta solo fermarsi un attimo e pensare…che forse, solo questo, qualcuno di Importante, vuole da noi!

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